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Archive for gennaio 2010

Non ci sono parole per descrivere il delirio del Ministro Zaia. Tutti i ristoratori, i consorzi agricoli e lo Slow Food Italia sono autorizzati a chiedere i danni non al Ministero ma al sig. Luca Zaia poiché non è autorizzato a patrocinare col nome ed il simbolo della Repubblica il marchio di una SpA e, soprattutto se questo marchio è l’opposto dei valori e della cultura italiana. I Ministri non devono fare promozione per le SpA ma applicare la Costituzione. Inoltre, Zaia è il Ministro dell’agricoltura pagato dagli italiani per promuovere la cultura e le tradizioni agricole italiane e non i marchi delle SpA americane.

Non oso immaginare e calcolare il danno di immagine ma, le associazioni sono autorizzate a creare un’azione collettiva risarcitoria nei confronti dei funzionari pubblici che hanno firmato tale accordo.

In generale, nessuno Ministro può patrocinare attività di SpA che ledano l’immagine e cultura della Repubblica italiana e dei suoi cittadini. In una vera democrazia sarebbe partita l’immediata procedura di revoca del mandato.

The Guardian, all’estero, già ci stanno prendendo in giro. : For many Italians, their very sense of identity lies in the food, not just of the region in which they were born, but of the town, village, hamlet, even house. And they hold to the superiority of their local produce and dishes with passion. That is why eating your way round Italy is such a continual delight. Pleasure lies in diversity, not homogeneity. Who wants to eat the same stuff the whole world over? It’s boring. It’s the kind of global mind-numbing sameness and taste bud-mugging mediocrity that McDonald’s embodies. No-one in their right mind can see McDonald’s as either a force for good in the world or as representing the sunny uplands of gastronomy.

Per molti italiani, il loro senso di identità è molto presente nel cibo, non solo nella regione in cui sono nati, ma nella città, paese, frazione, anche in casa. Ed avere premura circa la superiorità dei loro prodotti locali e piatti con passione. È per questo che mangiando per strada in giro per l’Italia è un piacere continuo. Il piacere sta nella diversità, non nella omogeneità. Chi ha voglia di mangiare le stesse cose nel mondo intero? È noioso. E ‘il tipo di mente globale-numbing identità e Bud gusto-rapina mediocrità che McDonald’s incarna. Nessuno sano di mente può vedere come McDonald’s impone un’idea per il bene nel mondo o in rappresentanza delle alture soleggiate della gastronomia

(Fonte: elementi di diritto Costituzionale, collana Timone N. 226 XVII ediz., pag. 95) I Ministri nominati dal Presidente della Repubblica italiana su proposta del Presidente del Consiglio e revocabili nei limiti in cui può esserlo quest’ultimo, sono organi costituzionali posti a capo di apparati amministrativi, quali sono i Ministeri o Dicasteri. Essi possono essere scelti fra cittadini non appartenenti al Parlamento.

I Ministri sono responsabili:

  • per gli atti esclusivamente di loro competenza
  • per gli atti formalmente del Presidente della Repubblica a cui essi hanno collaborato
  • per gli atti dei loro sottoposti, che possano ricondursi comunque ad un atto di volontà del Ministro

La responsabilità può essere:

politica:

  • che a sua volta può esser collegiale
  • individuale, per gli atti compiuti da ciascun Ministro nell’esercizio del suo ufficio (art. 95 comma 2 Cost.)

giuridica: che si distingue in:

  • civile: per violazione di diritti soggettivi, in tal caso è obbligato al risarcimento del danno come qualsiasi cittadino secondo le norme del codice civile (2043 e ss.c.c.)
  • penale:


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L’etica è quell’atteggiamento giusto che misura la qualità della nostra vita e se vale la pena o meno di viverla. La democrazia è quell’agorà e quel metodo condiviso per deliberare scelte collettive dove il singolo individuo può esprimersi liberamente. Le scelte sono connesse alla presenza o meno di etica nella maniera di informarsi e di formarsi. In questi frangenti sappiamo se siamo liberi di comprendere e di scegliere per noi e per gli altri e questo aspetto è direttamente legato all’accesso della conoscenza. Chi controlla la conoscenza e l’informazione determina il livello di democrazia di una comunità ed oggi esiste una forte contraddizione data dal fatto che ognuno può accedere alla conoscenza senza “filtro” (internet e biblioteche) ma pochi lo fanno. In sostanza la cultura è anche “fondazione” di etica legata alla coscienza umana.

Aristotele: il fine dell’uomo non è solo quello di sopravvivere, ma di vivere bene, cercando di realizzare i propri desideri e la felicità, ecco che né la famiglia, né il villaggio posson bastare, ecco che il villaggio si ingrandisce, o si unisce ad altri villaggi, insomma: ecco la città, la polis, che non è solo un agglomerato di case e famiglie, ma qualcosa di più ampio e profondo. Alla base di questa tendenza comune, secondo Aristotele, è la natura dell’uomo, che è socievole, e che è fatto per vivere nelle città. Per questo lo chiama anche animale politico. […]l’arte degli acquisti, la crematistica (da chrèmata, che significa gli averi). Questa sapienza particolare è indispensabile per il buon vivere e regge l’indispensabile attività dello scambio dei beni che è uno dei motivi principali del costituirisi delle città. Ma a questo tipo di sana crematistica, si oppone la sua degenerazione che è l’accumulazione di beni e denaro, che Aristotele considera ingiusta e vergognosa, indegna di uomini liberi ed equilibrati. E’ questa crematistica la vera economia moderna, che tuttavia origina proprio dalle città, dallo sviluppo dei mercati e dalla nascita di un capitalismo mercantile antico.

L’attuale società sembra essere poco inclina alla cultura, all’etica ed alla coscienza, figuriamoci alla democrazia.
Nonostante questa crisi di coscienza, tante comunità nel mondo dimostrano una qualità civica collettiva per mezzo di strumenti efficaci di partecipazione attiva. I cittadini hanno l’opportunità di alzare il livello culturale ed etico delle proprie scelte grazie alla loro capacità di ascolto in democrazia diretta. Il virtuosismo della condivisione di opinioni (pluralismo delle idee) in un contesto ordinato e di uguaglianza aiuta la libera circolazione delle idee e stimola nuove ed importanti energie mentali e creative. Conoscenze mai rilevate possono essere lette e discusse a tutti e fra tutti. I libri ed internet sono strumenti di accesso alla conoscenza e come tali non devono essere censurati, regolati o circoscritti, accadesse il contrario vivremmo in una dittatura che lede i diritti universali dell’uomo.

La scuola, l’università ed i media sono quegli strumenti, controllati dai Governi e dalle SpA, che formano il pensiero delle masse ed, il livello di credibilità che i popoli nutrono verso i Governi influenza le nostre scelte finali. La fiducia riposta nelle istituzioni condiziona la qualità della vita. Anche per queste ragioni il potere circoscrive e censura la conoscenza manipolata che diffonde attraverso la scuola e l’università.
Il dogma religioso della moneta e la massimizzazione dei profitti orientano le leggi col fine di censurare il pluralismo delle idee e la conoscenza per questo motivo esistono brevetti, copyright e diritto d’autore. Una volta, la dittatura per vietare la libera conoscenza usava anche la violenza fisica, oggi è sufficiente mettere un prezzo sopra un brevetto.
Quando la conoscenza viene secretata col copyright solo chi possiede ingenti capitali può farne uso.  Queste considerazioni dovrebbero farci riflettere e comprendere che oggi non c’è libertà per tutti e nessuna giustizia e né una sorta di democrazia rappresentativa. Se tutti i cittadini non avranno libero accesso al pluralismo delle idee essi non potranno scegliere ma solo, essere psico-programmati da dogmi imposti dal potere.
Cooperazione, reciprocità e senso civico della comunità sono stimoli positivi che possono aiutarci in un percorso di conoscenza libero e non condizionato. Anche internet, con i social-network, può essere utile. Una curiosità collettiva può aiutarci ad essere critici e costruttivi cogliendo utili informazioni sui nostri consumi e comprendere i fattori che condizionano il nostro stile di vita.

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comunicato stampa di Terna: “Dati statistici sull’energia elettrica in Italia nel 2008″

QUASI STAZIONARIA LA DOMANDA DI ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA: – 0,1% SUL 2007

  • Il gas si conferma al primo posto tra le fonti utilizzate, e sale al 67,2% della produzione
    termoelettrica; in forte calo i prodotti petroliferi (-16,5%), scende anche il carbone (-2%)
  • Aumenta il contributo delle rinnovabili (+21%) per la forte crescita dell’idroelettrico (+26,8%) e
    dell’eolico (+20,3%). Boom del fotovoltaico: +395%
  • La produzione netta nazionale sale del 1,9%; in calo l’import netto (-13,5%),
  • Centrali elettriche: entrati in esercizio oltre 5.000 MW di nuova capacità (+5,4%)
  • Frenano i consumi dell’Industria (-2,8%), in aumento il Terziario (+3,7%) e il Domestico (+1,7).
    In lieve crescita (+0,2%) l’Agricoltura.

I dati dimostrano che l’Italia non ha bisogno di produrre più energia ma di rendere il sistema più efficiente: eliminare gli sprechi, ridurre la domanda di energia e produrre il fabbisogno con fonti rinnovabili

Un esempio per le liste regionali “Movimento cinque stelle” come porsi obiettivi nel settore energetico inserendo considerazioni ragionevoli e di facile comunicazione (programma)

Energia, E.Romagna
L’Emilia Romagna ha un fabbisogno energetico di 18,1 mln di TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) di cui il 55% (gas naturale) e 35% (prodotti petroliferi). Applicando l’uso razionale dell’energia con principi di efficienza e sufficienza ed usando standard di “CasaClima” è possibile ridurre la domanda energetica dell’83% circa nei settori dell’industria, residenziale e terziario. Dopo una diagnosi energetica dei volumi costruiti è ipotizzabile la cancellazione di 12,3 mln di TEP (sprechi) dal fabbisogno attuale della Regione che importa ben il 70% dell’energia (2005). Applicando strategie di “decrescita felice” è possibile produrre 2,1 mln di TEP (fabbisogno reale) con fonti rinnovabili per i tre settori considerati.

Per una ESCO (Energy Service COmpany) il risparmio energetico risulta un profitto e con il “conto energia” può ristrutturare il patrimonio edilizio considerato e favorire una produzione elettrica distribuita.

Conflitto di interessi:
Gli attuali istituti di credito hanno “soci” e “connessioni” con le SpA locali monopoliste e concessionarie. Le stesse SpA inventate da Sindaci e Presidenti che guadagno dai consumi energetici per questa ragione plausibile non faranno mai nulla per ridurre la domanda energetica e rendere il sistema eco-efficiente. Un esempio, tutto italiano e clamoroso, è rappresentato dalle sovvenzioni pubbliche tramite Cip6 ‘92 che invece di sostenere un nuovo mercato dell’energia da fonti rinnovabili, come prevedere la direttiva europea, finanzia anche le fonti “assimilabili” (inceneritori) che inquinano e recano danni alla salute umana.

La soluzione:
Interesse pubblico: solo i cittadini hanno interesse a consumare meno e meglio (efficienza e sufficienza). Creando una ESCO ad azionariato diffuso per godere dei certificati bianchi e verdi, una cooperativa può ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistente ed investire gli utili sul territorio. Si può affidare lo “start up” del progetto del progetto tecnico ad una banca “etica” che finanzi l’iniziativa dei cittadini-produttori-consumatori di energia incentivando la banca con la promessa di spostare i propri capitali.

In questo modo non solo è possibile ridurre la domanda di energia ma si inventa un nuovo mercato, nuova occupazione e si rivaluta l’intero patrimonio edilizio mettendolo anche in sicurezza, valutando caso per caso. Nascerà una produzione elettrica distribuita che poter notevoli profitti ai cittadini stessi.

Soluzioni finanziarie creative:
I surplus di scambi energetici (produzione elettrica distribuita) possono essere visti anche come “moneta” (SCEC) ed usati a sostegno di una filiera corta.

dizionario:
Le Energy Service Company (anche dette ESCO) sono società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica, assumendo su di se il rischio dell’iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento.

Conto energia: è il nome comune assunto dal programma europeo di incentivazione in conto esercizio della produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica.

CasaClima: (in tedesco KlimaHaus) è un metodo di certificazione energetica degli edifici. Si avvale di calcolo convenzionale codificato.

decrescita felice: parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita.

Certificati bianchi, o più propriamente Titoli di Efficienza Energetica (TEE), rappresentano un incentivo atto a ridurre il consumo energetico in relazione al bene distribuito. Viene riconosciuto un risparmio di energia pari ad 1 tep secondo le seguenti equivalenze:

  • 1 tep = 11628 kWh per quanto riguarda i combustibili (1 tep = 41,860 GJ )[3];
  • 1 tep = 5347,59 kWh per i consumi elettrici (1 kWh = 0,187×10-3 tep[1].

Questa differenza è dovuta al fatto che per produrre uguali quantità di energia termica ed elettrica sono necessari apporti di energia primaria diversi; in particolare questi sono maggiori nel secondo caso, a causa del rendimento di produzione del parco elettrico italiano. Per questo ad un mancato consumo elettrico è riconosciuto un maggiore risparmio in termini di tep a confronto di un analogo mancato consumo termico.

Certificato verde è una forma di incentivazione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si tratta in pratica di titoli negoziabili, il cui utilizzo è diffuso in molti stati come ad esempio nei Paesi Bassi, Svezia, UK e alcuni stati USA. Si tratta di certificati che corrispondono ad una certa quantità di emissioni di CO2: se un impianto produce energia emettendo meno CO2 di quanto avrebbe fatto un impianto alimentato con fonti fossili (petrolio, gas naturale, carbone ecc.) perché “da fonti rinnovabili”, il gestore ottiene dei certificati verdi che può rivendere (a prezzi di mercato) a industrie o attività che sono obbligate a produrre una quota di energia mediante fonti rinnovabili ma non lo fanno autonomamente.

I processi di trasformazione dell’energia sono responsabili dei livelli di inquinamento e recano seri danni biologici. Oggi la maggior parte dei processi in uso prevede l’obsoleta e l’inefficiente combustione che rilascia nell’ambiente (aria, acqua, suolo) anche micro e nano-particelle ultra fini (PM 1 a 0,1). La letteratura medica sa bene che le dimensioni di particelle organiche e soprattutto inorganiche (non biocompatibili) sono molto più nocive delle polveri grossolane (PM10).

Un satellite controllato dall’ESA consente a tutti di potere leggere un livello di inquinamento e dove esso si concentra.

Esistono numerose tecnologie per trasformare l’energia ed usarla per il proprio fabbisogno senza inquinare. La maggior parte di esse sono osteggiate o tenute nascoste agli italiani eppure, sono in libero commercio in altri Paesi ed addirittura sovvenzionate dagli Stati adeguatamente col fine di diminuire la dipendenza energetica dalle fonti fossili sempre meno disponibili.

Giappone e Germania sono due Stati che più hanno creduto nelle tecnologie solari (solare termico, fotovoltaico). Il Giappone e la Cina hanno investito molto nei motori magnetici ispirati dai brevetti di Nikola Tesla ed oggi hanno in uso il treno a levitazione magnetica. Alcune SpA stanno sviluppando in segreto la fusione nucleare fredda (zero scorie) dimostrata e verificata anche in Italia (rapporto 41).

ONNE ha promosso una conferenza “Eppur si fonde” ospitando numerosi ricercatori nel campo della ricerca sulla “fusione fredda”. Emilio Del Giudice, Roberto Germano, Domenico Cirillo, Franco Cappiello

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Il potere supremo appartiene al sovrano, cioè al popolo (art.1 Cost.). Partendo da questa consapevolezza in molte città, almeno 500 nel mondo, i dipendenti eletti usano strumenti partecipativi pratici col fine di pianificare ed organizzare il territorio seguendo le direttive – priorità – dei cittadini.

Le pratiche partecipative vincolanti (e non consultive) stanno diventando ordinaria gestione degli Enti locali, soprattutto nel resto del mondo. In Italia, i partiti politici, ottimi camerieri del reale potere (banche ed SpA), fanno di tutto per scoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini per evitare di perdere il controllo di soldi pubblici.

Invece, i cittadini dovrebbero sapere che, non solo, sono i pieni titolari del potere supremo ma che grazie al loro intervento diretto nel determinare le politiche locali, corruzione e sprechi sono eliminati o ridotti al massimo.

Persino il legislatore italiano (Parlamento) ha previsto l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa ma i partiti si guardano bene dall’introdurli negli Statuti onde evitare che civili informati possano mettere il naso negli affari del potere invisibile.

I cittadini dovrebbero sapere che la democrazia non è delegare tutto ai dipendenti eletti, quella è la democrazia rappresentativa, una forma di potere oggi degenerata anche per mezzo dell’apatia politica dei popoli. Le persone socialmente più pericolose sono proprio quelle che non vogliono occuparsi di politica, ma che conservano il diritto di voto.

La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini. (da Wikipedia)

«Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile.» (Pericle, discorso alla città di Atene V sec. a. C.)

Per cui, occuparsi del bene comune è la più alta e nobile aspirazione che l’essere umano possa compiere, cioè la politica. Il degrado culturale del nostro Paese associa l’idea di politica ai partiti degenerati poiché i cittadini italiani non si sono mai occupati direttamente del bene comune nel corso dei decenni ed a causa di questa incivile consuetudine, nell’immaginario collettivo, si crede che la politica sia una cosa sporca.

Forse questo degrado culturale è la radice dell’apatia politica che consente ai partiti degenerati di conservare il potere. Credo che per risolvere il problema bisognerebbe riformare il pensiero collettivo per stimolare la partecipazione attiva di tutti col fine di tutelare la politica: il bene comune.
Oltre al fatto che i cittadini dovrebbero smetterla di commiserarsi e lamentarsi ci sono altre buone notizie che vengono dalle buone pratiche amministrative. Sono numerosissime le comunità civili che decidono direttamente come spendere le proprie tasse per mezzo di utili metodi e strumenti. Nelle città, anche con milioni di abitanti, si svolgono nell’arco di un anno solare le “assemblee deliberative” dove ogni cittadino può fare la propria proposta. Questi incontri, di solito, sono organizzati e calendarizzati col fine di scegliere le priorità (opere e servizi) da realizzare sul territorio. Questo metodo di scelta consente agli amministratori di conoscere in maniera precisa e puntuale la volontà popolare (bilancio partecipativo). Per alcuni progetti specifici i cittadini dialogano direttamente con gli uffici tecnici che svolgono la progettazione architettonica ed urbanistica (pianificazione partecipata).

La notizia straordinaria è che l’istituzionalizzazione di queste pratiche è stata spinta dai movimenti civici e non dai partiti; i cittadini hanno realizzato questa rivoluzione democratica. Il popolo ha dimostrato che con più democrazia si affrontano e risolvono i problemi concreti e non al contrario com’è avvenuto in Italia.

Con la riforma amministrativa degli anni ’90 l’Italia ha ridotto la democrazia interna negli Enti locali accentrando nelle mani di Sindaci e Presidenti eletti poteri di gestione enormi. Infatti tali dipendenti eletti nominano, a loro discrezione e quindi senza merito, i gestori dei servizi pubblici locali;         quindi meno etica, meno trasparenza, meno democrazia.

Mentre nell’Unione europea diversi parlamentari chiedono l’introduzione dell’uso di referendum per deliberare le scelte di tutti, in Italia si torna indietro di secoli ripristinando il sistema feudale. Mentre in Sud-America i popoli e persino alcuni dipendenti eletti chiedono il ripristino della sovranità popolare, della sovranità monetaria e della tutela dell’acqua contro le SpA, in Italia il reale potere siede nella Banca centrale europea che manda direttive ai dipendenti eletti su come tassare gli schiavi:

“Data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni”, per la Bce nei paesi dell’eurozona “l’incremento dell’imposizione indiretta e dei prezzi amministrati potrebbe essere superiore alle aspettative correnti” (Fonte: sito web de “La Repubblica”, 21 genniao 2010)

“La disoccupazione nell’area dell’euro dovrebbe continuare ad aumentare, attenuando la crescita dei consumi”. Lo scrive la Bce nel Bollettino mensile di gennaio, aggiungendo che si prevedono “dinamiche complessivamente contenute dei prezzi, dei costi e dei salari, in linea con una lenta ripresa della domanda nell’area dell’euro e fuori dai suoi confini” (Fonte: sito web de “ilsole24ore”, 21 gennaio 2010)

Jean Claude Trichet, sottolinea che frena l’andamento dei prestiti bancari a imprese e famiglie nell’area euro. «L’inasprimento delle condizioni di finanziamento, dovuto all’acuirsi delle tensioni finanziarie, ha contribuito al rallentamento del flusso dei prestiti delle istituzioni
finanziarie monetarie al settore privato non finanziario».  (Fonte: sito web de “ilsole24ore”, 22 gennaio 2009)

Difficilmente siamo curiosi di capire e conoscere chi siano questi signori che ordinano ai Governi e quindi ai popoli gli stili di vita da seguire. Eppure tutti i giorni, attraverso i media sentiamo parlare e citare personaggi eletti da nessuno. Ma queste persone non riconosciute dal popolo sovrano governano la nostre vite, il nostro modo di fare la spesa, la qualità dei servizi sanitari ed istruttivi dei nostri figli.

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2. — La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia  nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei  doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Doveri inderogabili di solidarietà: posizioni giuridiche di obbligo a contenuto politico,  economico e sociale alle quali nessuno può sottrarsi. Esempi sono: la difesa della Patria, l’obbligo di contribuzione alle spese pubbliche, la fedeltà alla Repubblica. L’adempimento di tali doveri trasforma l’individuo (volto al mero appagamento dei propri bisogni individuali) in membro effettivo e responsabile di una comunità.

Il racconto della fiction televisiva andata in onda su RAI UNO, Lo scandalo della Banca Romana, dovrebbe far aprire a dubbi e scenari e confronti storici fra oggi e ieri circa il meccanismo di creazione della moneta. Dovrebbe far conoscere una storia italiana basata sull’usurpazione della sovranità monetaria e la truffa. Inseguendo il dubbio e la ricerca della verità dovrebbe aiutare a svegliare le coscienze addormentate sul sistema bancario attuale, che uscito dal sistema del gold standard stabilisce il valore della moneta e la sua ex nihilo e su una mera convenzione forzosa.

Per coprire le perdite, l’istituto di credito della capitale non solo iniziò a emettere nuova moneta senza autorizzazione, ma arrivò addirittura a stampare due serie di biglietti con lo stesso numero di serie, in modo da raddoppiare, senza darlo a vedere, l’emissione di moneta in circolazione.

Quello che in passato, creazione di moneta dal nulla, era un reato penale oggi è una prassi normalizzata e consentita dalla leggi vigenti. La Costituzione italiana, minacciata dall’antidemocratico Trattato di Lisbona, dice che la Repubblica tutela il credito, ma come potrebbe se il legislatore ha abdicato il potere di farlo, sia svendendo la Banca d’Italia e sia delegando tale potere alla BCE? Ricordiamo che la Banca d’Italia non è più d’Italia, ma poiché la maggioranza del pacchetto azionario è in capo ad SpA  private lo Stato perde il controllo e fa nascere un enorme conflitto di interessi, poiché i controllati comandano i controllori.

La conclusione della vicenda, scandalo della Banca Romana, potrebbe essere la stessa della situazione odierna con la crisi globale innescata dai vertici bancari della BIS. In quella storia erano tutti coinvolti e colpevoli, e la sparizione delle prove consentì un’assoluzione di politici, giornalisti, faccendieri, banchieri. Intanto la truffa del signoraggio continua per consuetudine, si rubava ieri, si ruba oggi e si ruberà domani. Questo sembra essere il teorema se e solo se i cittadini vogliono che sia così. La strada per la libertà passa per una corretta informazione sui principi etici ed i valori costituzionali. La conoscenza e la condivisione dei valori possono unirci e condurci alla libertà.

Il Parlamento, nel luglio 2008, ha tradito la fedeltà alla Repubblica col voto unanime sul Trattato di Lisbona, che nei suoi articoli intende “legalizzare” l’usurpazione della sovranità monetaria, oltre il fatto che il trattato contraddice i principi elementari delle democrazie rappresentative (separazione dei poteri). Alcune implicazioni nella vita quotidiana causate dall’usurpazione della sovranità monetaria: 1) debito pubblico: esiste poiché la moneta non è più di proprietà dello Stato, e l’emissione è generata dallo scambio di Titoli, all’interno del circuito delle borse telematiche, con l’equivalante valore di “moneta debito”, caricata di interessi. Se esiste un debitore esiste anche un creditore: una volta la convenzione del debito era con lo Stato stesso, pertanto non era affatto necessario ripagarlo, oggi, ceduta la sovranità monetaria l’aumento del debito pubblico, sopratutto quello estero, conviene ai creditori esteri; 2) Tassa occulta: inflazione, esiste poiché la funzione matematica “moltiplicatore monetario” non tiene conto della società, ma dell’interesse degli azionisti delle banche private commerciali. Oggi conservando l’inflazione per evitare l’immissione di liquidità creata dalla finanza, accade che contenendo il deficit pubblico si tengono bassi gli stipendi salariati ma si impoveriscono le famiglie e si danneggia la domanda interna. 3) Per restare nei patti dell’UE si continua a ridurre la spesa pubblica e si tiene alta la pressione fiscale, continua la riduzione dei flussi monetari verso gli Enti Territoriali e si mettono a rischio i servizi essenziali: sanità, istruzione, ambiente. 4) Schiavitù: gli individui lavorano per pagare un debito inventato e depositano soldi alle banche. Si vive per lavorare e non si lavora per vivere.

I cittadini italiani sono sempre più frustrati dall’aumento delle tasse, dall’assenza di servizi adeguati, dalle menzogne dei dipendenti eletti e non comprendono da dove possa venire tutto questo male. Eppure la truffa è basata su di uno schema a dir poco elementare: rendita monetaria. La differenza aritmetica fra il valore nominale di una banconota ed il costo di stampa (signoraggio primario), contestato dalla Banca d’Italia. Mentre il sistema della “riserva frazionaria” per prestare danaro “dal nulla” (signoraggio secondario) è materia di studio in macro economia presso tutte le Università. Oltre a ciò la deregolamentazione degli istituti bancari, gli strumenti finanziari e il sistema offshore con le giurisdizioni segrete ha consentito l’accumulo di ingenti liquidità per le imprese senza lavorare. Le nuove economie informatiche hanno superato la cosiddetta old economy e in questo modo il capitalismo si sta sganciando dal lavoro.

Come accennato, prima, stampare moneta dal nulla, cioè senza un contro valore, ad esempio l’oro, era considerato un grave reato penale poiché se il mezzo di scambio delle merci, quale strumento di misura del valore (moneta), può essere diffuso in eccesso si crea una falsa ricchezza (truffa) e si alimenta l’inflazione (tassa occulta) poiché la moneta stessa perde di valore. La conseguenza è che, ci riconduce alla realtà di oggi, uno stipendio di 1300 euro non è sufficiente a sostenere una famiglia, ma non perché l’inflazione sia alta ma perché è  troppo basso lo stipendio. Il capitalismo e la teoria neoclassica dell’economia mostrano l’ennesima contraddizione di una vera e propria religione: esiste una gigantesca massa di liquidità creata dalla finanza ma l’inflazione è quasi pari a zero, mentre il capitalismo e l’euro zona hanno favorito il trasferimento di ricchezza dai cosiddetti paesi periferici verso i paesi centrali, grazie a una progressiva delocalizzazione produttiva iniziata circa vent’anni fa.

Gli uomini lavorano per procurarsi questi pezzi di carta stampati dal nulla, mentre i banchieri cliccano un dito sulla testiera di un computer ed inventano ricchezza. Sembra una magia, eppure i Governi misurano la ricchezza in questo modo e con lo stupido PIL. La fiction televisiva di RAI UNO però ha mostrato un’indignazione di un popolo che giustamente associava l’immagine del banchiere al quella dell’usuraio, di certo non una professione nobile e dignitosa.

E’ interessante il ruolo dei media strumenti della manipolazione dell’opinione pubblica a servizio del potere invisibile.

(Fonte: terzaclasse.it) Lo scandalo della Banca Romana (1889-1893) Il primo scandalo politico-finanziario che coinvolse le principali Istituzioni del Regno d’Italia (Parlamento e istituti bancari) investì la società italiana sul finire dell’800 coinvolgendo eminenti politici, banchieri e il mondo economico legato al settore del credito edilizio. Le premesse di questa grave crisi finanziaria affondano le radici nella tumultuosa fase di urbanizzazione che ebbe luogo a Firenze, e soprattutto Roma, dopo il trasferimento da Torino della capitale del nuovo Stato. Le due città furono investite da una travolgente febbre edilizia che alterò in maniera significativa il panorama urbano e incrementare le truffe finanziarie senza che vi fosse un adeguato controllo da parte delle Istituzioni e delle banche che si trovarono coinvolte esse stesse in operazioni assai poco trasparenti.

Le analogie con l’inizio dell’odierna della crisi globale sono impressionanti.

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I cittadini hanno il potere supremo (art.1 Cost.). In numerose comunità del mondo le regole scritte (Statuti) includono strumenti efficaci di democrazia diretta. Per mezzo di questi strumenti giuridici i cittadini deliberano in maniera efficace sugli argomenti più svariati: ambiente, sanità, istruzione, sport. Quello che sembra essere un sogno solo per gli italiani è pura realtà, secolare in Svizzera, e pratica comune in 23 Stati degli USA, in Brasile, ma anche in alcuni centri in Austria, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Pensate che i cittadini dell’east-coast degli USA a metà mandato elettorale applicano il “bilancio di mandato” ai propri Sindaci ed accade che lo stesso viene anche revocato se egli non ha attuato le promesse elettorali o alcune priorità deliberate dal basso. Ricordiamo che in Italia prima che un Sindaco o Presidente di Regione venga rimosso al di fuori delle gare elettorali accade solo per intervento dall’alto per gravi reati contro la pubblica amministrazione (gravi passività  di bilancio ed associazione per delinquere).

Dunque, all’estero è la qualità della democrazia ad essere elevata e come dimostra la “recente” (1989) e straordinaria esperienza di Porto Alegre (Brasile) sono sempre i cittadini a promuovere il cambiamento della società mai i partiti.

In Campania assistiamo alla continua distruzione dello “stato di diritto” e dello “stato sociale”. Solo una comunità unita e coesa intorno ai valori dell’etica e della democrazia potrà  introdurre tutti quegli strumenti di democrazia diretta e partecipativa utili ad applicare la sovranità popolare col fine di consentire un’efficace scelta delle idee e delle proposte di grande rilevanza sociale e per il bene comune. In sostanza la democrazia è un metodo per selezionare le idee e le persone migliori (elezioni primarie).

Nonostante tutto, in Campania, esiste ancora una cittadinanza attiva che mira al bene comune e la stessa potrà contribuire allo sviluppo di tutti se e solo se dotata di strumenti efficaci quali l’iniziativa popolare ed il referendum per evitare manipolazioni e ricatti del potere invisibile.

La Svizzera è la Confederazione della vera democrazia dove i cittadini votano quattro volte all’anno anche a mezzo posta per evitare possibili truffe telematiche. L’informazione sui temi è libera ed indipendente ed i cittadini ricevono periodicamente anche dai comitati referendari tutte le notizie necessarie per prendere una decisione. Una democrazia dei cittadini è efficace quando non esiste quorum di validità poiché il principio del governo del popolo è chi partecipa decide. L’abitudine civica dei cittadini svizzeri è davvero straordinaria ed incoraggiante ed i loro cantoni sono diventati il simbolo dell’educazione civica.

Un’esperienza simile sta accadendo a Porto Alegre quando i movimenti civici hanno deciso di cambiare lo statuto del comune ed introdurre la pratica delle assemblee popolari deliberative per scegliere come spendere parte del bilancio comunale senza intermediazione dei rappresentati eletti (Bilancio Partecipativo).

Ecco gli strumenti efficaci:

  • iniziativa popolare I consigli possono visionare entro un tempo ragionevole e se non approvano parte referendum propositivo popolare (senza quorum di validità)
  • referendum abrogativo (vincolante senza quorum di validità)
  • bilanci partecipativi deliberativi (non consultivi e vincolanti)

L’iniziativa ed i referendum sono tipici per ambiti territoriali vasti (Regione, Province) mentre i bilanci partecipativi sono tipici per i Comuni.

Il virtuosismo della democrazia diretta è straordinario “costringe” i cittadini a diventare persone attive ed informate affinché si possano fare scelte compiute.  Tutti possono intuire che una democrazia è matura quando esiste una corretta informazione. Qualcuno pensa l’Italia e parte con così quale illusione. Intanto siamo l’unico Paese al mondo dove il conflitto di interesse è tangibile persino nelle case degli italiani (digitale terrestre).

In condizioni normali i cittadini ascoltano le informazioni direttamente dai comitati referendari e non dalla televisione. Lo spazio pubblicitario è equamente distribuito in appositi moduli informativi spediti a casa in tempi utili per consentire a tutti di approfondire gli argomenti anche attraverso internet. Nessuno si sognerebbe di prendere una decisione ascoltando le opinioni di politici che siedono in televisione. Di solito i politici sono pagati e programmati per mentire, questo in Italia avviene in maniera subdola perché i partiti non sono obbligati a pubblicare i propri bilanci ed in questo caso è sufficiente togliere ogni tipo di fiducia.

La nostra Costituzione prevede due strumenti di democrazia diretta ma sono una presa in giro, ecco perché:

Iniziativa popolare
Nella legge di iniziativa popolare non c’è l’obbligo di indire referendum se il Parlamento respinge l’istanza votata dai cittadini, questa assenza di regola mortifica il principio di sovranità popolare.

Referendum abrogativo
La presenza di una altissimo quorum di validità, 50%+1 degli aventi diritto al voto (caso unico al mondo), sul referendum abrogativo contraddice il più elementare principio democratico, cioè chi partecipa decide.

Per rendere efficaci gli strumenti attuali è sufficiente eliminare il quorum di validità ed obbligare il Parlamento a calendarizzare le iniziative popolari con diritto di referendum proposito in caso di modificate o rigetti da parte dei dipendenti eletti. Questa riforma non dovrebbe avere colore politico o una stupida e retorica ideologia poiché si tratta di applicare solo la Costituzione.

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Per le elezioni regionali del 2010 tutti i cittadini civili potranno avere una straordinaria opportunità, partecipare attivamente e scegliere di votare liste denominate “Movimento cinque stelle” pubblicizzate dal personaggio Beppe Grillo ma costruite da normali cittadini che da circa quattro anni hanno costituito un movimento politico di opinione.

Mentre i media si concentrano sul personaggio Grillo, il movimento di cittadini cerca in mille difficoltà (economiche ed organizzative) di reagire al nichilismo, al cinismo che predomina nella nostra società ormai non più tanto civile.

Nel corso degli anni questa rete civica, che conosco molto bene, sta cercando, ognuno nella propria comunità, di arginare il potere invisibile e questa volte si propone per governare assumendosi maggiori responsabilità. Non sarà possibile vedere cittadini genuini al governo a causa dei potenti mezzi di manipolazione della percezione pubblica posseduti dalle SpA azioniste dei partiti (PD, Lega, PDL, IDV…).

Quest’avventura genuina dei cittadini è un modo concreto di proporre un’idea di società diversa al di fuori degli schieramenti e dell’anacronistica divisione “destra” e “sinistra” di cui tutti hanno intuito e compreso che non significa proprio niente se non divide et impera.

Nella Campania lacerata, offesa ed oltraggiata dal potere (PD, Lega, PDL, IDV…) i cittadini potranno scegliere “Movimento cinque stelle” ed in questo periodo in diverse regioni, normali cittadini, fra i boicottaggi del potere non mollano ed iniziano a raccogliere firme a sostegno delle liste per consentire a persone civili di partecipare alla gara elettorale di marzo 2010.

Questi cittadini, sono portatori di idee e progetti totalmente innovativi e rivoluzionari e molti di questi non sono altro che l’applicazione di principi costituzionali sempre ignorati dai partiti tradizionali per consentire alle SpA di prosperare, defraudare e rubare.

E’ davvero incredibile non bisognerà più votare per il meno peggio. Il senso pragmatico delle persone consente loro di proporre piani etichettati a “destra” ed a “sinistra” e di ri-proporli ai cittadini affinché si capisca che le chiacchiere e la retorica dei vecchi politici sono maschere che servono solo a dividere il popolo per consentire ai loro finanziatori di predisporre leggi ad hoc per alcune industrie.

Questo movimento civico applica una dimensione vera della democrazia: il controllo dell’eletto attraverso i fatti (leggi e delibere). In questi anni numerosi cittadini, collegati in internet, hanno potuto condividere opinioni e commenti ed hanno sviluppato un senso pragmatico e non ideologico del fare politica. L’acqua, l’aria ed il suolo sono beni comuni che non hanno bandiere politiche. Nel corso del tempo sono caduti tutti i preconcetti della consuetudine che faceva votare una parte rispetto ad un’altra solo per abitudine o per simpatia. I cittadini hanno sviluppato una certa autocritica, una capacità di analisi, anche di scontro interno, ed ora si presentano agli elettori per costruire un’esperienza con una maggiore capacità di preparare un Governo del presente-futuro figlio di una cultura della sostenibilità.

Nell’attesa che “Per il Bene Comune” organizzazione decisamente collegiale e trasparente sia compresa come serio strumento democratico per lo sviluppo di tutti i civili, trovo interessante incoraggiare il “Movimento cinque stelle” che parla di decrescita felice e di democrazia diretta.

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