Oltre la bioeconomia


Lo “spezzatino” degli studi scolastici ed universitari, cioè lo “spezzatino della conoscenza” diffusa fra gli studenti ed i cittadini aiuta l’élite del potere invisibile (“mafia, camorra, logge massoniche anomale, servizi segreti incontrollati e protettori dei sovversivi che dovrebbero controllare” Norberto Bobbio) ad addomesticare le coscienze. Decenni di “insegnamenti deviati” hanno contribuito a formare perfetti schiavi che hanno smesso di immaginare un mondo migliore di questo, diverso da questo e soprattutto hanno smesso di sognare un mondo fatto dagli esseri umani per gli esseri umani senza ingiustizie e disuguaglianze. La maggioranza dei cittadini sogna ciò che programmi scolastici non etici, e la pubblicità delle SpA insieme alle religioni hanno ordinato loro di pensare ed aspirare. L’irragionevole modello competitivo instillato nei nostri stili di vita e modi di pensare non ci consente di esser liberi e di vivere come dovrebbe fare un vero essere umano indipendente dagli sciocchi dogmi inventati dal potere invisibile per controllare le masse.  In sostanza, la maggioranza dei cittadini non è neanche libera di sognare qualcosa che assomigli ai reali bisogni degli esseri umani confondendo la capacità di spendere una “moneta privata” con la libertà di scegliere.

Sembra assurdo pensarlo, ma nel medioevo le persone che intendevano studiare con le scarse conoscenze reperibili, avevano un reale rapporto con la natura e l’universo rispetto ad un laureato italiano. I cittadini di oggi conseguono un titolo di studio da “spendere nel mercato” ma non sembrano essere colti, e né consapevoli di chi siano realmente; essi sono “specializzati” ma non sembrano avere una capacità di orientarsi nella società.

Si ha l’impressione che le nostre famiglie siano addomesticate alla “non cultura delle SpA” e credono che il presunto prestigio acquisito dai propri figli sia un obiettivo onorevole nella società in cui viviamo. Trascorriamo un’intera “vita” ad inseguire obiettivi indotti senza mai sapere chi siamo realmente, la maggioranza degli “occidentali” trascorre l’intera esistenza senza vivere realmente. Infatti, la maggior parte dei risultati (diplomi, laurea, master, denaro, “prestigio”, “incarichi”), a volte sono privi di significato sociale ed etico per il bene comune e per le comunità locali ma sono solo tasselli di un percorso egoistico per appagare un bisogno indotto dalle SpA che non rappresenta lo stile di vita che una coscienza umana ambisce, non è un caso che molte persone “ricche e benestanti” siano infelici. I percorsi di vita che noi abbiamo fatto sono pieni di contrasti poiché il nostro io interiore è “stordito”, confuso, manipolato contrastato fra amore possessivo ed amore incondizionato. Alcuni confondono l’amore col possedere qualcuno. Fra le coppie in “amore” la competizione prende spazio rispetto alla cooperazione e la comprensione reciproca ed accade che uno dei due partner obbliga l’altro a compiere scelte indotte ed addomesticate dalla società e l’ambiente in cui vivono; questo avviene in maniera dogmatica anche quando i genitori obbligano i propri figli a seguire percorsi di studio valutando le convenienze economiche e finanziarie rispetto alle capacità creative dei ragazzi poiché la moneta debito è divenuto il metro di misura di riferimento. La coscienza è comunque in grado di fare valutazioni etiche e pertanto nasce un conflitto interiore tenuto nascosto. E’ forse questa la radice di psicosi, infelicità, frustrazione e depressione?

In un contesto sociale in cui le necessità vitali di ogni persona si possono soddisfare solo producendo merci per avere un reddito monetario con cui acquistare merci, i rapporti interpersonali si fondano essenzialmente sulla compravendita che, a sua volta, si fonda sulla diffidenza reciproca e sulla competizione. […] Se invece di rapporti sociali basati esclusivamente sulla mercificazione, le persone che vivono in città instaurassero legami di collaborazione, si donassero reciprocamente tempo, attenzione, solidarietà, mettessero gratuitamente a disposizione degli altri le proprie competenze professionali, si ridurrebbe la loro necessità di acquistare e vendere per soddisfare tutte le esigenze vitali. Farebbero decrescere il  PIL (Prodotto Interno Lordo), ma non si priverebbero di nulla. Al contrario, migliorerebbe la qualità delle loro relazioni interpersonali e il loro benessere psicofisico. (Tratto da: Maurizio Pallante, la felicità sostenibile, Rizzoli 2009, pag. 81)

Le università italiane ed il sistema educativo in generale è del tutto anacronistico per i tempi e le difficoltà che la nostra società sta vivendo. Ad esempio, le facoltà di economia programmano mentalmente gli studenti su modelli dell’economia “classica” e sulla matematica finanziaria ignorando gli effetti etici di questi metodi sulla società ed ignorando le leggi della natura. L’intero sistema produttivo delle merci ignora l’etica e l’uso razionale delle risorse poiché è figlio di un dogma religioso: la massimizzazione dei profitti e l’accumulo della “moneta debito”.

Altro esempio (conflitti di interesse): come può, un ingegnere meccanico che ha studiato solo le macchine termodinamiche figlie del ciclo di Carnot progettare un motore che non comprenda la combustione? Come può un docente ordinario, coordinatore di un dipartimento di ricerca finanziato per progettare macchine a combustione, pensare di insegnare motori elettromagnetici immaginati da Tesla? La ricerca italiana non solo è priva di fondi ma è completamente addomestica alla volontà delle SpA.

Ecco un esempio famoso di stupidità, ignoranza e corruzione. L’Unione Europea aveva deliberato una direttiva per inventare e sostenere un nuovo mercato: l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Corruzione: nel 1992 il decreto italiano che raccoglie tale direttiva era stato manipolato per rubare soldi alle fonti energetiche rinnovabili a favore di fonti non rinnovabili: inceneritori, centrali termoelettriche etc. Insomma un regalo di miliardi di euro a sostegno di vecchi imprenditori italiani. Un esempio concreto di come il Parlamento italiano non deliberi per applicare la Costituzione ma per aggirarla e defraudare il popolo italiano.

Ignoranza e stupidità: in questi anni i media collegati ai costruttori di inceneritori non hanno mai informato i cittadini circa l’inganno dei contributi Cip6 e se lo hanno fatto se ne sono accorti in pochi. Interi dipartimenti di Università prestigiose hanno sprecato anni di ricerca per ottimizzare il rendimento energetico degli inceneritori. L’attuale segretario del PD, Bersani, si scagliò contro i medici dell’Emilia Romagna perché chiesero, giustamente, una moratoria contro gli otto impianti di incenerimento presenti in Regione. In Francia, l’ordine dei medici francesi aveva già, in precedenza, chiesto una moratoria nazionale contro i termodistruttori. La ricerca scientifica e medica dimostra da anni la connessione fra incenerimento dei rifiuti e cancro e tumori, si insegna anche nei manuali di medicina la connessione fra la dimensione di micro e nano particelle presenti nei gas prodotti da tali forni e l’ingestione delle stesse sostanze attraverso un semplice respiro o il cibo inquinato.

E’ sufficiente aprire i libri delle scuole medie superiori e rivedere i principi della fisica classica, della chimica e delle biologia per comprendere che i “rifiuti” sono la prova di una progettazione industriale sbagliata e, che queste materie “prime-seconde” conviene non produrle e, riusarle e riciclarle infatti, non è un caso che altri Stati abbiano deliberato la strategia “rifiuti zero” (Zero Waste).

Per tanto le domande sorgono spontanee: quale essere umano investe in ricerche rischiose per salute umana?

Mentre il sistema immorale Italia regredisce, il Giappone ha iniziato ad investire nel tecnologie da fonti rinnovabili sin dal 1975 ed ora è uno dei Paesi leader nella produzione di pannelli fotovoltaici, gli italiani, nel Paese del Sole, si limitano ad assemblarli. Mobilità: in questo dicembre 2009 il Governo Berlusconi e Fs SpA inaugurano l’alta velocità in Italia, tecnologia applicata già obsoleta ed importata dalla Francia. Facciamo un confronto col treno a levitazione magnetica per capire: “[…] esaminiamo brevemente la nozione di tecnologia a “impulso”. L’esempio più noto è il sistema ferroviario Maglev, ampiamente utilizzato in Giappone e Cina, il quale sfrutta un sistema d propulsione a impulso magnetico: è talmente efficiente che consente ai treni non solo elevate velocità ma anche di scalare pendenze superiori al 10 per cento! I magnetici pulsanti inducono correnti elettriche inverse nelle piastre di alluminio che costituiscono il binario. Le correnti indotte creano i propri campi magnetici opposti a quelli del treno. Tramite l’ausilio di sensori ottici, i campi pulsano in fase “on” proprio quando il magnete passa il punto mediano delle piastre e, per repulsione, sospingono il treno avanti. La tecnologia Maglev opera con questa elettricità pulsata per far procedere il treno, riducendo al minimo la quantità di potenza richiesta.” (J.J. Hurtak PhD e Desiree Hurtak PhD, propulsione ET e velivoli ad alta frequenza, in Nexus new times N. 83, pag. 44)

Ecco cosa vuol dire responsabilità ed apatia politica: non avere né un presente e né un futuro. Se il popolo italiano avesse maggiore dignità umana e rispetto per se stesso avrebbe potuto avere le tecnologie migliori: autoproduzione energetica distribuita da fonti rinnovabili ed un sistema di trasporti ecoefficiente, senza dimenticare l’enorme ricaduta occupazionale negli indotti del: riciclo dei rifiuti, produzione di tecnologie rinnovabili e ricerca universitaria virtuosa. Nel 2009 noi italiani non abbiamo né l’uno e né altro, altri popoli si.
Con questa visione – crescita per la crescita – imposta dal potere invisibile e, dall’addomesticato mondo accademico  la percezione ed il concetto di ricchezza (accumulare danaro) sono mutati e degenerati mentre in un sistema come il nostro, la natura ha regole opposte e diverse dall’invenzione della finanza.

La bioeconomia calcola gli effetti inquinanti dei sistemi produttivi per incidere sui bilanci delle corporations SpA. Purtroppo nonostante la connotazione bioeconomica più corretta rispetto a quella dell’élite, il reale potere, che non risiede nelle istituzioni elette da molti decenni, non ha mai avuto intenzione di adottare modelli diversi dal controllo privato dell’emissione di moneta e del cosiddetto “turbo-capitalismo”, “neoliberismo” delle borse telematiche che inventano ricchezze dal nulla a scapito dei diritti umani dei popoli. Chiunque compia studi e ricerche in tal senso può comprendere che il modello politico globale non è etico e, cosa più assurda, i popoli auspicano che sia la stessa élite a mutare tale modello per renderlo equo e sostenibile, tutto ciò è delirante.
Non è affatto ragionevole attendere che gli inventori dei cicli economici basati sul debito per ricattare i popoli attraverso la promessa di un lavoro ed attraverso la stampa della moneta dal nulla siano gli stessi ad introdurre l’etica nella politica. Il sistema è stato inventato per accentrare poteri nelle mani di pochi e quei pochi non sono neanche eletti direttamente dai popoli (modello Unione Europea – trattato di Lisbona – fine della democrazia rappresentativa e dittatura “legalizzata”).

I popoli hanno l’opportunità di risvegliare se stessi grazie alla condivisione della consapevolezza umana che si raggiunge solo scollegando le menti dal sistema indotto dal potere invisibile. E’ un semplice percorso di conoscenza del buon senso.
La reale ricchezza: affetti, passioni, capacità creativa, cibo di qualità, stile di vita sobrio, aria pulita, acqua pulita, biodiversità, studio e sport ricreativo, relazioni umane di qualità, è alla portata di tutti i popoli se e solo se una maggioranza critica e costruttiva smette di sostenere l’attuale sistema mascherato dai partiti politici (PD-PDL-Lega-Idv) e se questa nuova maggioranza (società civile) inventa una “nuova” educazione civica per integrare la democrazia rappresentativa con strumenti di democrazia diretta volti ad applicare il principio di sovranità popolare. In Italia esiste una piccola minoranza di persone consapevoli e capaci di cambiare l’attuale stile di vita degenerato nel nichilismo, nel cinismo e nei non valori. Se tale minoranza riuscisse ad organizzarsi al meglio e crescere per diventare massa critica allora la speranza di una società civile potrebbe concretizzarsi e le future generazioni potrebbero vivere da esseri umani liberi ed indipendenti.
I cittadini possono praticare le vere elezioni primarie (appositamente ignorate dai partiti tradizionali per osteggiare la partecipazione a persone libere) per scegliersi rappresentati eletti facenti parte di un nuovo e genuino soggetto politico ma, che abbiano prima di tutto frequentato la scuola politica autogestita figlia dell’etica aristotelica e delle decrescita felice.

La partecipazione popolare è una forma di democrazia diretta, definibile come il complesso di istituti che consente alle comunità di prendere parte dall’attività di formazione delle politiche pubbliche che le riguardano, attraverso espressione diretta e non mediata della volontà popolare.
Gli istituti di partecipazione popolare disciplinati dal Testo unico degli enti territoriali sono:

  • la partecipazione popolare in generale;
  • i referendum;
  • le azioni popolari;
  • Internet può essere lo strumento che tiene uniti i cittadini consapevoli mentre i contenuti saranno figli della condivisione di esperienze e culture, in un dialogo e ripristino dell’agorà democratica dove ognuno ha pari opportunità per esprimersi in libertà. Le priorità possono essere scelte con metodi democratici consolidati.

    4 pensieri riguardo “Oltre la bioeconomia”

    1. Ho letto con molto piacere questo tuo articolo, da persona credente però non condivido questa frase:
      “La maggioranza dei cittadini sogna ciò che programmi scolastici non etici, e la pubblicità delle SpA insieme alle religioni hanno ordinato loro di pensare ed aspirare”.
      Questa frase è di tuo pugno oppure è stata riportata da uno dei testi che sono visualizzati in questo articolo?

    2. Se sei credente è chiaro che tu non condivida, ma non è un problema. Il pezzo intero è farina del mio sacco, le note citate credo siano ben evidenziate, staccate. Buona lettura anche per gli altri pezzi del mio diario aperto a tutti.

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