Distrazioni di massa


europe_not_without_peopleEcco qua tutti a gioire per la bocciatura del Lodo Alfano. Tutti pieni di soddisfazione per la Corte Costituzionale che ha fatto semplicemente il proprio dovere, almeno questa volta.

Eppure nell’assordante silenzio dei media, la nostra Carta Costituzionale è stata “bocciata” nel luglio 2008, all’unanimità, dal Parlamento italiano approvando l’antidemocratico Trattato di Lisbona, già criticato dalla Corte Costituzionale tedesca, già bocciato dai popoli: francese, olandese ed irlandese; quest’ultimo ha poi cambiato idea dopo appena un anno. Il popolo della sinistra cinicamente gioisce per un evento normale – bocciatura lodo Alfano – ed ignora totalmente sul fatto che la dittatura orwelliana è in corso di realizzazione. All’appello dell’Europa dei 27 Stati, per il trattato, mancano solo Repubblica Ceca e Polonia poi, addio diritti e Costituzione.

Nessuno sembra rendersi conto della gravità dei fatti eccetto quei giuristi che da tempo dibattono e scrivono sulle enormi differenze fra la nostra Costituzione che tutela realmente i diritti e la futura Costituzione europea che tutela prima di tutto gli interessi dei banchieri e delle SpA. Dunque, i Governi hanno deciso di ratificare un trattato che scavalca le costituzioni nazionali senza consultare il popolo sovrano e già questo aspetto dovrebbe far nascere una rivoluzione prima di domani mattina. Da sottolineare il fatto che i cittadini chiamati a votare sul trattato, per mezzo di regolare referendum, hanno bocciato l’antidemocratico trattato e successivamente i Governi hanno violato la volontà del loro sovrano, solo questo aspetto è inquietante.

Da brividi gli iniziali commenti sul trattato della prof. A. Algostino (Università Torino): La cessione di competenze e sovranità all’Unione europea comporta l’attribuzione di una sfera di decisione ad un governo sottratto sostanzialmente al controllo dei governati, contravvenendo il principio di sovranità popolare e l’essenza della democrazia, consistente nell’identità governanti-governati (art. 1 Cost. it.). Il Parlamento europeo, organo rappresentativo dei cittadini, è estremamente debole. Il Trattato di Lisbona amplia le ipotesi di codecisione fra Parlamento e Consiglio, ma il potere legislativo, violando il classico principio liberale della separazione dei poteri, resta sempre non solo condiviso con l’esecutivo, ma vede in posizione di preminenza l’esecutivo stesso, come è evidente solo che si consideri come titolare del potere di iniziativa legislativa sia la Commissione. Viene violato altresì un altro classico principio della democrazia liberale (borghese): no taxation without representation [nessuna tassazione senza rappresentanza], visto la debolezza o l’esautoramento del Parlamento nel controllo sul bilancio e nelle scelte relative all’imposizione fiscale, a favore dell’esecutivo e di una Banca centrale politicamente irresponsabile e con l’obiettivo primario e imprescindibile del «mantenimento della stabilità dei prezzi». Essenziale poi per la garanzia delle libertà dei cittadini è l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo: [invece] nell’Unione i giudici sono nominati dai governi degli Stati membri. Non è solo la democrazia sociale che manca nell’Unione europea, ma quella liberale, ovvero l’Unione europea non è tout court democratica (come osserva il liberale Dahrendorf: «se l’UE facesse domanda di essere accolta nell’UE, questa domanda dovrebbe essere respinta per insufficienza di democrazia»).

Dopo circa 15 anni gli italiani si lasciano ancora prendere in giro dal teatrino dell’antisistema SpA contro il male assoluto Silvio Berlusconi, puntualmente votato quando si tratta di partecipare al ridicolo rito del voto una tantum. Buona parte degli italiani “moralisti” non parla mai nei media di sovranità monetaria, mai di democrazia diretta, mai di vera class action e mai di decrescita felice.

In questi anni il potere invisibile sta accelerando la formazione dell’unico stato fascista europeo (Unione Europea) mentre il popolo è continuamente manipolato ed orientato su questioni meno rivelanti addomesticato al gossip dei politici ed, ignorante sulle questioni importanti, sui diritti civili. Forse, la drammaticità sociale italiana è rappresentata anche dall’assenza di un movimento politico forte e consapevole capace di far ragionare. La maggior parte degli ambienti accademici, quelli dotati di competenza e conoscenza sembrano anch’essi addomesticati o per lo meno incapaci di comunicare valori etici per informare il popolo sui rischi derivanti da un’apatia ed un cinismo politico-sociale che forse ha già superato la soglia di una patologia psichica collettiva.

Eppure la ripresa civile è possibile. Condividere, usare internet in maniera virtuosa può aiutarci nel creare quella rete di persone capaci di produrre innovazioni civili e sociali utili alla vita degli esseri umani.

Giulietto Chiesa  – ANCORA SUL TRATTATO DI LISBONA E LA PENA DI MORTE – 21/6/08Il Trattato prevede la pensa di morte? Non esattamente. Anzi, alla lettera la esclude categoricamente. Prevede però che le forze dell’ordine possano legalmente uccidere un cittadino europeo, al di fuori di ogni regolare giudizio, in condizioni eccezionali, certo, ma la cui definizione è affidata a organi di Stato al di fuori di ogni possibile verifica giurisdizionale. Vediamo come stanno le cose. […]

Dunque gli elementi di grave minaccia al diritto umano alla vita, e di grave minaccia alle libertà democratiche, rimangono all’interno del Trattato di Lisbona nella sua formulazione attuale, seppure nascosti in un protocollo.

Ma la ricostruzione di questa storia denuncia la tremenda distanza tra la democrazia e questo tipo di giurisprudenza, che rende estremamente difficile ogni trasparenza e concede ai poteri reali, politico-burocratici, strumenti subdoli di eversione. Cosa sia imminente tempo di guerra, cosa sia insurrezione, è lasciato al loro giudizio. La pena di morte è solennemente esclusa, ma si prevede l’uso della forza in termini tali che un cittadino europeo può essere ammazzato (non giustiziato) dai pubblici poteri. Ripeto: di questa Europa gli europei non hanno bisogno.

da Francesco Amelio: Attenzione! Questa e’ la convenzione del 1950. Non e’ la versione attualmente in vigore. Infatti, come giustamente ricorda Giulietto Chiesa, nel frattempo il consiglio l’ha emendata, ovvero modificata, attraverso dei protocolli.
Sullo stesso sito, infatti trovate il protocollo 13, che modifica quell’articolo come segue: Articolo 1 – Abolizione della pena di morte La pena di morte è abolita. Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato.Articolo 2 – Divieto di deroghe Nessuna deroga è autorizzata alle norme del presente Protocollo ai sensi dell’articolo 15 della Convenzione.

Giulietto Chiesa pero’ aggiunge: Tutto sembra ora a posto. Salvo che non tutti gli Stati membri dell’Unione Europea hanno ratificato questo protocollo n.13 della Convenzione. Dunque la Carta (dell’UE) non ha potuto o voluto inserirlo nel testo del Trattato di Lisbona. Il quale è dunque rimasto fermo al “memorandum esplictativo del protocollo n.6.

E’ qui che si sbaglia! Il protocollo 13 della convenzione, all’articolo 7 recita:

Articolo 7 – Entrata in vigore: 1. Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data in cui dieci Stati membri del Consiglio d’Europa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal presente Protocollo in conformità alle disposizioni del suo articolo 6. Quindi affinche’ il protocollo entri in vigore, basta la ratifica da parte di 10 stati membro. Se verifichiamo la pagina dello stato delle ratifiche del protollo 13, possiamo constatare che siamo bel al di sopra delle 10 ratifiche. Per cui, possiamo stare tranquilli, almeno per quanto riguarda la pena di morte.
Sono ben altri i punti del trattato di Lisbona che dovrebbero preoccuparci.
Se volete approfondire vi consiglio di leggere l’ottima analisi di Paolo Barnard in merito.

2 pensieri riguardo “Distrazioni di massa”

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