Beppe Grillo contro Beppe Grillo


Milano, Teatro Smeraldo 4 ottobre 2009

Beppe Grillo aveva dato il consenso alla lettura di questo testo poi, negato all’ultimo momento. Non si comprendono le ragioni e neanche le risposte date a fine spettacolo.

documento-discorso deliberato dal ‘basso’:

Dalla lettura di diversi “forum-meetup” emerge con straordinaria fermezza la voglia di costruire un movimento realmente democratico fondato sull’etica e non sulla sola opportunità di prender parte a gare elettorali tramite l’aiutino del personaggio testimonial di turno.

Il percorso di consapevolezza avviato in questi anni ha condotto questi cittadini a non poter rinunciare alla propria libertà, sia essa intellettuale che politica e pertanto il movimento non può nascere da compromessi che facciano rinunciare alle elementari regole civili: vera democrazia, partecipazione alla sua costruzione, trasparenza e meritocrazia. Siamo fortemente convinti che in ambiti paritari dove non ci siano “guru” si potranno ascoltare gli uomini liberi e portatori di idee e valori e le leadership naturali emergeranno perchè saranno i facilitatori di questo libero scambio della cultura di una nuova cittadinanza.

All’interno dei “gruppi meetup”, l’esperienza di questa “avventura” ha mostrato che la conoscenza di valori e metodi democratici applicati durante incontri aperti, la verifica di presenze ad azioni comuni, il pluralismo delle idee hanno consentito di arrivare a deliberazioni eticamente qualitative e più durature nel tempo poiché maggiormente partecipate.
Pertanto, riteniamo naturale che un percorso culturale condiviso renda più efficace la comunicazione interna e la valutazione delle istanze pervenute dal basso. Questo metodo renderà possibile la progettazione di una società fatta per gli esseri umani.

Esempi propositivi furono: la procedura di “programma partecipativo” (novembre 2006) – partita dal gruppo 280 – per organizzare l’ordine del giorno del raduno genovese, l’inizio del percorso concreto e testato sul territorio di liste civiche in democrazia diretta sfociato nelle liste civiche a 5 stelle, la proposta di creare di un editore puro (raduno bolognese) reale investimento per l’intero movimento (dicembre 2007) e la presentazione di un social network autogestito (liste civiche.org – giugno 2008). Si evince la bontà delle idee dalla nascita di quotidiani come il “T.A.V.”, “Pandora” ed “il Fatto”, progetti che si ispirano all’idea dell’editore puro. Infatti, tale percorso ha prodotto numerosi risultati in ambito locale in termini di idee creative, di ricchezza umana, culturale, sociale e di buone pratiche amministrative successivamente proposte ai nostri dipendenti in maniera ferma ed efficace.

Considereremo il programma politico pubblicato sul blog di Beppe Grillo come l’ideale cornice in cui si muoveranno le liste civiche che sentono di essere il frutto di questo percorso ma non basta.

Diversi “gruppi meetup” sono uniti dalla condivisione di linee politiche: decrescita felice, vera class action e strumenti di democrazia diretta che autonomamente portano avanti.
Ora partendo dalle cose che ci uniscono condividiamo l’esigenza di un movimento coeso ma non senza regole scritte con noi. Proponiamo la creazione di uno statuto, un modello federativo, che regoli il processo democratico deliberativo, che definisca ruoli e competenze per la gestione delle risorse e la modalità di selezione dei candidati che si deve ispirare al modello delle primarie vere.

Auspichiamo che il virus del buon senso possa raggiungere tutti i gruppi e che insieme attraverso un approccio olistico si possa costruire un soggetto politico realmente democratico libero da condizionamenti, fatto dai cittadini per i cittadini.

Elenco delle prime sottoscrizioni, ne arriveranno altre:

Alberto Bacchini (meetup Nonsologrilli Parma – Fidenza, PR)
Alessandro Cuppone (meetup Bologna)
Alfonso Bonafede (già candidato Sindaco Lista civica Firenze)
Amici di Beppe Grillo Bologna (meetup 14 – dal sondaggio 75% favorevoli)
Amici di Beppe Grillo Firenze (meetup 12)
Amici di Beppe Grillo Massa e Montignoso
Amici di Beppe Grillo Perugia
Amici di Beppe Grillo Roma
Amici di Beppe Grillo Trasimeno
Andrea Conti (GA gruppo 280 – Terni)
Andrea Maggi (GO meetup Roma)
Anna Ricci (meetup Milano)
Aphler Sasso (Comacchio – FE)
Asli Haddas (meetup Milano)
Barbara Spinelli (meetup Roma)
Cinzia Pizzarotti (meetup Nonsologrilli Parma)
Claudio Torrenzieri (Castrocaro Terme – FC)
Daniele Arduini (GO meetup Rimini)
Dario Tamburrano (meetup Roma)
Enrico Nannetti (meetup Bologna)
Federica Salsi (meetup Bologna già consigliera Lista Civica)
Federico Pizzarotti (meetup Nonsologrilli Parma)
Franco Dell’Alba (GA gruppo 280 – Alessandria)
Luca Rizzelli (GA meetup Nonsologrilli Parma)
Lista Civica Grilli Massesi
Lista Civica Pescaraincomune by Amici Beppe Grillo
Gian Marco Fagnini (meetup Massa e Montignoso)
Gianni Smarrelli (GA meetup Pescara già candidato Lista civica)
Giorgio Draghetti (meetup Bologna)
Giorgio Stella (Meetup 280, Qui Matera Libera – Potenza)
Giovanna Di Flaviano (gruppo 280)
Giovanni Nocella (meetup Formia – LT)
Giuseppe Carpentieri (GO meetup MDF, GO gruppo 280, GA sostenibilità e decrescita – Parma)
Gruppo Reset Teramo (meetup 48)
Luciana Pellegreffi (Milano)
Marco Di Gennaro (GA meetup Massa e Montignoso, già candidato Lista Civica Grilli Massesi)
Marco Pericci (Amici Beppe Grillo Firenze)
Marco Vagnozzi (GA meetup Nonosologrilli Parma)
Maurizio Buccarella (GO Meetup 167 – “Salentini Uniti con Beppe Grillo” – Lecce)
Michele Crapuzzo (già candidato Lista civica Firenze)
Michele Morini (meetup Nonsologrilli Parma)
Michele Palma (meetup Carrara)
Michele Pietrelli (già candidato Sindaco Lista civica Perugia)
Nicola Pierobon (qui New York libera)
Nonsologrilli Parma
Paolo Bonacchi (Pistoia)
Patrizia Pappalardo (già candidata – capolista- Lista Civica Capannori – Lucca)
Roberta Lombardi (meetup Roma)
Rossella Lezzi (GA gruppo 280 – Bergamo)
Stefano Murgo (già candidato Sindaco Lista civica Pescara)
Vincenzo Bruno (GO meetup Nonsologrilli Parma)
Vittorio Di Giacinto (meetup Teramo)

Di Dario Tamburrano:

Sono Dario Tamburrano uno dei sottoscrittori di questo famoso documento.

Per prima cosa vorrei replicare a coloro che parlano di impegno fattivo:

i sottoscrittori, perlomeno tutti quelli che conosco direttamente (la maggior parte di essi) sono Cittadini italiani che si dedicano a tempo pieno all’attività sociale, culturale e politica, hanno partecipato alla realizzazione di entrambi i vday e delle liste civiche nella loro città e partecipano in maniera attiva e fattiva alle attività virtuali e reali del Movimento da circa 4 anni. Tutto cio’ spesso sacrificando lavoro, soldi, affetti amicizie e famiglia. Pertanto a mio parere sono persone titolate non solo a firmare ed a parlare, ma anche a fare richieste: è sufficiente inserire i loro nomi su google per capire di chi si parla, quello che hanno fatto e come la pensano.

E’ piuttosto sorprendente la grossolanità dell’errore politico commesso non dando voce reale non solo a coloro che il Movimento lo hanno costruito e portato avanti: e’ stata la prima volta infatti che il movimento ha costruito in rete in pochi giorni un documento condiviso e lo ha votato nei rispettivi meetup elettronicamente e senza quorum.

Poteva essere una grande testimonianza di coerenza, certamente utile perlomeno a fugare dubbi ed incertezze che sono in realtà assai piu’ diffuse tra i meetup di quanto molti abbiano il coraggio di manifestare pubblicamente. Dubbi ed incertezze che, vi assicuro, si vanno facendo sempre piu’ pressanti.

A Milano abbiamo invece assistito ad una spettacolarizzazione rigidamente pianificata ed all’occasione mancata da parte di Beppe Grillo di dimostrare di essere un Movimento di reale partecipazione. Di dimostrarlo non solo ai media (di cui ha dimostrato di avere in realtà una preoccupazione assai maggiore di quanto non dichiari), non solo agli spettatori/invitati di poche ore, ma a coloro che il Movimento lo praticano e lo portano avanti ogni giorno, ognuno secondo le proprie attitudini e nel proprio territorio di appartenenza, spesso dietro le quinte, in un deserto culturale e mediatico frequentemente molto ostile.

Se quindi oltre ai gruppi di appartenenza queste persone si sono sentite di presentare delle proposte e di firmarle con nome e cognome, cio’ nasce da esigenze precise nate dall’esperienza e non sono pertanto pippe mentali di troll senza volto della blogosfera o di ipotesi complottiste come qualcuno ha indirettamente detto nei commenti che precedono. Non è un desiderio di visibilità, come qualcun altro ha insinuato, ma un atto di coraggio e fermezza.

Le esperienze delle liste civiche, dei vday, del “congresso” di Firenze, oltre a vari eventi “minori” hanno evidenziato delle criticità gestionali da parte di Casaleggio/Grillo in quasi tutte le città:

* mancanza di fondi o nessuna indicazione/precauzione sulla destinazione degli eventuali rimborsi elettorali o referendari.

* mancanza di chiari criteri decisionali sulle candidature (fenomeno che si aggraverà con le regionali sia per importanza che per i diversi meccanismi elettorali)

* nessuna scuola politica ai candidati/eletti (diritto amministrativo, funzionamento della macchina pubblica, assenza di testi di riferimento sui punti programmatici e sulle loro modalità reali di attuazione) se non uno striminzito incontro dopo 1 anno dall’elezione dei primi consiglieri nel 2008

* indicazioni discordanti in varie occasioni da parte dei componenti lo staff di Grillo e da Grillo stesso

* lancio improvviso ed estemporaneo di eventi ed iniziative senza nessuna pianificazione o verifica di fattiblità: gita davanti alle sedi dei partiti del 25 luglio 2008 poi annullata (è illegale lo sanno tutti gli organizzatori di eventi politici), share action contro telecom fallita (per cavilli legali non presi in considerazione), vday contro il nucleare annunciato e poi annullato (non si sa perchè)

* Il tesseramento di massa nel PD

* promesse non mantenute di pubblicazione sul blog di segnalazioni di eventi ed attività messe in piedi da gruppi locali (meetup e/o liste civiche) con conseguente deficit inaspettato di visibilità se addirittura con danno economico e/o “psicologico” degli organizzatori.

Questo elenco (incompleto) descrive fatti e non supposizioni complottiste.

Fatti che dimostrano (nella ipotesi piu’ garantista), perlomeno un’improvvisazione, una superficialità ed una mancata comunicazione di tipo paritario e fiduciario tra i soggetti coinvolti che è assai poco rassicurante.

E’ un fenomeno naturale delle comunità chei i nodi non risolti prima o poi vengano inevitabilmente al pettine. E’ successo a Roma (e successivamente in altre città) con l’avventura della Lista civica nel 2008 ed abbiamo fondati timori che lo stesso accadrà con il Movimento di Liberazione Nazionale. I nodi sono simili e mai affrontati, tantomeno risolti, piuttosto incancreniti. Ed i problemi inevitabilmente arrivano.

La cautela a questo punto è d’obbligo…

Mi auguro pertanto che questo Movimento non sia solo l’ultima intelligente e strumentale appropriazione solo di un vocabolo della lingua italiana come abbiamo già assistito con altre fantastiche parole come, Italia, Libertà, Popolo, Democratico, Sviluppo e Sostenibilità che il marketing politico e commerciale hanno già da tempo svuotato di ogni reale ed originario significato: il Movimento cui si ispira Grillo, è descritto splendidamente da Pawl Hawken in Moltitudine Inarrestabile, esiste già da tempo, è in crescita in tutto il mondo, è espressione del momento storico globale e pertanto nè un simbolo, nè un testimonial d’eccezione se ne possono appropriare svalorizzandolo.

Annunciare la nascita di un movimento che richiede un ulteriore e piu’ gravoso impegno da parte degli attivisti senza fare chiarezza, in principio ed una volta per tutte (in primis a mio personale parere sul conflitto di interessi tra due formazioni politiche distinte il cui marketing è gestito dalla medesima società) porta al rischio dell’abbandono da parte di molti (come è già avvenuto) con la perdita di quell’enorme bagaglio di esperienze locali, di competenze e di reti di rapporti interpersonali che il movimento ha finora costruito in Italia già da molto tempo prima della sua ufficializzazione e che ne è la sua reale forza e novità.

Anche nel tanto vituperato partito democratico è stato permesso ad una tal Debora Serracchiani, allora sconosciuta ai piu’, di esprimere pubblicamente e come delegata il disagio presente nella “base”. Il nostro documento non era una protesta, ma una richiesta di ascolto di proposte utili a costruire un movimento piu’ forte e coerente con i principi programmatici enunciati. Non sono piu’ accettabili quindi, nè le battutine ironiche, nè lo scarico di responsabilità e tantomeno gli “escamotage da camerino” da parte di chi, nei fatti da tempo, ed ufficialmente da ieri, è a tutti gli effetti un Leader Politico. E’ peraltro assai grave (se non sintomatico od addirittura rivelatore), non solo l’evasività delle risposte, ma il maldestro tentativo di screditamento operato nei confronti di coloro che si sono fatti in maniera piu’ decisa portatori di queste istanze. Ne sono testimoni una 20ina di persone rimaste basite da certe affermazioni e modalità di confronto tra Beppe Grillo ed attivisti. Ho visto che qualcuno di noi ha ripreso l’accaduto e se non verrà divulgato in rete credo che sarà solo per il senso di responsabilità che molti dei presenti hanno nei confronti dei propri compagni di viaggio.

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