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Archive for ottobre 2009

Coraggio, coerenza ed onesta intellettuale, virtù che sembrano esser sparite dal mondo politico. Ferrara 24 e 25 ottobre il movimento “Per il Bene Comune” (PBC) ha dimostrato di possedere tali qualità.

democrazia-cittadiniCoraggio: PBC è un movimento pragmatico fuori dagli schemi destra-sinistra, chiunque può aderire dopo aver letto il loro manifesto etico.

Appena entri,  nella sala della loro assemblea c’è in esposizione un tavolo con i riferimenti culturali, la loro bibliografia. Testi di democrazia diretta, di decrescita felice, di ecologia, di sovranità monetaria, di poteri occulti, e di cronaca giudiziaria.

Coerenza: fui contatto da PBC per contaminarli sulle pratiche democratiche vere, ispirate al modello bilancio partecipativo (Porto Alegre) ed al modello svizzero di democrazia diretta (iniziativa popolare e referendum). PBC ha accolto le mie istanze ed ora studiano e chiedono di introdurre la democrazia diretta in Italia, praticano strumenti e metodi di democrazia partecipativa anche con la sperimentazione di un “programma partecipato” on-line che facesse emergere le opinioni di tutti, le diversità altrui e le priorità del forum-meetup di PBC aperto anche a non aderenti.

Onestà: dal sito internet di PBC è possibile leggere il loro bilancio con l’allegato dell’estratto conto bancario originale, caso più unico che raro fra i soggetti politici italiani per nulla intenzionati ad applicare la trasparenza, invece per questi “pazzi” cittadini sembra essere tutto scontato.

In questo fine settimana sono stato invitato da PBC, come osservatore e “consulente” esterno, e devo ammettere che questi cittadini, provenienti un po’ da tutta Italia – Lombardia, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Piemonte, Abruzzo, Lazio, Toscana, Veneto, Sicilia – hanno dato un pesante schiaffo morale a tutta la vecchia partitocrazia (PDL, PDmenoL, Idv, Udc, Lega, Sinistra e libertà….).

Il giorno 24 l’assemblea di PBC ha deliberato praticando semplici regole democratiche, facendo emergere e valorizzando le diversità altrui in maniera civile e composta, accentando il dissenso interno e sostenendo il valore delle opinioni. Di questi tempi, un vero miracolo.

teste_libereIl giorno 25 dedicato alle “Teste libere”, PBC ha voluto ascoltare una serie di relatori – Michelangiolo Bolognini, Medicina Democratica, per un ambiente meno nocivo, Giuseppe Carpentieri, Comitato CAAL, per un programma partecipato, Marco Cedolin, saggista e co-fondatore MDF, per una decrescita felice; Domenico Finiguerra, Assoc. Comuni Virtuosi, per la salvaguardia del nostro territorio; Gianni Flamini, giornalista e scrittore, l’ “inesistente” Piano di Rinascita Democratica; Eufrosine Messina, Presidio No Dal Molin, il Nobel a chi rinuncia alle basi militari in casa altrui; Claudio Messora, blogger, alias Byoblu, per una rete libera; Claudio Moffa, docente universitario e storico, l’Italia e i poteri forti internazionali; Luigi Sertorio, fisico teorico e scrittore, per il futuro dell’ Italia e del pianeta; Carlo Vulpio, giornalista e scrittore, per un paese consapevole.

La “stranezza” di tale movimento è propria questa, la volontà chiara e diretta di farsi contaminare da continue pratiche democratiche, per conoscere e comprendere. Dunque PBC assume l’atteggiamento opposto dei partiti odierni.

Questi cittadini hanno avviato un processo democratico virtuoso per includere tutti e far emergere, attraverso la meritocrazia insita nei processi deliberativi, le persone realmente capaci. L’etica è alla base di questo di movimento che sta dimostrando con scelte concrete di perseguire il reale cambiamento di cui ha bisogno l’Italia e soprattutto noi italiani: una rivoluzione culturale libera dai poteri forti e dagli schemi divide et impera (destra e sinistra).

Insomma, ridare la democrazia ai cittadini, questo il loro slogan, non sembra essere pura propaganda ma, questi fanno sul serio. E’ stato davvero entusiasmante ascoltare e vedere cittadini non perder tempo in questioni speciose ma attenti al dialogo, ai contenuti, al valore ed alle implicazioni etiche delle scelte politiche. La vera democrazia è realmente un metodo virtuoso che consente la condivisione culturale e la crescita delle comunità. PBC sembra essere la concreta e seria speranza politica per idee come la decrescita felice, la sovranità popolare e la vera class action, temi che da molto tempo cerco di condividere in internet per portarli all’attenzione di tutti. Ho trovato persone che ascoltano e che seriamente applicano ciò che promettono. Ho conosciuto persone che sostengono valori ed  idee e, si battono per questo e non per la conquista di una poltrona, persone che hanno compreso i trucchi del potere invisibile insiti nella perversa e falsa “democrazia rappresentativa”. E’ inutile sostenere persone oneste se non si cambiano le regole del gioco. La vera democrazia non piace ai partiti ed ai “movimenti del rinascimento” perché fa emergere le persone competenti e meritevoli. Invece a PBC sembra che interessi valorizzare le idee e formare una nuova rappresentanza politica, dipendente del popolo sovrano.

democrazia-direttaIeri la provincia di Bolzano ha tentato di introdurre i più avanzati strumenti di democrazia diretta e col minimo scarto del 1,9% non è stato raggiunto il quorum di validità fissato al 40%. Questo risultato evidenzia il grande impegno civico di liberi cittadini e l’antidemocratico quorum di validità, soprattutto con queste alte soglie di validità.

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Premessa:
moneta-liberaSe oggi possiamo ancora rivendicare l’usurpazione della proprietà della moneta è grazie alla nostra Costituzione che afferma: “la sovranità appartiene al popolo” (compresa quella monetaria ovviamente) e che “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito” (art. 47 Cost.). Tali principi sono palesemente violati dall’articolo 105/A del trattato di Maastricth “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità” che di fatto usurpa i diritti dei popoli sovrani europei.

• Nel 2005 Con sentenza 2978/05 la Banca D’Italia veniva condannata a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito da signoraggio.
• E nel 2006, il 21 luglio con la sentenza n. 16751 le SS.UU. civile della Cassazione accoglievano il ricorso di Banca d’Italia sostenendo che: “[…]lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria[…]“

Citazione:
“ E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina. “ (Henry Ford)

euflazioneIn altri Paesi i cittadini hanno maggiore consapevolezza della truffa del signoraggio e per questa ragione onesti rappresentanti eletti hanno deliberato la stampa di monete complementari per liberare le comunità dal debito pubblico e dagli interessi.
Ecco alcuni esempi: Worgl (1932), il Wara (1929), l’isola di Guernsey, La WIR Bank (1934), Red Global de Tregue (1995), il SIMEC (2000), Regio in Germania (2003).

Dunque il punto è questo, avere un mezzo di scambio libero dal debito.

Gli Enti Territoriali hanno il potere ed il dovere morale di emettere monete libere dal debito.

cover_jak_bank2La banca etica svedese JAK rappresenta dal 1965 un movimento di disobbedienza civile che si pone come obiettivo la creazione di un’alternativa interest-free al sistema bancario basato sull’interesse, reinventando le basi stesse del risparmio e del prestito.

Questo libro contiene la traduzione italiana del “Libro JAK”, il metodo didattico che l’associazione svedese usa per insegnare la propria ideologia e il proprio funzionamento. Mira a far capire con un lessico semplice e comprensibile a tutti quanto sia insensato parlare di sostenibilità, ambiente e progressivo impoverimento di larghe fette della popolazione, senza aver compreso il ruolo giocato dall’attuale sistema finanziario nella degenerazione di queste problematiche.

di Marco Saba, moneta nostra

Chi è il proprietario? Uno dei primi fatti trovati è che non c’è attualmente una legge che ci dice chi sia il proprietario della moneta al momento dell’emissione. Questo punto venne evidenziato per la prima volta dal docente universitario Giacinto Auriti. Egli ne rimase così sorpreso che fece causa alla Banca d’Italia. La causa venne persa ma il governatore dell’epoca venne rimosso – era quello che poi diventò presidente della Repubblica. Il motivo della causa era: “Se la banca centrale non è la proprietaria della moneta all’atto dell’emissione, come può prestarla attraverso la pratica dell’acquisto dei buoni del Tesoro?”.

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In questi giorni un Governo piegato agli interessi degli industriali e delle banche millanta l’introduzione della class action in Italia. Nell’era dei conclamati diritti dei cittadini, il Ministro della Funzione Pubblica ha fatto approvare ieri in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che consentirà agli Italiani di promuovere una class action contro la Pubblica Amministrazione e i concessionari di pubblico servizio. Con gli articoli proposti da Brunetta i cittadini danneggiati potranno consorziarsi e promuovere un’azione collettiva verso la P.A. o i concessionari, ma non avranno diritto ad alcun risarcimento.

Ragioniamo per assurdo, esiste un popolo consapevole che sceglie democraticamente i propri dipendenti per far introdurre la vera class action all’americana, cosa accadrebbe?

Immaginiamo questo scenario da Paese civile:

A Taranto, gruppi di cittadini fanno quantificare i danni biologici subiti e chiedono 350 milioni di euro, il giudice acconsente. ilva_tarantoIl Comune di Taranto chiede 780 milioni di euro per i danni ambientali. L’azienda fallisce. Gli Enti Territoriali con i soldi bonificano e convertano l’area da industriale a servizi pubblici, nel processo partecipano gli ex dipendenti e recuperano un lavoro virtuoso e valori umani. La qualità della vita torna ad essere normale.

A Priolo (Sicilia)incendio_priolo, a Salerno, a Porto Marghera accade la stessa cosa, immense aree inquinate vengono bonificate e recuperate.

Un gruppo di cittadini scopre che le aziende telefoniche truffano i clienti attraverso algoritmi matematici, le aziende quotate in borsa vedono la loro immagine calare, pagano ingenti risarcimenti e smettono di truffare per non perdere altri clienti.

Gli Enti Territoriali muovono causa collettiva contro le banche che hanno venduto contratti derivati, vincono, pareggiano i bilanci ed usano i soldi per servizi pubblici e progettazioni ecologiche The-Town-Square-Illustration-Homepage. Le banche rinunciano a truffare gli Enti pubblici.

I cittadini di Napoli muovono causa contro il Comune per l’impropria TARSU.

In Campania, i cittadini del triangolo della morte chiedono alle ditte private 2,8 miliardi di euro per i danni biologici causati dallo sversamento di rifiuti tossici. I comuni chiedono alle stesse altri 1,4 Triangolo_della_morte_Acerra-Nola-Mariglianomiliardi per la bonifica dei suoli. L’area a Nord della Campania dopo 15 anni torna ad essere più verde e più sicura.

In questo scenario del tutto virtuoso accade una cosa molto semplice. Da oggi in poi, le società di profitto sanno che se truffano, rubano, uccidono i cittadini hanno uno strumento efficace per incidere sui loro proventi prodotti illecitamente. Si chiama class action ma non è il provvedimento approvato in Italia. Per avere tale strumento ci vuole un soggetto politico nuovo controllato dai cittadini sovrani attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa e, con l’uso elezioni di primarie vere, non quelle del PDmenoL.

Pericle (discorso sulla democrazia): […] Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita a una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla.

La class action si svolge principalmente in sede extra giudiziaria, non si addiviene subito ad una causa in Tribunale col vantaggio di non pesare economicamente sullo Stato e di snellire il lavoro di giudici e cancellieri. La vera class action è gratis, perché gli avvocati investono i propri soldi nelle indagini e nella ricerca delle prove. In un vera class action le aziende che sanno di aver commesso un illecito o un reato accettano subito di pagare il risarcimento chiesto dalla classe per evitare di pagare il doppio in sede di Tribunale.

Link utili di cittadini che chiedono l’introduzione di una class action efficace, all’americana:

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2008_bp_logo

In Italia, il governo del popolo ancora non esiste, ma purtroppo solo la degenerata democrazia rappresentativa. Da qualche decennio ci sono fermenti di vera democrazia a Rovereto, a Bolzano, a Grottammare (AP), a Colorno (PR) dove si tenta di introdurre e praticare strumenti di democrazia diretta e partecipativa.

Consiglio vivamente di spegnere le televisioni e, la lettura di due libri di educazione civica: Thomas Benedikter, democrazia diretta, Sonda e, Paolo Michelotto, democrazia dei cittadini, Troll edizioni. Dopo la lettura gli effetti saranno tutti positivi.

Esiste un soggetto politico neonato, denominato “Per il Bene Comune” (PBC) che ha voluto affidarmi la “coordinazione” di un processo partecipato a mezzo internet. PBC usa un forum di discussione aperto a qualsiasi cittadino, anche non iscritto al movimento, per discutere liberamente. In questo contesto ho proposto una sperimentazione di “programma partecipato”. Il processo, ispirato al famoso bilancio partecipativo di Porto Alegre, è stato preso nella sua essenza deliberativa e diviso in tre fasi:

La democrazia nella sua essenza non delega a nessuno ma delibera su come spendere i soldi degli stessi cittadini per il bene comune.

Ecco cosa vogliono, fra le tante proposte scritte, i cittadini del forum-meetup di PBC:

1. (99%) Applicazione strategia RIFIUTI ZERO
2. (98%) Tutela e sovranità pubblica del ciclo dell’acqua
3. (93%) Promozione filiera corta prodotti agricoli e accordi tra aziende agricole locali e punti vendita
4. (92%) Stop al consumo di territorio
5. (90%) Introdurre la vera Class Action
6. (89%) Introdurre tutti gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa negli Enti Territoriali
7. (88%) decrescita felice
7. (88%) Facilitazione amministrativa nell’impiego di energie rinnovabili
9. (86%) Freno alla costruzione di nuovi centri commerciali e rivalutazione del piccolo commercio locale
9. (86%) Più alberi sul territorio, piantumazione in aree marginali (parcheggi, svincoli stradali), più orti,
9. (86%) Utilizzo del sito Internet del Comune per rendere trasparente l’attività della pubblica amministrazione
12. (84%) Favorire la diffusione di cisterne per raccolta acqua piovana per irrigazione orti e giardini
13. (83%) Introdurre per PBC una scuola politica di educazione civica: Capire come funzione la pubblica amministrazione
14. (82%) Incentivo all’efficienza energetica degli edifici
15. (81%) Compost da rifiuti organici
15. (81%) Miglioramento del trasporto pubblico (navette con orari coordinati con scuole e ferrovie)

La democrazia rappresentativa non può essere sostituita dalla democrazia, per questa ragione si rende necessaria l’introduzione di una legge per le vere elezioni primarie a tutti i soggetti politici.

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In numerose riflessioni potrete leggere nel mio blog come il sistema politico, sociale ed economico globale influenzi, ovviamente, anche quello locale in maniera “errata” ed obsoleta per cinici interessi di controllo e potere da conservare nelle mani di pochi, i soliti.

Esiste un modo etico? E’ possibile vivere da esseri umani? Si, è possibile.

Tutti noi possiamo informarci e comprendere che le SpA amministrate dai banchieri controllano, da un lato, le risorse energetiche globali e dall’altro lato, tengono basso il livello di conoscenza dei popoli sulla fisica, la matematica ed in generale sulla reali potenzialità umane. Questo controllo sta per cedere, se non interverranno contro la rete di internet. In realtà ci stanno già pensando. Ma andiamo avanti.

Chiunque può informarsi su cosa sia la fusione fredda e comprendere che essa è attuabile (lo sviluppo di tale tecnologia, verificata le sua potenzialità, è stata tolta dal controllo pubblico – Rapporto 41 – ed ora viene sviluppata da alcune SpA), molto più economica della fissione nucleare (inquinante), è fonte energetica rinnovabile e non inquinante. Ma le buone notizie non finiscono qua. Il mondo accademico ed i tecnici dell’architettura e dell’urbanistica sono pienamente consapevoli di come realizzare città del buon senso, ecologiche. Manca la volontà politica di farlo.

Dal sito eddyburg (sorto da un’idea del prof. Edoardo Salzano) si può leggere: Eco-Densità, la densificazione ecologica, è uno degli strumenti fondamentali per assicurare abitabilità futura alla città e rendere i suoi quartieri più adattabili, sani ed economicamente competitivi di fronte ai cambiamenti globali determinati dal mutamento climatico e dal pesante sfruttamento dei combustibili fossili. il_territorio_degli_abitantiLa densificazione ecologica ha molteplici ruoli nel contribuire a ridurre l’impronta ecologica della città. Una maggiore densità edilizia consuma meno energia e acqua. Gli abitanti di quartieri più densi e a funzioni miste si muovono di più a piedi e in bicicletta, guidano meno la macchina. La densità significa usare meno superficie per alloggiare più persone, e quindi riduce la pressione dell’insediamento diffuso sulla regione e le terre agricole produttive.

Principi Guida diEco-Densità

1. Utilizzare la sostenibilità ambientale come criterio principale per prendere le decisioni urbanistiche e edilizie riguardanti la città.

2. Costruire un quadro strategico di interventi, strutture e servizi (uno structure plan) basato su densificazione, edilizia verde, sistemi energetici, alimentari e dei trasporti sostenibili.
3. Sfruttare tutte le attività, sistemi e servizi consentiti o resi più efficienti dalla densità, come l’energia condivisa, gli spostamenti a piedi, in bicicletta e coi mezzi pubblici, una grande diversificazione dei beni ambientali.

4. Migliorare l’accessibilità alla casa in proprietà e in affitto attraverso un incremento dell’offerta, della gamma di tipi, delle dimensioni, qualità, posizione, e attivando programmi mirati in tutti i quartieri della città.

5. Pianificare spazi e servizi che devono cresce parallelamente alla densificazione, a sostegno di quartieri abitabili, sani e sicuri, pensando in modo creativo alla diversificazione e varietà di spazi pubblici e fasce di rispetto.

E’ ormai chiaro che si possono realizzare/trasformare quartieri e quindi città intere eliminando gli sprechi energetici, riducendo la domanda di energia ed, usando fonti attive come la fusione fredda per generare quell’energia necessaria.

La perfetta combinazione dell’uso di strumenti di democrazia partecipativa e diretta per amministrare i territori con la conoscenza delle migliori tecnologie consente ai cittadini di progettare una società migliore fatta per gli esseri umani.

Tecnologie del buon senso:

Secondo l’EPA, l’Ente per la Protezione Ambientale statunitense, non esiste oggi sul mercato un sistema di riscaldamento e di condizionamento più efficiente dal punto di vista energetico e più pulito per l’ambiente rispetto alla tecnologia geotermica (report EPA-DOE: Space Conditioning : The Next Frontier – 430-R-93-004). Gli impianti geotermici infatti consentono di ridurre il consumo di energia fino al 40% confrontati con pompe di calore aria-aria e fino al 75% confrontati con il riscaldamento elettrico ed a gasolio. In estate poi si può utilizzare il calore estratto dall’ambiente per avere acqua calda quasi a costo zero, e comunque durante tutto l’arco dell’anno si può risparmiare anche il 30% sulla produzione di acqua calda rispetto ai sistemi elettrici ed a gas.

La trigenerazione implica la produzione contemporanea di energia meccanica (elettricità), calore e freddo utilizzando un solo combustibile. Le tradizionali centrali termoelettriche convertono soltanto 1/3 dell’energia del combustibile in elettricità. Ciò che resta si perde sotto forma di calore. L’effetto negativo, derivante da questo spreco, sull’ambiente è evidente. Ne consegue l’esigenza di incrementare l’efficienza della produzione elettrica.

sistemi solari attivi passivi negli edificiBisogna ribaltare il falso concetto di ricchezza e di sviluppo propagandato dai banchieri in mala fede. Lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, ormai è cosa certa, utile a sedicenti capitalisti “verdi” per continuare a rubare le risorse di tutti.

Per tanto invece di produrre profitti dai consumi energetici e dagli sprechi è possibile farlo dal risparmio energetico e dall’eliminazione degli sprechi stessi, questa è la funzione delle società ESCO.

Prendiamo ad esempio il caso amministrativo dei servizi pubblici locali. I cittadini pagano consumi consegnando risorse monetarie alle attuali SpA che operano in regime di monopolio per mezzo di concessioni pubbliche “regalate” dai Sindaci. Spesso in queste SpA si trovano gli amici nominati dai Sindaci. In questo sistema e con queste regole immorali difficilmente si potranno cambiare le cose, per cui è necessario cambiare regole e modello di sviluppo.

Introducendo strumenti etici di democrazia diretta e partecipativa, la società civile può inserire il modello delle società ad azionariato diffuso, dove gli utenti sono proprietari, con la funzione di guadagnare risparmiando energia (bisogno popolare). Tramite contratti pubblici sul modello del conto energia è persino possibile ristrutturare l’intero patrimonio edilizio a costo zero per i cittadini. Ma ancor di più, applicando la sovranità monetaria (artt. 1 e 47 Cost.) è possibile offrire servizi e merci a tutti senza creare debito pubblico.

Insomma, in questo modo è possibile arrivare al modello di produzione energetica distribuita opposto all’attuale modello dei monopolisti nazionali governati da potenti SpA multinazionali.

Riassumendo, in una comunità realmente libera, dove la moneta è di proprietà del popolo e dove esistono strumenti democratici veri è possibile predisporre piani politici virtuosi, eliminando il ricatto del debito pubblico ed offrendo merci e servizi realmente necessari a tutti i cittadini. La conoscenza delle migliori tecnologie consentirà di non usare mezzi inquinanti e di produrre beni alimentari sani, mezzi di trasporto ecologici, abitazioni che consumano pochissima energia e verde pubblico ben mantenuto. Il costo di questi servizi è pagato interamente dalla partecipazione attiva di tutti potendo scambiare i servizi in qualsiasi modo o, con un pezzo di carta di proprietà del popolo (quindi diverso dall’euro che produce debito) o con la banca del tempo.

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europe_not_without_peopleEcco qua tutti a gioire per la bocciatura del Lodo Alfano. Tutti pieni di soddisfazione per la Corte Costituzionale che ha fatto semplicemente il proprio dovere, almeno questa volta.

Eppure nell’assordante silenzio dei media, la nostra Carta Costituzionale è stata “bocciata” nel luglio 2008, all’unanimità, dal Parlamento italiano approvando l’antidemocratico Trattato di Lisbona, già criticato dalla Corte Costituzionale tedesca, già bocciato dai popoli: francese, olandese ed irlandese; quest’ultimo ha poi cambiato idea dopo appena un anno. Il popolo della sinistra cinicamente gioisce per un evento normale – bocciatura lodo Alfano – ed ignora totalmente sul fatto che la dittatura orwelliana è in corso di realizzazione. All’appello dell’Europa dei 27 Stati, per il trattato, mancano solo Repubblica Ceca e Polonia poi, addio diritti e Costituzione.

Nessuno sembra rendersi conto della gravità dei fatti eccetto quei giuristi che da tempo dibattono e scrivono sulle enormi differenze fra la nostra Costituzione che tutela realmente i diritti e la futura Costituzione europea che tutela prima di tutto gli interessi dei banchieri e delle SpA. Dunque, i Governi hanno deciso di ratificare un trattato che scavalca le costituzioni nazionali senza consultare il popolo sovrano e già questo aspetto dovrebbe far nascere una rivoluzione prima di domani mattina. Da sottolineare il fatto che i cittadini chiamati a votare sul trattato, per mezzo di regolare referendum, hanno bocciato l’antidemocratico trattato e successivamente i Governi hanno violato la volontà del loro sovrano, solo questo aspetto è inquietante.

Da brividi gli iniziali commenti sul trattato della prof. A. Algostino (Università Torino): La cessione di competenze e sovranità all’Unione europea comporta l’attribuzione di una sfera di decisione ad un governo sottratto sostanzialmente al controllo dei governati, contravvenendo il principio di sovranità popolare e l’essenza della democrazia, consistente nell’identità governanti-governati (art. 1 Cost. it.). Il Parlamento europeo, organo rappresentativo dei cittadini, è estremamente debole. Il Trattato di Lisbona amplia le ipotesi di codecisione fra Parlamento e Consiglio, ma il potere legislativo, violando il classico principio liberale della separazione dei poteri, resta sempre non solo condiviso con l’esecutivo, ma vede in posizione di preminenza l’esecutivo stesso, come è evidente solo che si consideri come titolare del potere di iniziativa legislativa sia la Commissione. Viene violato altresì un altro classico principio della democrazia liberale (borghese): no taxation without representation [nessuna tassazione senza rappresentanza], visto la debolezza o l’esautoramento del Parlamento nel controllo sul bilancio e nelle scelte relative all’imposizione fiscale, a favore dell’esecutivo e di una Banca centrale politicamente irresponsabile e con l’obiettivo primario e imprescindibile del «mantenimento della stabilità dei prezzi». Essenziale poi per la garanzia delle libertà dei cittadini è l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo: [invece] nell’Unione i giudici sono nominati dai governi degli Stati membri. Non è solo la democrazia sociale che manca nell’Unione europea, ma quella liberale, ovvero l’Unione europea non è tout court democratica (come osserva il liberale Dahrendorf: «se l’UE facesse domanda di essere accolta nell’UE, questa domanda dovrebbe essere respinta per insufficienza di democrazia»).

Dopo circa 15 anni gli italiani si lasciano ancora prendere in giro dal teatrino dell’antisistema SpA contro il male assoluto Silvio Berlusconi, puntualmente votato quando si tratta di partecipare al ridicolo rito del voto una tantum. Buona parte degli italiani “moralisti” non parla mai nei media di sovranità monetaria, mai di democrazia diretta, mai di vera class action e mai di decrescita felice.

In questi anni il potere invisibile sta accelerando la formazione dell’unico stato fascista europeo (Unione Europea) mentre il popolo è continuamente manipolato ed orientato su questioni meno rivelanti addomesticato al gossip dei politici ed, ignorante sulle questioni importanti, sui diritti civili. Forse, la drammaticità sociale italiana è rappresentata anche dall’assenza di un movimento politico forte e consapevole capace di far ragionare. La maggior parte degli ambienti accademici, quelli dotati di competenza e conoscenza sembrano anch’essi addomesticati o per lo meno incapaci di comunicare valori etici per informare il popolo sui rischi derivanti da un’apatia ed un cinismo politico-sociale che forse ha già superato la soglia di una patologia psichica collettiva.

Eppure la ripresa civile è possibile. Condividere, usare internet in maniera virtuosa può aiutarci nel creare quella rete di persone capaci di produrre innovazioni civili e sociali utili alla vita degli esseri umani.

Giulietto Chiesa  – ANCORA SUL TRATTATO DI LISBONA E LA PENA DI MORTE – 21/6/08Il Trattato prevede la pensa di morte? Non esattamente. Anzi, alla lettera la esclude categoricamente. Prevede però che le forze dell’ordine possano legalmente uccidere un cittadino europeo, al di fuori di ogni regolare giudizio, in condizioni eccezionali, certo, ma la cui definizione è affidata a organi di Stato al di fuori di ogni possibile verifica giurisdizionale. Vediamo come stanno le cose. […]

Dunque gli elementi di grave minaccia al diritto umano alla vita, e di grave minaccia alle libertà democratiche, rimangono all’interno del Trattato di Lisbona nella sua formulazione attuale, seppure nascosti in un protocollo.

Ma la ricostruzione di questa storia denuncia la tremenda distanza tra la democrazia e questo tipo di giurisprudenza, che rende estremamente difficile ogni trasparenza e concede ai poteri reali, politico-burocratici, strumenti subdoli di eversione. Cosa sia imminente tempo di guerra, cosa sia insurrezione, è lasciato al loro giudizio. La pena di morte è solennemente esclusa, ma si prevede l’uso della forza in termini tali che un cittadino europeo può essere ammazzato (non giustiziato) dai pubblici poteri. Ripeto: di questa Europa gli europei non hanno bisogno.

da Francesco Amelio: Attenzione! Questa e’ la convenzione del 1950. Non e’ la versione attualmente in vigore. Infatti, come giustamente ricorda Giulietto Chiesa, nel frattempo il consiglio l’ha emendata, ovvero modificata, attraverso dei protocolli.
Sullo stesso sito, infatti trovate il protocollo 13, che modifica quell’articolo come segue: Articolo 1 – Abolizione della pena di morte La pena di morte è abolita. Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato.Articolo 2 – Divieto di deroghe Nessuna deroga è autorizzata alle norme del presente Protocollo ai sensi dell’articolo 15 della Convenzione.

Giulietto Chiesa pero’ aggiunge: Tutto sembra ora a posto. Salvo che non tutti gli Stati membri dell’Unione Europea hanno ratificato questo protocollo n.13 della Convenzione. Dunque la Carta (dell’UE) non ha potuto o voluto inserirlo nel testo del Trattato di Lisbona. Il quale è dunque rimasto fermo al “memorandum esplictativo del protocollo n.6.

E’ qui che si sbaglia! Il protocollo 13 della convenzione, all’articolo 7 recita:

Articolo 7 – Entrata in vigore: 1. Il presente Protocollo entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data in cui dieci Stati membri del Consiglio d’Europa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal presente Protocollo in conformità alle disposizioni del suo articolo 6. Quindi affinche’ il protocollo entri in vigore, basta la ratifica da parte di 10 stati membro. Se verifichiamo la pagina dello stato delle ratifiche del protollo 13, possiamo constatare che siamo bel al di sopra delle 10 ratifiche. Per cui, possiamo stare tranquilli, almeno per quanto riguarda la pena di morte.
Sono ben altri i punti del trattato di Lisbona che dovrebbero preoccuparci.
Se volete approfondire vi consiglio di leggere l’ottima analisi di Paolo Barnard in merito.

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Milano, Teatro Smeraldo 4 ottobre 2009

Beppe Grillo aveva dato il consenso alla lettura di questo testo poi, negato all’ultimo momento. Non si comprendono le ragioni e neanche le risposte date a fine spettacolo.

documento-discorso deliberato dal ‘basso’:

Dalla lettura di diversi “forum-meetup” emerge con straordinaria fermezza la voglia di costruire un movimento realmente democratico fondato sull’etica e non sulla sola opportunità di prender parte a gare elettorali tramite l’aiutino del personaggio testimonial di turno.

Il percorso di consapevolezza avviato in questi anni ha condotto questi cittadini a non poter rinunciare alla propria libertà, sia essa intellettuale che politica e pertanto il movimento non può nascere da compromessi che facciano rinunciare alle elementari regole civili: vera democrazia, partecipazione alla sua costruzione, trasparenza e meritocrazia. Siamo fortemente convinti che in ambiti paritari dove non ci siano “guru” si potranno ascoltare gli uomini liberi e portatori di idee e valori e le leadership naturali emergeranno perchè saranno i facilitatori di questo libero scambio della cultura di una nuova cittadinanza.

All’interno dei “gruppi meetup”, l’esperienza di questa “avventura” ha mostrato che la conoscenza di valori e metodi democratici applicati durante incontri aperti, la verifica di presenze ad azioni comuni, il pluralismo delle idee hanno consentito di arrivare a deliberazioni eticamente qualitative e più durature nel tempo poiché maggiormente partecipate.
Pertanto, riteniamo naturale che un percorso culturale condiviso renda più efficace la comunicazione interna e la valutazione delle istanze pervenute dal basso. Questo metodo renderà possibile la progettazione di una società fatta per gli esseri umani.

Esempi propositivi furono: la procedura di “programma partecipativo” (novembre 2006) – partita dal gruppo 280 – per organizzare l’ordine del giorno del raduno genovese, l’inizio del percorso concreto e testato sul territorio di liste civiche in democrazia diretta sfociato nelle liste civiche a 5 stelle, la proposta di creare di un editore puro (raduno bolognese) reale investimento per l’intero movimento (dicembre 2007) e la presentazione di un social network autogestito (liste civiche.org – giugno 2008). Si evince la bontà delle idee dalla nascita di quotidiani come il “T.A.V.”, “Pandora” ed “il Fatto”, progetti che si ispirano all’idea dell’editore puro. Infatti, tale percorso ha prodotto numerosi risultati in ambito locale in termini di idee creative, di ricchezza umana, culturale, sociale e di buone pratiche amministrative successivamente proposte ai nostri dipendenti in maniera ferma ed efficace.

Considereremo il programma politico pubblicato sul blog di Beppe Grillo come l’ideale cornice in cui si muoveranno le liste civiche che sentono di essere il frutto di questo percorso ma non basta.

Diversi “gruppi meetup” sono uniti dalla condivisione di linee politiche: decrescita felice, vera class action e strumenti di democrazia diretta che autonomamente portano avanti.
Ora partendo dalle cose che ci uniscono condividiamo l’esigenza di un movimento coeso ma non senza regole scritte con noi. Proponiamo la creazione di uno statuto, un modello federativo, che regoli il processo democratico deliberativo, che definisca ruoli e competenze per la gestione delle risorse e la modalità di selezione dei candidati che si deve ispirare al modello delle primarie vere.

Auspichiamo che il virus del buon senso possa raggiungere tutti i gruppi e che insieme attraverso un approccio olistico si possa costruire un soggetto politico realmente democratico libero da condizionamenti, fatto dai cittadini per i cittadini.

Elenco delle prime sottoscrizioni, ne arriveranno altre:

Alberto Bacchini (meetup Nonsologrilli Parma – Fidenza, PR)
Alessandro Cuppone (meetup Bologna)
Alfonso Bonafede (già candidato Sindaco Lista civica Firenze)
Amici di Beppe Grillo Bologna (meetup 14 – dal sondaggio 75% favorevoli)
Amici di Beppe Grillo Firenze (meetup 12)
Amici di Beppe Grillo Massa e Montignoso
Amici di Beppe Grillo Perugia
Amici di Beppe Grillo Roma
Amici di Beppe Grillo Trasimeno
Andrea Conti (GA gruppo 280 – Terni)
Andrea Maggi (GO meetup Roma)
Anna Ricci (meetup Milano)
Aphler Sasso (Comacchio – FE)
Asli Haddas (meetup Milano)
Barbara Spinelli (meetup Roma)
Cinzia Pizzarotti (meetup Nonsologrilli Parma)
Claudio Torrenzieri (Castrocaro Terme – FC)
Daniele Arduini (GO meetup Rimini)
Dario Tamburrano (meetup Roma)
Enrico Nannetti (meetup Bologna)
Federica Salsi (meetup Bologna già consigliera Lista Civica)
Federico Pizzarotti (meetup Nonsologrilli Parma)
Franco Dell’Alba (GA gruppo 280 – Alessandria)
Luca Rizzelli (GA meetup Nonsologrilli Parma)
Lista Civica Grilli Massesi
Lista Civica Pescaraincomune by Amici Beppe Grillo
Gian Marco Fagnini (meetup Massa e Montignoso)
Gianni Smarrelli (GA meetup Pescara già candidato Lista civica)
Giorgio Draghetti (meetup Bologna)
Giorgio Stella (Meetup 280, Qui Matera Libera – Potenza)
Giovanna Di Flaviano (gruppo 280)
Giovanni Nocella (meetup Formia – LT)
Giuseppe Carpentieri (GO meetup MDF, GO gruppo 280, GA sostenibilità e decrescita – Parma)
Gruppo Reset Teramo (meetup 48)
Luciana Pellegreffi (Milano)
Marco Di Gennaro (GA meetup Massa e Montignoso, già candidato Lista Civica Grilli Massesi)
Marco Pericci (Amici Beppe Grillo Firenze)
Marco Vagnozzi (GA meetup Nonosologrilli Parma)
Maurizio Buccarella (GO Meetup 167 – “Salentini Uniti con Beppe Grillo” – Lecce)
Michele Crapuzzo (già candidato Lista civica Firenze)
Michele Morini (meetup Nonsologrilli Parma)
Michele Palma (meetup Carrara)
Michele Pietrelli (già candidato Sindaco Lista civica Perugia)
Nicola Pierobon (qui New York libera)
Nonsologrilli Parma
Paolo Bonacchi (Pistoia)
Patrizia Pappalardo (già candidata – capolista- Lista Civica Capannori – Lucca)
Roberta Lombardi (meetup Roma)
Rossella Lezzi (GA gruppo 280 – Bergamo)
Stefano Murgo (già candidato Sindaco Lista civica Pescara)
Vincenzo Bruno (GO meetup Nonsologrilli Parma)
Vittorio Di Giacinto (meetup Teramo)

Di Dario Tamburrano:

Sono Dario Tamburrano uno dei sottoscrittori di questo famoso documento.

Per prima cosa vorrei replicare a coloro che parlano di impegno fattivo:

i sottoscrittori, perlomeno tutti quelli che conosco direttamente (la maggior parte di essi) sono Cittadini italiani che si dedicano a tempo pieno all’attività sociale, culturale e politica, hanno partecipato alla realizzazione di entrambi i vday e delle liste civiche nella loro città e partecipano in maniera attiva e fattiva alle attività virtuali e reali del Movimento da circa 4 anni. Tutto cio’ spesso sacrificando lavoro, soldi, affetti amicizie e famiglia. Pertanto a mio parere sono persone titolate non solo a firmare ed a parlare, ma anche a fare richieste: è sufficiente inserire i loro nomi su google per capire di chi si parla, quello che hanno fatto e come la pensano.

E’ piuttosto sorprendente la grossolanità dell’errore politico commesso non dando voce reale non solo a coloro che il Movimento lo hanno costruito e portato avanti: e’ stata la prima volta infatti che il movimento ha costruito in rete in pochi giorni un documento condiviso e lo ha votato nei rispettivi meetup elettronicamente e senza quorum.

Poteva essere una grande testimonianza di coerenza, certamente utile perlomeno a fugare dubbi ed incertezze che sono in realtà assai piu’ diffuse tra i meetup di quanto molti abbiano il coraggio di manifestare pubblicamente. Dubbi ed incertezze che, vi assicuro, si vanno facendo sempre piu’ pressanti.

A Milano abbiamo invece assistito ad una spettacolarizzazione rigidamente pianificata ed all’occasione mancata da parte di Beppe Grillo di dimostrare di essere un Movimento di reale partecipazione. Di dimostrarlo non solo ai media (di cui ha dimostrato di avere in realtà una preoccupazione assai maggiore di quanto non dichiari), non solo agli spettatori/invitati di poche ore, ma a coloro che il Movimento lo praticano e lo portano avanti ogni giorno, ognuno secondo le proprie attitudini e nel proprio territorio di appartenenza, spesso dietro le quinte, in un deserto culturale e mediatico frequentemente molto ostile.

Se quindi oltre ai gruppi di appartenenza queste persone si sono sentite di presentare delle proposte e di firmarle con nome e cognome, cio’ nasce da esigenze precise nate dall’esperienza e non sono pertanto pippe mentali di troll senza volto della blogosfera o di ipotesi complottiste come qualcuno ha indirettamente detto nei commenti che precedono. Non è un desiderio di visibilità, come qualcun altro ha insinuato, ma un atto di coraggio e fermezza.

Le esperienze delle liste civiche, dei vday, del “congresso” di Firenze, oltre a vari eventi “minori” hanno evidenziato delle criticità gestionali da parte di Casaleggio/Grillo in quasi tutte le città:

* mancanza di fondi o nessuna indicazione/precauzione sulla destinazione degli eventuali rimborsi elettorali o referendari.

* mancanza di chiari criteri decisionali sulle candidature (fenomeno che si aggraverà con le regionali sia per importanza che per i diversi meccanismi elettorali)

* nessuna scuola politica ai candidati/eletti (diritto amministrativo, funzionamento della macchina pubblica, assenza di testi di riferimento sui punti programmatici e sulle loro modalità reali di attuazione) se non uno striminzito incontro dopo 1 anno dall’elezione dei primi consiglieri nel 2008

* indicazioni discordanti in varie occasioni da parte dei componenti lo staff di Grillo e da Grillo stesso

* lancio improvviso ed estemporaneo di eventi ed iniziative senza nessuna pianificazione o verifica di fattiblità: gita davanti alle sedi dei partiti del 25 luglio 2008 poi annullata (è illegale lo sanno tutti gli organizzatori di eventi politici), share action contro telecom fallita (per cavilli legali non presi in considerazione), vday contro il nucleare annunciato e poi annullato (non si sa perchè)

* Il tesseramento di massa nel PD

* promesse non mantenute di pubblicazione sul blog di segnalazioni di eventi ed attività messe in piedi da gruppi locali (meetup e/o liste civiche) con conseguente deficit inaspettato di visibilità se addirittura con danno economico e/o “psicologico” degli organizzatori.

Questo elenco (incompleto) descrive fatti e non supposizioni complottiste.

Fatti che dimostrano (nella ipotesi piu’ garantista), perlomeno un’improvvisazione, una superficialità ed una mancata comunicazione di tipo paritario e fiduciario tra i soggetti coinvolti che è assai poco rassicurante.

E’ un fenomeno naturale delle comunità chei i nodi non risolti prima o poi vengano inevitabilmente al pettine. E’ successo a Roma (e successivamente in altre città) con l’avventura della Lista civica nel 2008 ed abbiamo fondati timori che lo stesso accadrà con il Movimento di Liberazione Nazionale. I nodi sono simili e mai affrontati, tantomeno risolti, piuttosto incancreniti. Ed i problemi inevitabilmente arrivano.

La cautela a questo punto è d’obbligo…

Mi auguro pertanto che questo Movimento non sia solo l’ultima intelligente e strumentale appropriazione solo di un vocabolo della lingua italiana come abbiamo già assistito con altre fantastiche parole come, Italia, Libertà, Popolo, Democratico, Sviluppo e Sostenibilità che il marketing politico e commerciale hanno già da tempo svuotato di ogni reale ed originario significato: il Movimento cui si ispira Grillo, è descritto splendidamente da Pawl Hawken in Moltitudine Inarrestabile, esiste già da tempo, è in crescita in tutto il mondo, è espressione del momento storico globale e pertanto nè un simbolo, nè un testimonial d’eccezione se ne possono appropriare svalorizzandolo.

Annunciare la nascita di un movimento che richiede un ulteriore e piu’ gravoso impegno da parte degli attivisti senza fare chiarezza, in principio ed una volta per tutte (in primis a mio personale parere sul conflitto di interessi tra due formazioni politiche distinte il cui marketing è gestito dalla medesima società) porta al rischio dell’abbandono da parte di molti (come è già avvenuto) con la perdita di quell’enorme bagaglio di esperienze locali, di competenze e di reti di rapporti interpersonali che il movimento ha finora costruito in Italia già da molto tempo prima della sua ufficializzazione e che ne è la sua reale forza e novità.

Anche nel tanto vituperato partito democratico è stato permesso ad una tal Debora Serracchiani, allora sconosciuta ai piu’, di esprimere pubblicamente e come delegata il disagio presente nella “base”. Il nostro documento non era una protesta, ma una richiesta di ascolto di proposte utili a costruire un movimento piu’ forte e coerente con i principi programmatici enunciati. Non sono piu’ accettabili quindi, nè le battutine ironiche, nè lo scarico di responsabilità e tantomeno gli “escamotage da camerino” da parte di chi, nei fatti da tempo, ed ufficialmente da ieri, è a tutti gli effetti un Leader Politico. E’ peraltro assai grave (se non sintomatico od addirittura rivelatore), non solo l’evasività delle risposte, ma il maldestro tentativo di screditamento operato nei confronti di coloro che si sono fatti in maniera piu’ decisa portatori di queste istanze. Ne sono testimoni una 20ina di persone rimaste basite da certe affermazioni e modalità di confronto tra Beppe Grillo ed attivisti. Ho visto che qualcuno di noi ha ripreso l’accaduto e se non verrà divulgato in rete credo che sarà solo per il senso di responsabilità che molti dei presenti hanno nei confronti dei propri compagni di viaggio.

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