Un programma politico per Salerno


Questo è l’aggiornamento al 2009 di una proposta politica fatta nel 2007.

Prima di iniziare è necessario chiarire alcune cose: chiunque abbia la velleità di condurre attivamente una strategia politica deve conoscere le regole del gioco a cui vuole partecipare. Quindi è necessario conoscere la regola principale: la Costituzione italiana ed i suoi valori. imparare democraziaPoiché “la gara” si svolge a livello locale e non nazionale, riteniamo sia necessario sapere bene cosa si vuole introdurre, ed è importante conoscere lo Statuto comunale ed il funzionamento degli Enti Territoriali, per tanto l’attivazione di una scuola politica di educazione civica (file 01, file 02, file 03) si rende necessaria per formare ed auto formare un gruppo di cittadini consapevoli. L’elaborazione di un manifestino etico che individui anche conflitti di interesse è altresì importante per evitare di candidare persone “impresentabili”. democrazia-direttaBisogna evitare di commettere l’errore di imbarcarsi strani personaggi che intendono avviarsi ad una ” professione”e dunque bisogna essere chiari e praticare la trasparenza. Ci impegniamo a sostituire l’attuale classe dirigente e dare sovranità al popolo, introdurre i mezzi necessari affinché chiunque, da domani, possa controllare come vengono spesi i soldi pubblici, e dare a tutti la possibilità di partecipare al processo decisionale della politica.

Salerno è un città media meridionale con circa 138.000 abitanti, e con la sua Provincia arriva ad 1.020.000 abitanti.
Sul territorio comunale non ci sono più i grandi gruppi industriali, stanno chiudendo e delocalizzando tutti o quasi, infatti l’attuale l’Area a Sviluppo Industriale va sempre più riconvertendosi ad area commerciale. il_territorio_degli_abitantiDal punto di vista urbano è una città bella solo nella suo centro storico, parzialmente recuperato, mentre la parte moderna, costruita oltre il fiume Irno e sulle colline, è figlia della più selvaggia speculazione edilizia che va dagli anni del secondo dopo guerra sino ad oggi. Anche l’attuale Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvato nel 2006, sembra privo di una idea di città futura, e mostra solo di voler costruire parti di città, esso è basato sulla crescita urbana, cosa strana visto che i dati ISTAT ci mostrano di una “fuga” di 15.000 abitanti verso altre mete negli ultimi quindici anni, forse dove la qualità della vita è migliore e/o dove le abitazioni costano meno. Il PUC ha subito forti critiche socio-politiche oltre che tecniche. Il Presidente dell’Albo degli architetti, nel 2006, disse: «questo piano è un regalo alla criminalità organizzata»
Il territorio urbano si presenta degradato ed inquinato grazie a scelte urbane sbagliate, dalla scarsa qualità architettonica degli edifici, soprattutto di quelli moderni, sino alle passate attività industriali dismesse ed a quelle presenti ancora attive. ecologist 05Le sue risorse naturali: il mare, i corsi d’acqua ed il suolo sono inquinati, così come hanno dimostrato la Carta geochimica ambientale ed i rilievi periodici dell’Asl e dell’ARPA. Vige sempre un divieto di balneabilità sulla costa cittadina, come dire: si abbiamo il mare ma non conviene fare il bagno, tutto ciò è assurdo.
La mobilità è una ferita sempre aperta, e non si è mai deciso di affrontare il problema alla radice, cioè realizzare una rete stradale che poggi la sua filosofia sulla sostenibilità e non sullo sviluppo sostenibile. Si dovrebbe mettere al primo posto la tutela della salute e non delle automobili. Questo modo di ragione può imporre di costruire una città sostenibile.
Ritengo che la grande disoccupazione, giovanile e non, sia figlia di uno strano isolamento culturale che attanaglia la scuola, l’università, le categorie professionali ed i suoi imprenditori locali ricchissimi di conflitti d’interesse. Le risorse naturali della Provincia, riconosciute da tutto il mondo, costiera amalfitana e cilentana, sono ostaggio dell’egoismo, del cinismo e del nichilismo locale che privilegia l’attuale sistema socio-politico basato sulla cooptazione, la parentela ed il servilismo verso i partiti politici. manuale-pratico-della-transizione_26512Introdurre un elemento di rottura contro questa prassi consolidata è estremamente difficile, ma se intendiamo creare un futuro sereno per i nostri figli è necessario non solo educare ai valori di una società basata sulla decrescita felice ma praticare la strada del merito e del sacrificio. I limiti dello sviluppo insensato sono sotto gli occhi di tutte le persone correttamente informate, e Salerno non è una città che brilla per questo. Essa è carente di biblioteche civiche, e di movimenti culturali consapevoli, dove i giovani possano attingere informazioni libere per poi discuterne. Salerno è la città dello svago, una sorta di paese dei balocchi che inganna il passante, mostrando di notte una felicità incosciente che ogni mattina fa i conti con la disoccupazione e la camorra. A Salerno è forte il senso del lamento e del disagio, ma non della critica costruttiva, non del ragionamento. In questo contesto è necessario fornire gli strumenti utili affinché i cittadini possano costruire un dibattito serio e motivato, volto al cambiamento reale del fare politica e della partecipazione al processo decisionale, fino ad oggi relegata ai soli partiti e divenuti forse, anche per questo motivo comitati di affari.

“Se non ti interessi di politica, sarà la politica ad interessarsi di te”

Nel corso dei miei studi universitari (Laboratorio di Progettazione urbanistica) , ispirato dal tema del corso, ho concentrato la mia attenzione su una proposta di città sostenibile. La letteratura urbana è ricca di esempi utili. L’idea è quella di realizzare una città di 30.000 abitanti con tecniche di sostenibilità sfruttando e rivalutando i suoli già esistenti. Salerno, solo per cominciare,  soffre di una densità abitativa elevata in alcuni quartieri e di una dispersione dei nuclei abitati “arroccati” irrazionalmente sulle colline, al di là del fatto che gli spazi urbani dei quartieri sono stati progettati senza le giuste distante per una rete stradale normale, l’esempio più banale che possono mostrare, considerando le strade principali, è l’assenza di una giusta distanza fra la carreggiata stradale e l’edificio, manca il verde privato, manca la pista ciclabile, il verde urbano, il parcheggio. Noterete come nelle vie principali  in poco spazio, fra l’edificio e la carreggiata, c’è solo un  marciapiede dove si concentra un alberello e l’illuminazione pubblica, spesso due persone che camminano in entrambi i versi fanno fatica. In alcune aree è possibile porre rimedio in altre è molto difficile.insegnamento di Porto Alegre Attraverso la pratica di una pianificazione partecipata si può far valere il giusto diritto alla casa, anche a quei cittadini oggi obbligati a vivere in “civili” abitazioni degradate in quartieri privi degli standard urbanistici (servizi essenziali), c’è quasi l’imbarazzo della scelta da dove iniziare. Non ci vuole uno specialista per comprendere che bisogna ridisegnare la città in molte parti col fine di porre rimedio alle scelte errare degli anni ’30, ’50, ’70 ed ’80 senza dimenticare l’ultimo scellerato PUC appena approvato. E’ sufficiente aprire i cassetti dell’ufficio tecnico di piano del Comune di Salerno per vedere piani urbanistici sul modello  garden-city, appositamente, ignorati solo per rubare ai cittadini ignari. Ed oggi invece di rime

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