Un’altra Salerno: umana!


Per avere un’altra Salerno, più conviviale, più solidale, più giusta, più umana, è necessario ripensare, ragionare sull’attuale modello di società che gira intorno a noi. Siamo presi da mille “problemi” ed impegni quotidiani che spesso non ci chiediamo: di cosa siamo fatti? Forse gli unici momenti in cui ci ponevamo queste domande, era ai tempi della scuola, quando eravamo più spensierati, oppure in quei pochi giorni di vacanza dal lavoro, o dagli studi universitari. Ma ci pensate che in realtà noi viviamo solo quando siamo liberi dagli obblighi lavorativi o di studio? Ci hanno insegnato ad essere aggressivi, cinici, competitivi e brutali. neuro-schiavi-macroMisuriamo tutto con la moneta, compresi i valori umani, questa è una contraddizione. Per avere un’altra Salerno, dobbiamo necessariamente mettere in discussione il nostro pensiero e stile di vita figlio di un sistema socio-politico monetarista e quindi non umano. Gli essere umani hanno bisogno di amore, di passioni, di sviluppare le proprie potenzialità creative, di nutrirsi con cibi sani, di vivere in case ecologiche, di spostarsi in maniera intelligente e, di usare l’energia in maniera razionale evitando gli sprechi. Invece la nostra società è governata da società SpA che usano i partiti per sostenere il sistema monetario esistente, ideato da banchieri della Federal Reserve ed esportato in tutto il mondo. Questi signori stampano la moneta debito dal nulla col sistema a riserva frazionaria, una forma di schiavitù moderna che obbliga gli uomini a procacciare questi pezzi di carta tramite il lavoro e, gli stessi sono prestati agli Stati caricandoli di interessi passivi (debito pubblico). Le ingiustizie sociali esistono affinché qualcuno sia ricco e qualcun altro povero, affinché si possa ricattare il popolo tramite l’assistenza del lavoro necessario ad usare la moneta debito.

I popoli e le comunità consapevoli sanno agire. Esse stampano una moneta di proprietà della comunità e del portatore e, quindi non è un debito per lo Stato. la scomessa della decrescitaOppure creano un modello alternativo non usando più un pezzo di carta come mezzo di scambio, ma le relazioni sociali. Si misurano le risorse naturali ed umane, la gente presta o dona lavoro ed in cambio riceve dalla comunità (risorse naturali) la sua parte di cibo sana e sicura, ed altri servizi. E’ la bioeconomia della decrescita che si alimenta anche di beni autoprodotti e quindi fuori misura dal Prodotto Interno Lordo (PIL), questi beni autoprodotti, migliori e più sicuri, non fanno crescere lo stupido indicatore della crescita, cioè il PIL, ma fanno aumentare la qualità della vita ed a noi umani interessa solo questo. Invece il PIL interessa solo a banchieri e partiti.

I cittadini hanno il diritto di scegliere come vivere e quindi di come gestire le proprie risorse. Per iniziare a vivere da essere umani è sufficiente misurare queste risorse di tipo naturale ed umano. I cittadini si impegnano a mettere a disposizione le proprie conoscenze e competenze a servizio del bene comune, e cominciano a produrre beni e non più merci legate ad un profitto monetario. Non esiste più un profitto di soldi, ma un benessere sociale figlio della conoscenza e delle competenze di una comunità. Esistono già molti esempi nel mondo di comunità che stanno passando dalla truffa dell’economia monetaria a quella delle risorse, si chiamano Transition Town, eco villaggi, comunità della decrescita. moneta-liberaAnche in Italia qualcuno sta iniziando ad usare monete complementari (in Germania esiste il Regio) mentre alcune comunità hanno aderito all’arcipelago Scec. Non essendo più schiavi dell’euro della BCE, i cittadini possono avere maggior tempo per vivere e liberare risorse a sviluppare la creatività per affrontare i temi del proprio territorio, manutenzione ordinaria, pianificazione partecipata attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa, colture biologiche, orti urbani, riuso delle materie prime seconde (volgarmente chiamati rifiuti), uso di tecnologie migliori (energie rinnovabili), biblioteche di quartiere, incontri, sviluppo mentale, affetti, più tempo libero e, mobilità sostenibile con motori magnetici.

Un’azione politica concreta che può essere messa in atto è quella usare moneta pubblica (no euro) nella filiera agricola. Facciamo due calcoli approssimativi: l’italiano medio riceve uno stipendio 1300 euro. Mentre una famiglia di 4 persone spende mediamente 800 euro per nutrirsi. E’ necessario convertire ed impiegare questi 800 euro  con una moneta complementare e soddisfare le risorse prime degli agricoltori tagliando fuori la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) sostenitrice del sistema monetario. In questo modo, in un periodo di transizione da moneta privata a pubblica, l’italiano medio avrebbe in tasca 1300 moneta debito + 800 di moneta pubblica. Chiunque può intuire che in questo modo si crea un “mercato chiuso” che sostiene l’economia locale per mezzo di una moneta pubblica da spendere a base provinciale, o regionale dove i cittadini aderenti danno fiducia e valore a questo nuovo mezzo di scambio proporzionato ai beni e servizi prodotti.  Questo è un modo ‘dal basso’ di prendere iniziative coerenti alla nostra Costituzione E ‘ sufficiente la deliberazione dei Consigli e le Giunte degli Enti Territoriali per applicare la Costituzione (art. 47): La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. senza attendere che i degenerati, rappresentanti eletti, ‘dall’alto’ facciano quello che devono fare. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Successivamente con la nascita e la consapevolezza collettiva, della maggioranza, circa la truffa BCE a danno dei popoli si potrà passare  all’economia reale delle risorse. Nel passaggio, l’euro potrebbe rimanere a tempo determinato solo per l’acquisto di quelle poche materie prime non presenti in Italia e provenienti dall’estero, in attesa di una consapevolezza delle altre comunità. In fine, ricordiamoci che oggi esiste un metodo per misurare l’impiego delle risorse, è l’analisi del ciclo vita delle merci prodotte, che misura anche gli impatti sanitari ed ambientali.

2 pensieri riguardo “Un’altra Salerno: umana!”

  1. Caro Peppe,
    avrei una domanda a cui spero tu potrai rispondermi.
    Supponiamo di introdurre una moneta complementare e di dare 800 euro di questa moneta ai cittadini e di volerla usare solo per la filiera agricola.

    La domanda e’: se l’agricoltore riceve pagamenti solo nella moneta complementare, come fa lui a campare? Come fa a comprare il trattore? Come fa a comprare gli strumenti del mestiere? Immagino che queste cose le debba pagare con la moneta BCE e non con quella pubblica.

    Ok, potremmo ipotizzare che lui possa ad esempio pagare la manodopera con la moneta complementare guadagnata dalle vendite.
    Ora, se la manodopera ricevesse solo soldi in moneta complementare come si potrebbe esso stesso comprare le altre cose che gli servono, come una casa?

    Forse ho semplificato troppo, ma credo che non si possa pensare di introdurre una moneta complementare solo per un settore perche’ gli altri settori sarebbero discriminati.

    Grazie

  2. Ciao chicco80,

    ti ringrazio per lo stimolo e per la tua valutazione. Nel tuo commento c’è già la risposta alla domanda. Il valore di un pezzo di carta lo diamo noi cittadini quando lo accettiamo. E lo stesso acquista maggior valore quando tutti lo accettano. Per cui, in applicazione della nostra Costituzione art. 1 e 47, possiamo sia contestare gli art. del Trattato di Maastricht che violano la sovranità monetaria e sia iniziare a stampare ‘carta moneta’ pubblica (Sindaci, Presidenti e Consigli degli Enti Territoriali possono farlo) di proprietà del portatore, ed in questo si azzerano i debiti degli Enti. E’ ovvio che bisogna operare in equilibrio ed è ancor più ovvio che le Regioni e lo Stato possono pagare i propri stipendi con ‘carta moneta’ pubblica. Oggi manca sia la corretta informazione che la volontà politica dei partiti corrotti dal sistema monetario della BCE. Per cui noi cittadini, come singoli non possiamo fare nulla, ma come comunità consapevoli possiamo fare tutto, poiché sovrani. Usare la rete, come stiamo facendo, per scambiarci opinioni, idee, suggerimenti è il primo passo per la consapevolezza. La domanda che mi pongo, perché i docenti di economia non spiegano queste cose ai loro allievi? Perché dobbiamo essere noi (io non studio economia, non so tu) a curiosare fra i libri di economia politica per leggere la truffa del sistema bancario a riserva frazionaria (creazione della moneta dal nulla)? Passare dall’euro privato ad una moneta pubblica è una scelta moralmente e legalmente giusta, ma deve essere deliberata e studiata in maniera consapevole da un vasto consenso di ‘addetti ai lavori’, dipendenti eletti, cittadini, e settore produttivo.
    Nello specifico se si usa un solo indotto, settore agricolo, comunque è necessario valutare le relazioni sociali di quell’indotto. Ad esempio, negli USA, per mezzo della crisi, è sorta un’associazione “barter dollar” che applica il baratto. La riparazione di un auto può essere scambiata con dei prodotti della terra. Inoltre esiste la banca del tempo, un progetto (prestazione intellettuale) può essere scambiato col cibo. Ci sono associazioni che si prestano soldi senza le banche, poiché, ad esempio, 50 persone garantiscono per una persona. Ci sono tanti esempi in giro, credo sia arrivato il momento di conoscerli e condividerli, anche per affinarli.

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