Politici e banche: governare ricattando.


Il video racconta la creazione di monete complementari libere dal debito e dall’interesse. Cittadini liberi dal ricatto delle banche private e centrali.

Il ricatto è la chiave che mette in moto il consenso di politici, banchieri ed imprenditori. Ma questa non è una novità per chi segue la politica. Lo disse chiaramente Enrico Berlinguer nel suo famoso discorso sulla questione morale, che oggi tutti vogliono cancellare.

[…] molti italiani, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più.

E ne sono consapevoli milioni di lavoratori e sindacalisti che hanno carriera politici vendendo i propri consociati agli industriali. Ma prima ancora c’è da dire questa è la maniera più primitiva ed infantile per vivere a questo mondo.

Ed ecco che la psicologia del ricatto risuona nei media: Lavoro, allarme Onu sul 2009: 50 milioni di posti a rischio. Titola il giornale degli industriali, ilsole24ore. Dai 18 ai 30 milioni di disoccupati in più, nella migliore delle ipotesi. E, se la situazione deteriorasse ulteriormente, fino a 50 milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere il posto a causa della crisi.

Il lavoro nobilita l’uomo ci hanno inculcato, vero? Oppure, c’è chi vive per lavorare e/o chi lavora per vivere. Jeremy Rifkin, economista ci ha scritto persino un libro dal titolo eloquente: la fine del lavoro. Rifkin è stato anche consigliere personale, sulle questioni energetiche, di Romano Prodi, quando era Presidente della Commissione europea. Ma sembra che a Prodi, uomo della Goldma Sachs, siano poco interessanti i temi ecologici, visto che sostiene la politica della crescita dello stupido PIL, “ignorando” la sovranità monetaria e la giustizia sociale (diritti fondamentali dei popoli).

Invece, una società priva della logica monetarista (uso della moneta, uso del PIL come indicatore di ricchezza) è libera da ogni ricatto, una società non monetarista non può che essere quella basata sulle risorse per realizzare i bisogni dei cittadini: alimentarsi in maniera sana e sicura, vestirsi, spostarsi, cultura, ed avere relazioni sociali proficue. Finora ci hanno sempre raccontato la favola della ridistribuzione delle risorse, ma queste erano sempre concepite in termini di soldi. Bisogna uscire dalla prigione mentale soldi/PIL ed entrare nel mondo reale delle risorse naturali e della conoscenza. Il mondo non ha bisogno di soldi, ma di condividere la conoscenza. I cittadini non hanno bisogno di delegare le proprie scelte ad altri, noi abbiamo bisogno di relazioni personali che ci consentano di condividere idee e progetti per concretizzarli. I soldi ed il PIL sono l’ostacolo alla realizzazione delle idee, poiché la moneta è di proprietà privata e questa viene usata per l’élite, per menti addomesticate e per inventare ricchi e poveri. Abbiamo le tecnologie necessarie per lavorare poche ore al giorno e vivere nelle rimanenti ricevendo in cambio dalla comunità tutti i beni che ci necessitano, senza misurare la ricchezza con una moneta debito di proprietà privata e con lo stupido PIL saremo liberi di sviluppare le reali capacità umane.

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