Governo etico del territorio


Se ci fosse il mandato vincolato, questo andrebbe revocato al Sindaco ed a tutti i consiglieri comunali che hanno approvato il Piano Urbanistico Comunale figlio della speculazione edilizia. «Affari e speculazione attireranno la malavita»; «il più grosso attentato perpetrato nei confronti di una città e dei suoi abitanti». Va giù duro il presidente degli architetti salernitani Pasquale Caprio che definisce «fuorilegge» il piano urbanistico comunale approvato ieri a palazzo Guerra. «Uno strumento importante solo per la classe padrona – sottolinea – ignobile per le situazioni equivoche che verrebbe a creare», parole che si leggevano sul Mattino dell’11 novembre 2006.

Da sempre la politica locale dei Comuni adotta piani regolatori per la crescita urbana. La scelta di questa strategia nel corso dei decenni era giustificata dalla domanda, crescente e fondata, di civili abitazioni e servizi locali proporzionata alla popolazione residente in aumento. consapevole_19_72x105Oggi, nella maggior parte dei casi, i Sindaci consapevoli ed, i Consigli Comunali, a volte ignari, approvano piani per gli interessi esclusivi di far cassa, per distribuire favori agli amici costruttori e proprietari terrieri senza tener conto, minimamente, dei principi etici costituzionali e, ben che meno dei bisogni reali dei cittadini. Nella maggior parte dei casi, i piani urbanistici sono degenerati in accordi fra pochi, nati, gestiti e concepiti per rubare a norma di legge. L’urbanistica è divenuta una materia preferita dalle associazioni per delinquere, di solito composte così: un politico eletto, un banchiere, un avvocato, un commercialista ed un docente universitario. Il cancro della speculazione edilizia raccontato da sempre nelle accademie di architettura è consuetudine delle deliberazioni politiche. Poiché in materia urbanistica il potere decisionale è concentrato nelle mani del Consiglio, solitamente è la maggioranza eletta sotto l’ombrello del Sindaco, i piani speculativi per la crescita urbana sono strumento di ricatto e di consenso politico della parte ricca e facoltosa delle città. la pubblica amministrazioneLa speculazione edilizia è sempre l’espressione di un interesse particolare, tenuto ben nascosto nelle campagne elettorali, e messo in opera durante il mandato elettorale. Purtroppo l’indottrinamento e le tecniche urbanistiche studiate e proposte nelle università, nei corsi di progettazione urbana, sembrano essere, sempre più, strumenti a servizio di potenti corporations SpA ignorando l’etica e violando i principi costituzionali. Tanto per esser chiari non si insegna il governo etico del territorio, anzi la parole etica e sempre meno usata e pronunciata dai docenti universitari, a volte mischiati in conflitti di interessi ed assegnatari di temi urbani utili al proprio studio privato e non alla formazione professionale degli studenti. Nonostante tutto, esiste un modo etico per governare il territorio, e cioè applicare la vera democrazia nel processo deliberativo. Nei comuni dove si applica il vero bilancio partecipativo, i tecnici del comune ascoltano i cittadini in merito alla domanda di opere e servizi. Ad esempio nel Comune di Grottammare (AP) la vecchia pratica politica non riusciva da ben 25 anni ad approvare un nuovo piano regolatore necessario allo sviluppo dell’economia cittadina. Ma da quando Grottammare adotta il vero bilancio partecipativo si è riusciti ad approvare il nuovo piano senza prevedere una crescita urbana. In due anni, 15mila abitanti, hanno approvato il nuovo Piano Regolatore Generale. Pierpaolo Fanesi, (seminario internazionale sulle esperienze di bilancio partecipativo 4/5 aprile 2008, Bergamo) racconta: […]La partecipazione è determinante per gli amministratori stessi[…]un primo ciclo assembleare, gli amministratori ascoltano i cittadini[…]come strumento di controllo[…]un ulteriore passeggio è il tavolo tecnico di quartiere[…]il secondo ciclo si chiama, decido anch’io[…]con un accordo di programma in pianificazione[…]grazie ad un percorso partecipativo fatto sul Piano Regolare abbiamo fatto un intervento di piano togliendo volumetrie[…]. L’esperienza di Grottammare insegna che quando i cittadini partecipano al processo decisionale i tempi non si allungano ed, in più, cosa forse più unica che rara, il piano non è basato sulla crescita e/o sull’aumento del consumo dei suoli. insegnamento di Porto AlegreIl metodo chiamato in Italia “pianificazione partecipata” è una pratica ben consolidata a Porto Alegre, che con successo elimina anche le favelas e pianifica servizi ad hoc per i cittadini in tempi certi (un anno solare) e garantisce la realizzazione delle opere tramite un continuo controllo dei cittadini stessi (nell’anno successivo all’approvazione delle priorità pervenute ‘dal basso’) ed un riforma delle procedure ben studiata nel corso degli anni proprio durante l’applicazione degli strumenti di democrazia diretta e partecipativa.

In generale, gli Enti Territoriali (Regione, Provincie e Comuni) sono competenti per l’urbanistica e possono adottare piani a riguardo. Il Comune delibera le scelte e la qualità del piano, mentre la Regione dice l’ultima parola verificandone la compatibilità e la congruità con la legge regionale urbanistica.

Purtroppo l’apatia politica dei cittadini italiani aiuta e sostiene gli speculatori. Un cambio culturale e di approccio alla vita della comunità può risvegliare l’interesse alla partecipazione politica. Gli italiani si lamentano spesso dei loro rappresentanti, ma fanno molto poco per cambiare le cose, e questa mentalità si ripiega anche nelle scelte dei Piani Regolatori Generali dei Comuni, evitando di controllare l’operato dei rappresentanti eletti prima dell’adozione di un piano. A volte, vi sono osservazioni da parte di singoli cittadini prima della deliberazione del piano stesso, ma se queste ‘non piacciano ai rappresentati eletti’, le stesse cadono nel nulla e nessuno si interessa del merito delle osservazioni fatte. In Italia, diversamente dal bilancio partecipativo di Porto Alegre, le opinioni dei cittadini sovrani non vengono recepite dai dipendenti eletti, poiché corrotti, ed è la procedura amministrativa che consente questo. Vi è una sostanziale differenza fra essere ascoltati, consultati ed essere partecipi del processo decisionale. il_territorio_degli_abitantiIl bilancio partecipativo deliberativo deve essere parte integrante degli Statuti comunali e delle procedure amministrative ed il regolamento deve essere redatto da liberi cittadini e non da rappresentanti o esponenti di partiti. Il potere dei cittadini a Porto Algere è reale e tangibile poiché essi l’hanno voluto fortemente influenzando concretamente la linea politica dei movimenti civici e dei partiti stessi.

In Italia, il continuo disinteresse dei cittadini ha lasciato campo aperto alle associazioni per delinquere che hanno distrutto paesaggi interi depredando importanti risorse naturali e causando la morte di molti ecosistemi recando danni biologici anche all’uomo. In molte città, da Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli e Palermo, la qualità urbana ed architettonica dell’ambiente costruito è pessima. Le persone vivono in quartieri ed ambienti malsani e degradati da ogni punto di vista: sanitario, ambientale ed architettonico. Si costruisce ancora con materiali tossici ed, ignorando gli elementari principi fisici del risparmio energetico mentre si vive in contesti urbani privi dei servizi essenziali (standard urbanistici). Da sempre esperti del settore denunciano la radice del problema e, cioè insita nel governo del territorio e nel potere in mano ai rappresentati eletti (oligarchia), e da sempre i politici si sono servi di tecnici corrotti per progettare città aberranti, i non luoghi. Costruire edifici produce ricchezza economica, poiché la ricchezza si misura anche con beni immobili, questo è il problema. I suoli hanno maggior valore quando sono destinati a civili abitazioni. Paradossalmente, se si stabilisse che i suoli per l’agricoltura avrebbero maggiore valore dei suoli per civili abitazioni, tutti diverrebbero dei contadini. Eppure la reale ricchezza proviene proprio dalla terra coltivata. La reale ricchezza è nella conoscenza e nelle risorse e non nelle stime immobiliare, soprattutto poi quando queste stime (valori) vengono fatte da tecnici di potenti lobby (banche o gruppi immobiliari) che controllano il mercato della casa per massimizzare profitti e non per vendere case ecologiche e di qualità energetica. A chi massimizza i profitti non interessa il benessere e la qualità della vita. In sistema socio-politico che misura la ricchezza con l’attuale sistema monetario non è possibile vivere in sicurezza, i concetti dell’ecoefficienza ed uso razionale dell’energia sono antitetici alla politica della crescita e dei consumi. Per cui, per vivere meglio bisogna mutare l’attuale sistema di valori. Una corporation SpA non può essere etica. Etica ed ecologia si coniugano insieme poiché misurano valori umani. Il prodotto interno lordo (PIL) misura la produzione di merci e servizi immateriali prodotti con i soldi, il sistema economico mondiale misura i PIL delle nazioni e presta danaro privato creato dal nulla, non entra nel merito della qualità di vita, anzi la ignora e la distrugge volutamente.

Ridare gli spazi ai leggettimi proprietari: i cittadini, in maniera etica, applicando il governo del popolo ed usando il buon senso umano.

Nell’immaginario collettivo spesso si tende a credere che gli errori della politica e dei rappresentanti eletti siano dovuti ad incompetenze, errori dovuti all’ignoranza, errori umani. Ma la mia breve esperienza, conoscenza e competenza per gli studi ed i lavori svolti in qualche studio professionale come semplice disegnatore esecutore, mi ha fatto comprendere che ai massimi livelli istituzionali (Sindaci e Presidenti) non ci sono incompetenze, nella maggior parte dei casi, ma una chiara volontà a curare gli interessi particolari di qualcuno; in sostanza, a mio avviso, gli errori vengono fatti in mala fede. Spesso sento persone che giustificano gli errori di Ministri, Governi e di altri poiché credono che il rimedio sia votare qualcuno più bravo. Anch’io ho creduto per anni a questa favola. Niente di più sbagliato. I rappresentanti eletti delinquono, se lo vogliono, perché hanno i mezzi per farlo ma soprattutto perché i cittadini glielo consentono di fare, è necessario rimuovere ogni tipo di fiducia verso i partiti e le banche, ed è fondamentale fare politica in prima persona,  controllare i nostri dipendenti eletti e dire sempre la propria opinione applicando i principi costituzionali.

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