Tutela del diritto alla vita


I cittadini, se vogliono essere trattati da tali in questa società cinica ed egoista, devono controllare l’operato dei dipendenti pubblici eletti e non, per giudicarlo. I cittadini devono valutare fatti e comportamenti oggettivi, fermi nella consapevolezza che il potere supremo risiede solo nel popolo sovrano. Fra i diritti fondamentali dell’uomo c’è quello più importante di tutti: il diritto alla vita. Bisogna riconoscere che tale diritto viene violato sia in caso di guerra che in caso di gravi omissioni e nell’uso di sostanze chimiche inquinanti e dannose per la salute umana. La nostra Costituzione tutela il diritto alla vita, ma il comportamento di politici irresponsabili e di attività imprenditoriali non rispettose delle norme è paragonabile agli effetti di una guerra o di una serie di omicidi, anzi tale atteggiamento è ancor più grave, in un tempo di pace, poiché si compie in maniera subdola venendo meno al rispetto di quelle regole civiche fondamentali per garantire i diritti di tutti. diritto all'ambienteQuale differenza c’è fra un individuo che uccide sparando ed uno che consapevolmente sparge veleni inducendo l’insorgenza di neoplasie, tumori e cancro? E come bisogna giudicare il padre che non allunga la mano al figlio che sta precipitando nel precipizio? Ecco gli esempi calzanti di Luigi Pisano, a.d. delle fonderie Pisano, e Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno. L’esempio del padre calza anche per altre istituzioni che dovevano controllare la condannata azienda Pisano e non l’hanno fatto, e cioè Asl/SA2 ed Arpac. Solo dopo anni di denunce, forse iniziate nel 2003, la Procura della Repubblica di Salerno ha svolto indagini e ne sta svolgendo altre. La qualità della sentenza del marzo 2007 lascia molto perplessi, poiché si è limitata al mero accertamento dei reati ambientali riscontrati dai vigili urbani, non si capisce perché il pm Angelo Frattini non abbia approfondito i reati riscontrati avvalendosi di competenze specifiche nel settore ambientale e non abbia svolto indagini per riscontrare gli eventuali danni biologici. Comparando l’operato di Frattini con altri suoi colleghi, vedasi Felice Casson nel caso Enel Porto Tolle, il cittadino può comprendere la qualità del lavoro svolto dalla Procura di Salerno. Casson, innanzitutto sollecitato dai cittadini, si preoccupò di ricercare specialisti nel settore ambientale e sanitario per cercare prove concrete sui danni ipotizzati e verificare l’esistenza di una relazione di causa-effetto fra l’attività inquinante della centrale Enel e l’ambiente circostante, se vi riuscì è grazie alla volontà sua, dei cittadini e soprattutto alle competenze dei periti. E’ sufficiente recarsi in zona via dei Greci, sempre a Salerno, e parlare con le famiglie residenti per scoprire il segreto di pulcinella. Ed anche zona via S.Giovanni, sempre nei pressi della zona delle fonderie, ci sono famiglie che dichiarano di aver perso molti familiari per cancro. girone-polveriLa domanda sorge spontanea, esiste una relazione di causa-effetto fra le fonderie Pisano e la morte di queste persone? Domanda legittima a cui solo la scienza può rispondere, ed allora perché i medici di base, l’Asl/SA2 ed il Sindaco, consapevoli dell’esistenza di tale attività industriale, presente sin dal 1961, non hanno monitorato adeguatamente l’area? Ad oggi, nel gennaio 2009 non esiste ancora un’indagine epidemiologica e tossicologica adeguata e circoscritta ai luoghi inquinati. Non risulta che la popolazione residente sia stata invitata a compiere analisi del sangue specifiche per ricercare la presenza di diossina e metalli pesanti. Detto questo i cittadini abbandonati a loro stessi possono in qualsiasi momento compiere analisi a loro spese, o recandosi comunque presso gli uffici pubblici dell’Asl/SA2 e chiedere analisi specifiche. I risultati biologia-credenze-2007delle stesse se fossero positivi possono essere una prima base scientifica per richiedere il risarcimento degli eventuali danni biologici, in sede civile, derivanti dalle malattie indotte dall’inquinamento. Se nel mese di luglio, entrerà in vigore l’azione collettiva (class action), i cittadini danneggiati possono creare un gruppo e chiedere collettivamente in un’unica azione legale un risarcimento dei danni molto più consistente. L’attuale class action, introdotta nella finanziaria 2008, non è una vera azione collettiva efficace come quella presente negli USA, ma consente comunque di creare una classe rivolgendosi ad un solo avvocato, così da potere dividere le spese legali e risparmiare. In generale, un gruppo di cittadini è molto più forte ed efficace e, con un contratto fra le parti, cittadini ed avvocati, è possibile stabilire un’efficace “strategia a scalini” per raggiungere l’obiettivo finale: quantificare economicamente il danno biologico e morale. Vista l’irresponsabilità e l’inefficienza diffusa nelle pubbliche istituzioni, i cittadini devono comprendere che solo facendo gruppo possono riuscire ad ottenere qualche risultato concreto al di là delle chiacchiere vergognose dei politici, bisogna togliere ogni tipo di fiducia ai dipendenti pubblici e, spostarla esclusivamente in noi stessi. Già il 7 settembre 2007 il CAAL tracciò una strada ragionevole da seguire. La società civile ha grandi competenze e per esprimerle al meglio bisogna dotarsi di una buona organizzazione di gruppo; dialogo e confronto fra cittadini sono le condizioni essenziali per iniziare. Inoltre, dal punto di vista giuridico i cittadini che ritengono di dover essere risarciti hanno il diritto di costituirsi parte civile nei procedimenti penali in corso, sia come singoli cittadini che come comitati o associazioni, le due indagini sono condotte dai pubblici ministeri Frattini e Lo Mastro. La parte civile nei processi penali svolge un ruolo importante, infatti può attingere e suggerire informazioni utili alle indagini. I cittadini in questo modo possono controllare direttamente lo svolgimento della vicenda e possono rendersi conto meglio se ci sia reale volontà e competenza adeguata in materia di diritto ambientale, anche da parte della Procura della Repubblica.

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