Introdurre l’etica nella politica


L’assenza di etica e morale nelle regole scritte e l’apatia politica dei cittadini aiutano banchieri e rappresentanti eletti ad usurpare i diritti di tutti.

Una presa di coscienza, di conoscenza e di consapevolezza possono aiutare il popolo nel riappropriarsi della vera democrazia. futuro della democraziaLo scambio di corrette informazioni e, comparare le buone pratiche sparse nel mondo possono far creare una ”nuova” conoscenza della democrazia e risvegliare le coscienze addormentate chiuse nell’egoismo e nel cinismo di una società manipolata e programmata. Se i cittadini lo volessero realmente, l’ingiustizia sociale può diventare un problema marginale e fuori delle mani del potere invisibile. Partendo dagli Enti Territoriali (Regione, Provincia, Comune) è necessario sapere che esiste un “nuovo” modello di gestione del territorio, un modello etico. Con un approccio olistico (multidisciplinare) per avere una migliore valutazione e scelta strategica, è possibile raccogliere informazioni sui modelli amministrativi esistenti nel mondo ed unirli in un modello concreto e praticabile per cambiare l’attuale gestione malavitosa della cosa pubblica. Il risultato di questa ricerca ci consente di applicare meglio principi costituzionali: sovranità ed uguaglianza. Ad esempio, i Comuni pianificano il territorio ed affidano servizi pubblici locali. Oggi queste funzioni sono asservite agli interessi di pochi speculatori per usurpare i diritti di tutti. Dunque, i partiti organizzano comitati di affari per spartirsi i proventi derivati dagli illeciti, mentre i cittadini, detentori del potere supremo, invece di allontanarsi dalla politica attiva, lasciano banche e partiti indisturbati, ed anzi dovrebbero organizzarsi e competere alle gare elettorali per introdurre strumenti di democrazia diretta e partecipativa volti a praticare il semplice principio di sovranità. Comparando i modelli esistenti in altri Paesi con i nostri (iniziativa popolare, referendum propositivo/facoltativo/abrogativo, bilancio partecipavo deliberativo), i cittadini possono accorgersi come in realtà la democrazia in Italia non esiste. Il potere invisibile nel corso degli anni ha trasformato la democrazia rappresentativa figlia delle banche private (accordi di Bretton Woods, violazione della sovranità monetaria) in una sviluppata oligarchia a sostegno delle società amiche banchieri. Per rendersene conto è molto semplice, in quanti Paesi è consentito ad un Consigliere di una società SpA quotata in borsa di sedere anche in altre SpA quotate e di avere concessioni governative per gestire pubblici servizi? In sostanza è in Italia non esiste ne il capitalismo e ne il comunismo ma una vera dittatura di banchieri e corporations SpA. corporationL’Italia è un paradiso per le corporations SpA ed esse possono uccidere e truffare, ai loro dirigenti non accadrà nulla. Infatti il Governo, di “sinistra” (R. Prodi-Goldman Sachs) prima e di “destra” (S. Berlusconi-P2) poi, ha subito impedito l’introduzione della vera class action (potente strumento giuridico nato per togliere soldi alle corporations per darlo ai cittadini danneggiati) approvando un emendamento inefficace e non ancora entrato in vigore. Come tutti noi sappiamo, democrazia significa governo del popolo ed è rappresentativa quando un gruppo eletto (dipendenti) amministra in nome del sovrano. Ma quando il popolo non ha strumenti di controllo e di revoca (democrazia diretta), il suo reale potere viene svilito ed i dipendenti eletti passano sotto il controllo dei corruttori: i banchieri. La nostra carta Costituzionale figlia della storia è un compromesso che oggi non sta più in piedi (accordi di Bretton Woods). I potenti vorrebbero eliminare anche quei principi democratici scritti nella prima parte (primi dodici articoli) per continuare a cedere altri pezzi di sovranità ad un governo estraneo ai popoli (l’Unione Europea) verso una dittatura meno celata e più esplicita, più operativa. Gli Enti Territoriali sono vere “monarchie parlamentari” dove Sindaci e Presidenti possono nominare, senza merito, loro amici per gestire i servizi pubblici locali in regime di monopolio. Questa palese usurpazione è scritta negli Statuti degli Enti, figlia di un accordo politico degli anni ‘90 che consente alle persone giuridiche, corporations SpA, di rubare a norma di legge e di calpestare i principi Costituzionali. I banchieri ci hanno messo molti anni per rubare la sovranità monetaria al popolo italiano e ci sono riusciti formalmente solo in questi anni (Trattato di Maastricth (1992) e nuovo Statuto della Banca d’Italia). Oggi, attraverso le società ex-municipalizzate sono riusciti a rubare anche diritti inalienabili come l’acqua, fonte di vita. Il potere invisibile con la menzogna, divulgata dai media e sui banchi di scuola, neuro-schiavi-macroha raccontato a tutti che far gestire la cosa pubblica ai privati sarebbe stato più efficiente, era ovvio sin dal principio che questo inganno serviva ai banchieri per aumentare i loro profitti e regalare maggiore potere ai soliti amici. Una corretta risposta ad un’amministrazione inefficiente può essere quella di applicare principi già esistenti: trasparenza, partecipazione democrazia e meritocrazia. Per cui, per applicare tali principi bisogna andare nella direzione opposta oggi praticata ed introdurre vera democrazia anche con società ad azionariato diffuso (public company) dove i cittadini e gli Enti pubblici siano i gestori dei servizi pubblici locali e non più gli amici del Sindaco. Il Presidente ed il Consiglio d’Amministrazione della public company viene eletto su base meritocratica dai soci. I cittadini devono avere la maggioranza delle azioni (ad esempio il 70%) e possono avere al massimo una quota, deve valere il principio un cittadino, una quota, un voto. Ad esempio: l’utente, famiglia, che paga la bolletta dell’acqua, elettricità, rifiuti può essere un socio della società gestrice. Oggi l’interesse della SpA figlia dell’usurpazione ha l’interesse di massimizzare i profitti per “regalarli” agli amici di pochi, al contrario l’utente famiglia ha l’interesse primario di bere acqua realmente pulita, di risparmiare sul consumo elettrico e dei rifiuti, inquinando meno il proprio territorio. Inoltre, i proventi della pubblic company dei cittadini devono essere re-investiti nel territorio locale o meglio nel territorio dove i proventi vengono ricavati. Questo tipo di modello è sorto ed esiste negli USA, ma non solo, e consente una più equa ridistribuzione della ricchezza aiutando l’economia locale e responsabilizzando i cittadini ad essere più attivi e consapevoli verso la  propria comunità. democrazia-direttaInoltre copiando i modelli democratici diretti presenti in Svizzera, in Brasile, ed in 23 Stati degli USA i cittadini possono scegliere amministratori più responsabili e decidere direttamente come gestire il proprio territorio (Regione, Provincia, Comune). Uno o più Presidenti e/o Sindaci eletti potrebbero introdurre una moneta complementare (applicando semplicemente l’art. 47 della Costituzione), consentendo alla Repubblica di controllare l’emissione di una moneta di proprietà popolare in questo modo da sostenere un “mercato chiuso” (filiera corta) ed evitando di far aumentare il debito pubblico delle Ente locale che chiede in prestito moneta debito privata e facendo diminuire le tasse dei cittadini. Nonostante il Governo (destra o sinistra non cambia) sia al servizio dei banchieri ed ignori volutamente l’applicazione della nostra Costituzione, i cittadini consapevoli possono eleggere soggetti politici non corrotti usando metodi trasparenti come le primarie vere (diritto di autocandidatura e mandato vincolato) per scegliere i propri dipendi che portino avanti valori etici e morali, e valori ecologici figli di una visione politica umana della vita e non più materialista e consumistica come quella propinata da “destra e sinistra” attraverso l’insensato paradigma della crescita per la crescita figlio dello stupido Prodotto Interno Lordo (PIL). La vera svolta politica della nostra società non è nel teatro esistente ma nei metodi concreti adottati dai soggetti che concorrono alla gestione della pubblica amministrazione. La maggioranza degli italiani oggi non riesce a scegliere perché non può scegliere. Ma gli italiani stessi, sono comunque responsabili poiché continuano a delegare ad altri scelte che potrebbe fare direttamente, semplicemente, copiando i modelli adottati altrove (Brasile, USA, Svizzera, ma oggi presenti anche in Spagna e Germania). Così com’è vero che la classe dirigente italiana è corrotta, dovremmo ammettere che è anche vero che siamo noi, che glielo consentiamo di fare. Cosa facciamo noi, come singoli e come comunità, per cambiare le cose? Nella letteratura politica è possibile leggere che ogni cambiamento, piccolo o grande, è partito sempre ‘dal basso’. In Brasile, prima del 1989 furono i movimenti cittadini a proporre l’introduzione del bilancio partecipativo. In Svizzera sin dal 1860 sono stati sempre i cittadini a voler decidere direttamente, così come negli USA dove le pratiche assembleari popolari sono una tradizione di circa 300 anni. La crisi che viviamo è innanzitutto di coscienze. E’ necessario cambiare il nostro atteggiamento verso la cosa pubblica, è necessario riprendersi ciò che ci è stato rubato anche con il nostro consenso: la dignità umana di vivere un presente sereno in armonia con la Terra. Concludendo i cittadini possono organizzare i propri voti intorno ad un progetto politico concreto: cambiare le regole (Statuti) introducendo l’etica per mezzo di strumenti e modelli sociali quali la vera democrazia pratica con, primarie vere per scegliere i candidati e l’inizia legislativa popolare (iniziativa, referendum, bilancio partecipativo deliberativo) e modelli societari gestionali popolari come le società ad azionariato diffuso che possono essere anche delle ESCO (Energy Saving COmpany) che traggono profitti dal risparmio energetico e non più dai consumi come le attuali corporations SpA locali concessionarie di contratti pubblici. per un futuro equoUna banca del popolo che stampa moneta di proprietà popolare può essere il soggetto finanziatore di una ESCO dei cittadini per ristrutturare l’intero patrimonio edilizio esistente. L’ESCO, calcolando il reale fabbisogno energetico riduce la domanda di energia eliminando gli sprechi e rende indipendenti i cittadini dall’uso di fonti energetiche fossili usando quelle rinnovabili (sole, vento, geotermia). La banale applicazione di tale pratica politica apre una nuova opportunità lavorativa, di qualità ed etica. E’ evidente che tale pratica è antitetica all’attuale modello di sviluppo di banchieri e partiti politici. Cambiamo i nostri modelli culturali e studiamo la decrescita felice, cambiamo modelli governativi, cambiamo i rappresentati politici, facciamo tutto questo ed avremo un presente più umano, riscoprendo i reali bisogni ed i valori, nel farlo costruiremo un futuro più tranquillo per le future generazioni che dovranno comunque continuare a correggere gli orrori degli attuali politici.

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