Le vere prigioni: gabbie mentali.


Perché non scoppia una rivoluzione in Italia, e chi lo sa? Le ragioni sono tante e molteplici. Ma forse gli indizi principali vanno ricercati nelle nostra mente collettiva, nel cinismo, nella disinformazione, nell’ignoranza? Innanzitutto, credo che la vera rivoluzione debba essere culturale e di mentalità e, poi forse, le persone ancora non percepiscano lo stato di bisogno. Esiste una crisi economica figlia di quella finanziaria, figlia dell’usurpazione monetaria, ma se i cittadini non trovano pace e serenità per guardarsi dentro non nascerà nulla di buono dalla crisi odierna. Forse, prima di tutto è una crisi delle coscienze in un mondo competitivo ed aggressivo, in un mondo dove lo stato di diritto è rimasto scritto sul pezzo di carta costituzionale, assente nella vita quotidiana. La paura di guardarsi dentro forse è quella di scoprire che seguiamo ordini calati dall’alto, forse la paura è troppo grande, ma bisogna iniziare da noi stessi per liberarci di ogni tipo di condizionamento indotto dal potere.

L’assenza consapevolezza di chi siamo veramente e l’assenza di strumenti di democrazia diretta consente al potere di pochi di programmare la mente e le scelte per le corporations SpA amiche. Le “persone robot” (programmate e manipolate) non hanno i mezzi per valutare l’attuale sistema e giungere ad un risveglio della propria coscienza. neuro-schiavi-macroBisogna svelare i trucchi del condizionamento mentale e sconnettere le “persone robot” che non riescono a comprendere la reale felicità, essi misurano la “felicità” con la loro capacità di spendere.

Credo che prima di tutto bisogna ripristinare un principio di legalità e di diritto alla liberà democratica visto che il sistema socio politico attuale misura la ricchezza col quantitativo di danaro presente in cassa, e non con i fagioli. Poi legherei l’emissione del credito alla ricchezza reale e non virtuale, dal nulla, come avviene oggi dalla BCE tramite il sistema a ‘riserva frazionaria’. Quindi ridefinire in ambito economico il concetto di ricchezza = qualità dell’ambiente, cibo, relazioni sociali, felicità. Ed in fine liberarsi della moneta, liberarsi dell’invenzione dell’economia. In natura non esiste l’economia.

In un periodo di transizione. Esempio: stampare moneta in maniera proporzionale ai servizi immateriali e merci prodotte. La ricchezza è un concetto relativo, lo scopo deve essere quello di ridistribuire risorse e beni a tutti, in quanto esseri umani. 1. Obiettivo: bonificare un’area inquinata, stampare moneta necessaria e ridistribuirla per soddisfare i bisogni umani. 2. Obiettivo raggiunto, a cosa ci serve la moneta? A nulla! Vivere secondo natura e produrre cibo e merci necessarie –> sviluppo sociale, culturale e relazionale (umano).

In sostanza quando i cittadini avranno raggiunto un livello di tutela ambientale atto a conservare la specie umana, la moneta può essere abolita, e produrre solo il necessario per alimentarsi, vestire, spostarsi, studiare attraverso lo scambio del dono. Ad esempio, per manutenere le tecnologie necessarie non serve la moneta, ma prestare il lavoro e ricevere in cambio dalla comunità beni e servizi necessari.

Ma la moneta, convenzione di scambio basata sulla fiducia, può essere abolita anche adesso. E’ necessario ripristinare la giustizia sociale fra i popoli, rendere illegale l’attuale processo di distruzione del pianeta governato da banchieri, corporations e politici inumani, e la continua usurpazione di diritti fondamentali negati anche nelle sedicenti democrazie occidentali.  Affinchè ci sia giustizia è moralmente doveroso condannare corruttori e corrotti dell’attuale sistema di controllo per i crimini compiuti e che stanno ancora compiendo. Attraverso un’analisi merceologica, come ad esempio l’analisi del ciclo vita, è possibile conoscere la provenienza delle materie prime e l’intero processo industriale della produzione delle merci anche in termini di impatto sanitario ed ambientale. vivere-la-decrescita-schillConoscendo la provenienza delle materie prime e la tecnologia impiegata per produrre merci è possibile ridistribuire la reale ricchezza, la moneta non serve a nulla, anzi è un mezzo interposto che distoglie l’attenzione dai reali bisogni umani ed ostacola lo sviluppo cognitivo.

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