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Archive for novembre 2008

Islanda, proteste contro le banche

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neuro-schiavi-macroUn sistema socio-politico che misura la ricchezza col quantitativo di danaro posseduto, chi ne detiene il controllo e la proprietà possiede tutto. In base a questo presupposto per cambiare è necessario cambiare il sistema di valori su ci poggia la società. Un sistema umano è necessariamente basato sui reali bisogni degli umani figli della natura. Di cosa siamo fatti? Perché abbiamo consentito a pochi di creare un sistema socio-politico basato su dei pezzi di carta creati dal nulla? Pochi in base alla carta stampata determinano la vita o la morte di comunità intere. Molti devono sudare, lavorare e morire lavorando per possedere pezzi di carta. Le attuali generazioni se non cambiano il sistema immaginandosi un presente ed un futuro diverso, se non comprendono che gli attuali potenti godono di privilegi solo grazie alla menzogna, dovranno “pagare” e subire l’oppressione del sistema attuale. Secondo quale criterio di merito le attuali generazioni (ventenni e trentenni) devono subire una crisi finanziaria ed economica creata da altri?

democrazia-cittadiniPoiché ogni cittadino è libero solo nella misura in cui sa di esserlo, credo sia doveroso praticare l’autoderminazione, studiare gli attuali modelli economici alternativi (baratto, banca del tempo, banca dei cittadini) a quelli speculativi finanziari basati sulla moneta debito di proprietà privata e migliorarli, perseguirli.

La moneta è solo un mezzo, è una convenzione basata sulla fiducia, non abbiamo bisogno di usarla, stamparla. Abbiamo bisogno di riconoscere che un essere umano dopo aver donato del tempo alla società, questa gli corrisponda beni e servizi necessari a vivere. Il sistema di scambio baratto, mi sembra quello più idoneo.
Se ci fosse un Ente pubblico, ad esempio una Regione, che cominci a deliberare e corrispondere tali servizi agli essere umani allora saremmo molto vicini alla vera modernità.

Economia, decrescita, vera democrazia sono temi della nostra società e vivere in armonia con la natura, di cui siamo figli, è soprattutto una visione culturale. Senza una corretta educazione civica difficilmente potremmo costruire un sistema socio-politico diverso da quello attuale, un “nuovo” sistema che riconosca valori come la giustizia sociale, l’equità, la ragionevolezza, la riduzione sostanziale degli sprechi. Cerchiamo di iniziare da noi stessi, cos’è la vera democrazia? Chi siamo? Di cosa abbiamo realmente bisogno?

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Si chiama “la nuova Provincia”, in copertina c’è scritto pubblicazione della Provincia di Parma alle famiglie, la ricevo ogni mese “gratuitamente” a casa, c’è scritto tariffa pagata “promoposta”. Il Presidente della Provincia si chiama Vincenzo Bernazzoli (PDmenoL) che insieme al Sindaco di Parma Pietro Vignali (PDpiùL) hanno fatto il tifo per ENIA SpA affinché passasse la deliberazione per costruire un inceneritore anche a Parma. I cittadini di Parma disinformati e manipolati ora dormono sogni tranquilli e credono che fare la raccolta differenziata e costruire un inceneritore non siano antitetici. In un certo senso è anche vero e vediamo il perché.

rifiuto-riduco-ricicloInnanzitutto, è necessario porsi una domanda le materie differenziate dai cittadini che pagano ancora una tassa impropria (TARSU) che fine fanno? Il 28 aprile 2007 scrissi […] in fine non va dimenticato che l’inceneritore ha bisogno continuamente di bruciare materia altrimenti la macchina termica nel “perdere energia lavora male“, e così per assicurasi l’energia necessaria la lobby degli inceneritori si è garantita un contratto con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) e con il COREPLA (Consorzio per il Recupero della Plastica). Abbiamo fatto questa domanda qui a Parma e la risposta è tragica, infatti è la stessa ARPA Emilia Romagna che fornisce informazioni, che a sua volta le prende dal CONAI (COnsorzio NAzionale Imballaggi), sulla percentuale di materiale differenziato che viene buttato negli inceneritori. Dalle tabelle a pag. 39 del file pdf si possono leggere i kilogrammi di materiale conferiti negli inceneritori gestiti da ENIA SpA ed HERA SpA

arpa_rifiuti_bruciati

In genere avere informazioni di questo tipo è molto difficile, posi la stessa domanda a Roberto Cavallo esperto di gestione rifiuti e mi disse che in genere nella migliore delle ipotesi il 45% delle materie differenziate va al riciclo. I dati devono fornirli le aziende che curano la filiera dalla raccolta allo smaltimento ed i Comuni devono controllare.
Insomma le persone vengono ingannate credono di aiutare l’ambiente e la salute pagando sempre una Tassa ed invece la percentuale di materia riciclata è poca. Si da persino una mano agli inceneritori poiché una buona raccolta differenziata fornisce ottimo materiale da bruciare.
E’ l’obiettivo finale quello che conta, si differenzia per riciclare e non per bruciare. L’esempio paradigmatico rimane il Consorzio Priula in Provincia di Treviso dove riciclano il 100% delle raccolte differenziate grazie al Centroriciclo di Vedelago.

Torniamo all’articolo menzognero de “la nuova Provincia”, testualmente: Nessun Paese al mondo si è posto l’obiettivo di portare a zero la percentuale di rifiuti da smaltire. Semplicemente perché è tecnicamente impossibile. La rivista ufficiale di un Ente pubblico che scrive queste cose è quantomeno immorale, se ci sono gli estremi per un denuncia forse andrebbe fatta. Non è accettabile pagare le tasse per vedersi recapitare simili menzogne.

Lista delle comunità (Stati, città) che hanno adottato la strategia Rifiuti Zero.

Risponde Alessio Ciacci, assessore del Comune di Capannori (LU), 45000 abitanti, primo comune italiano che aderisce alla strategia rifiuti zero già avviata in molti Paesi nel mondo.

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Perché non scoppia una rivoluzione in Italia, e chi lo sa? Le ragioni sono tante e molteplici. Ma forse gli indizi principali vanno ricercati nelle nostra mente collettiva, nel cinismo, nella disinformazione, nell’ignoranza? Innanzitutto, credo che la vera rivoluzione debba essere culturale e di mentalità e, poi forse, le persone ancora non percepiscano lo stato di bisogno. Esiste una crisi economica figlia di quella finanziaria, figlia dell’usurpazione monetaria, ma se i cittadini non trovano pace e serenità per guardarsi dentro non nascerà nulla di buono dalla crisi odierna. Forse, prima di tutto è una crisi delle coscienze in un mondo competitivo ed aggressivo, in un mondo dove lo stato di diritto è rimasto scritto sul pezzo di carta costituzionale, assente nella vita quotidiana. La paura di guardarsi dentro forse è quella di scoprire che seguiamo ordini calati dall’alto, forse la paura è troppo grande, ma bisogna iniziare da noi stessi per liberarci di ogni tipo di condizionamento indotto dal potere.

L’assenza consapevolezza di chi siamo veramente e l’assenza di strumenti di democrazia diretta consente al potere di pochi di programmare la mente e le scelte per le corporations SpA amiche. Le “persone robot” (programmate e manipolate) non hanno i mezzi per valutare l’attuale sistema e giungere ad un risveglio della propria coscienza. neuro-schiavi-macroBisogna svelare i trucchi del condizionamento mentale e sconnettere le “persone robot” che non riescono a comprendere la reale felicità, essi misurano la “felicità” con la loro capacità di spendere.

Credo che prima di tutto bisogna ripristinare un principio di legalità e di diritto alla liberà democratica visto che il sistema socio politico attuale misura la ricchezza col quantitativo di danaro presente in cassa, e non con i fagioli. Poi legherei l’emissione del credito alla ricchezza reale e non virtuale, dal nulla, come avviene oggi dalla BCE tramite il sistema a ‘riserva frazionaria’. Quindi ridefinire in ambito economico il concetto di ricchezza = qualità dell’ambiente, cibo, relazioni sociali, felicità. Ed in fine liberarsi della moneta, liberarsi dell’invenzione dell’economia. In natura non esiste l’economia.

In un periodo di transizione. Esempio: stampare moneta in maniera proporzionale ai servizi immateriali e merci prodotte. La ricchezza è un concetto relativo, lo scopo deve essere quello di ridistribuire risorse e beni a tutti, in quanto esseri umani. 1. Obiettivo: bonificare un’area inquinata, stampare moneta necessaria e ridistribuirla per soddisfare i bisogni umani. 2. Obiettivo raggiunto, a cosa ci serve la moneta? A nulla! Vivere secondo natura e produrre cibo e merci necessarie –> sviluppo sociale, culturale e relazionale (umano).

In sostanza quando i cittadini avranno raggiunto un livello di tutela ambientale atto a conservare la specie umana, la moneta può essere abolita, e produrre solo il necessario per alimentarsi, vestire, spostarsi, studiare attraverso lo scambio del dono. Ad esempio, per manutenere le tecnologie necessarie non serve la moneta, ma prestare il lavoro e ricevere in cambio dalla comunità beni e servizi necessari.

Ma la moneta, convenzione di scambio basata sulla fiducia, può essere abolita anche adesso. E’ necessario ripristinare la giustizia sociale fra i popoli, rendere illegale l’attuale processo di distruzione del pianeta governato da banchieri, corporations e politici inumani, e la continua usurpazione di diritti fondamentali negati anche nelle sedicenti democrazie occidentali.  Affinchè ci sia giustizia è moralmente doveroso condannare corruttori e corrotti dell’attuale sistema di controllo per i crimini compiuti e che stanno ancora compiendo. Attraverso un’analisi merceologica, come ad esempio l’analisi del ciclo vita, è possibile conoscere la provenienza delle materie prime e l’intero processo industriale della produzione delle merci anche in termini di impatto sanitario ed ambientale. vivere-la-decrescita-schillConoscendo la provenienza delle materie prime e la tecnologia impiegata per produrre merci è possibile ridistribuire la reale ricchezza, la moneta non serve a nulla, anzi è un mezzo interposto che distoglie l’attenzione dai reali bisogni umani ed ostacola lo sviluppo cognitivo.

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girone-polveriDa qualsiasi lato e punto di vista venga letta questa vicenda credo faccia rimanere tutti allibiti, basiti e scandalizzati. Non c’è nessuno che abbia fatto il proprio dovere, NESSUNO, cittadini compresi. Le fonderie Pisano inquinano? SI, l’ha sentenziato il Tribunale di Salerno (n.415/2007). Le fonderie Pisano sono responsabili di danni ambientali e biologici? SI, ma nessuno ha chiesto e chiede risarcimento dei danni. Ricordiamoci un attimo qual è il colore politico che amministra la città da tanti anni: attuale Sindaco Vincenzo De Luca (ex PCI, ex PDS, ex DS ora PDmenoL), precedente Sindaco, Mario De Biase (ex PCI, ex PDS, ex DS, ora PDmenoL), prima ancora per due legislature consecutive vi era sempre De Luca e prima ancora vi era Vincenzo Giordano (ex PSI) con De Luca vice Sindaco. Insomma un vero feudo medioevale. Questo per sottolineare di chi sia la responsabilità politica se “qualcosina” non funzioni nei controlli e nella prevenzione primaria. Le denunce alla Procura della Repubblica risalgono all’anno 2003 ed oggi nel novembre 2008, le suddette fonderie sono ancora attive e lavorano. Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, responsabile civile e penale non ha ancora chiesto il risarcimento dei danni ambientali nonostante questi siano stati ben evidenziati dalla Carta geochimica ambientale redatta dal prof. Benedetto De Vivo, e nonostante il Comune di Salerno si sia costituito parte civile nel processo istruito dal PM Angelo Frattini e concluso con la condanna nei confronti di Luigi Pisano convertita in ammenda (n.415/2007).devivo__carta_geo_piombo_salerno01 Le responsabilità politiche del sig. De Luca sono evidenti visto che da Sindaco non mi risulti che sia ancora preoccupato di far controllare la salute dei cittadini adoperando il suo potere e coordinare indagini epidemiologiche e tossicologiche sulle popolazione limitrofa che da anni lamenta odori molesti, non lo ha fatto durante il processo concluso nel marzo 2007 e non capisco quale sia l’improbabile giustificazione. Le fonderie sono attive dal 1961 e questo la dice lunga sui ritardi della politica, di ARPAC, ASL/SA2 e medici di famiglia. Finora si sono mossi solo pochi cittadini sensibili denunciando l’incessante inquinamento in maniera poco incisiva e poco costruttiva visto che non si sono avuti risultati. In passato, quando il Sindaco era Mario De Biase, allora braccio destro di De Luca, vi fu persino una raccolta di firme coordinate da un ex consigliere comunale dei Verdi, ma la stranezza era che l’assessore all’ambiente fosse proprio un tesserato dei Verdi, come dire controllore e controllato erano dello stesso partito, purtroppo nulla di fatto. La parte politica del centro destra ha semplicemente sempre ignorato il problema. Ma già nel 27 novembre 2006 si potevano intuire quali fossero le reali priorità dell’amministrazione comunale. “Il PUC del Comune di Salerno – continua De Luca – è uno strumento prezioso che consentirà la delocalizzazione dell’attività produttiva ed una più generale riqualificazione dell’area di Fratte dove sono già in corso opere e lavori pubblici e privati di straordinaria importanza come la Lungoirno, la delocalizzazione MCM, la delocalizzazione dei Fonditori. Tali interventi hanno già dimostrato come sia possibile mantenere i livelli occupazionali e produttivi, rispettare l’ambiente e la salute, riqualificare il territorio con importanti ricadute economiche e sociali.” Al termine dell’incontro è stato deciso di comune accordo di costituire un Comitato Permanente che analizzi e proponga le possibili soluzioni tecniche ed amministrative per una rapida delocalizzazione dell’impianto della Fonderia Pisano tale da garantire produzione e lavoro in area idonea. Di tale comitato faranno parte un rappresentante dell’azienda, un rappresentante delle organizzazioni sindacali, gli assessori comunali De Maio e Calabrese. Questo è l’approccio del Sindaco De Luca a tutela della salute dei cittadini e cioè delocalizzare la fabbrica e non predisporre analisi del sangue dei cittadini che da anni respirano polveri tossico-nocive e che le stesse possono indurre l’insorgenza di neoplasie (cancro e tumori). Ma la sensibilità del Sindaco De Luca non finisce qua, come si può leggere da il Mattino ediz. di Salerno del 9 novembre 2008, Fausto Morrone (ex PCI, ex PDS, ex DS) afferma:  nella redazione del Puc, con una forzatura che a suo tempo denunciai già all’Autorità Giudiziaria, abbia trasformato l’area dove è ubicata la fabbrica, da “produzione e servizi” a “residenziale”, attraverso l’artificio di garantire una premialità e un incremento sostanzioso delle superfici edificabili laddove insistono attività inquinanti. In pratica nell’area della fabbrica potrebbero essere realizzate abitazioni atte ad ospitare 1.050 abitanti. 20070326-fonderie-pisano-009Insomma, invece di applicare la Costituzione italiana che tutela i diritti fondamentali dell’uomo: diritto alla vita, alla libertà… in questo caso a Salerno un’azienda che inquinava e l’amministrazione lo sapeva, poiché furono i vigili urbani a riscontrare reati penali il 22 settembre del 2004, continuava la sua illecita attività senza tutelare i diritti dei cittadini, infatti dalla copia del verbale redatto dalla Polizia Municipale emergono diverse irregolarità riscontrate presso le Fonderie Pisano come il deposito di scorie, polveri provenienti dall’attività di fusione, all’aria aperta, la mancanza di VIA valutazione dell'impatto ambientale(Valutazione d’Impatto Ambientale), e sversamento di acque meteoriche di primo dilavamento, che avviene tramite caditoia sifonata, quindi senza pozzi di decantazione, nel fiume Irno. Tuttora l’azienda ha altri procedimenti penali in corso sempre per danni ambientali, e viene premiata il 22 novembre 2006 dal Consiglio Comunale di Salerno votando il PUC (nuovo Piano Urbanistico Comunale – PRG). I Consiglieri non potevano non sapere, perché l’hanno premiata? Con quale grado di coscienza e di informazioni deliberano le scelte? I rappresentanti eletti si sono resi responsabili e complici di un modo di fare politico molto “etico e virtuoso” contraddicendo Costituzione ed i principi dell’Unione Europea: principio di prevenzione, chi inquina paga. A Salerno, “fuori dall’Italia e dall’Europa”, chi inquina viene premiato. Invece, a Parma, per un caso analogo l’ex Bormioli (industria del vetro) dovrà sborsare 10 milioni di euro al Comune per bonificare l’area inquinata prima di insediare altre funzioni. Tornando a Salerno, i cittadini danneggiati, distratti, manipolati ed ingannati stanno ancora aspettando un Pubblico Ministero coscienzioso che predisponga indagini tossicologiche sulla salute delle persone ad area vasta, e che non si limiti al mero accertamento dei danni ambientali convertibili in ridicole ammende. diritto all'ambientePurtroppo anche la magistratura non è stata all’altezza della Costituzione ed anzi ha mostrato anch’essa assenza di sensibilità, così come i gruppi di famiglie residenti nei pressi dell’impianto che possono in qualsiasi momento recarsi presso laboratori pubblici o privati per ricercare l’eventuale presenza di diossine e metalli pesanti nel sangue. I cittadini hanno il dovere morale e politico di coordinandosi fra loro chiedendo di fare giustizia anche con un’azione collettiva (class action), che probabilmente entrerà in vigore nel 2009, chiedendo il risarcimento dei danni biologici a Luigi Pisano, e dei danni morali a Vincenzo De Luca ed a medici pubblici ove abbiamo omesso obblighi ed atti dovuti.ssa40379 Per quale motivo nei pressi di un piccola fonderia di città si è consentito nel tempo un continuo inurbamento, civili abitazioni, da parte dei Consigli Comunali di Salerno e Pellezzano? Perché si consente palesemente di inquinare e le istituzioni preposte non esigono controllo efficaci e tempestivi?  Si ha quasi l’impressione che questa fonderia sia protetta e che le proteste dei cittadini non contino nulla, perché? Qualcuno dichiara di aver visto camion “sospetti” entrare nello stabilimento, e ci sono fotografie che mostrano pneumatici depositati a terra, a cosa servono? I sospetti si allargano pensando al clima politico che si respira circa il business dei rifiuti speciali in Campania. Speriamo che fra i vari reati commessi da Luigi Pisano non c’è ne siamo altri. Se da questa vicenda a dir poco controversa i cittadini non imparano una lezione importante e cioè smetterla di delegare ad altri ciò che si può fare direttamente, vorrà dire che non migliorerà la gestione del bene comune. In altri Stati, 23 negli USA, in Svizzera, in Brasile, in 500 città al mondo, in Baviera, le persone hanno compreso che non bisogna più aspettare ed hanno deciso di unire le forze e di cambiare le “regole del gioco” introducendo strumenti di democrazia diretta per deliberare direttamente, per revocare il mandato elettorale ai dipendenti e per controllare direttamente l’amministrazione pubblica. E’ tempo di democrazia diretta. E’ auspicabile una nuova Assemblea di Zona sulla linea della precedente organizzata sempre da liberi cittadini per aggiornare le informazioni. Dossier fonderie Pisano aggiornato al mese di novembre 2008

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L’assenza di democrazia – commissariato sui rifiuti – ha creato la shock economy in Campania.

Ci sono alcuni libri che ho letto in questi ultimi periodi e che consiglio a tutti gli italiani di leggere. Sono libri che fanno bene al cuore, ci mostrano un mondo migliore, più libero a cui tutti dobbiamo tendere e pretendere che questo venga insegnato in tutte le scuole.

Se non si insegna e non si parla della vera democrazia ci avvicineremo sempre più a quella dittatura descritta da George Orwell in 1984.

Innanzitutto tutti noi dovremmo conoscere i nostri diritti, e già da questo punto di vista il popolo italiano forse zoppica anche troppo. Dobbiamo risvegliare le nostre coscienze e dedicare molto più tempo al dialogo sulla tema: democrazia, cosa sia realmente e dove si pratica.

Il primo libro è di Norberto Bobbio, l’età dei diritti, poi Gustavo Zagrebelsky, imparare democrazia, Giangiulio Ambrosini, la Costituzione spiegata a mia figlia, Paul Ginsborg, la democrazia che non c’è , sono tutti editi dall’Einaudi.

Ma adesso arrivano i libri che testimoniano quello nessun media vi racconta e cioè dove si svolge la vera democrazia. Thomas Benedikter, democrazia diretta, più potere ai cittadini, Sonda e Paolo Michelotto, democrazia dei cittadini, Troll edizioni 2008.

Questi ultimi due sono la testimonianza diretta di quanta vera democrazia esiste nel mondo e purtroppo dimostrano in quale inganno orwelliano gli italiani vivano. Bobbio nei suoi scritti ci ha avvisato molte volte di quale rischio si corresse con l’accentramento di potere nelle mani di pochi. Oggi le dittature non hanno bisogno di muovere guerre contro i popoli occidentali, esse hanno la televisione e la manipolazione mentale. Per questa ragione è necessario risvegliare le coscienze, riappropriarsi degli spazi pubblici, condividere le informazioni indipendenti, creare occasioni di dibattito sui reali problemi delle comunità e soprattutto praticare la vera democrazia imitando o copiando le realtà esistenti nel mondo, come testimoniate da Benedikter e Michelotto.

La Costituzione consegna il potere supremo al popolo, e quindi ora spetta al popolo praticare l’autoderminazione col fine di vivere liberi, sereni, solidali e conviviali.

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La libertà di iniziativa economica privata non è assoluta, ma incontra limiti oggettivi nel fatto che non deve porsi in contrasto con l’utilità sociale e non deve recare danno alla sicurezza , alla libertà, alla dignità umana. Tratto da Giangiulio Ambrosini, la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi, pag. 50.

Molto volentieri pubblico questa intervista fatta da Francesco a Stefano Montanari che spiega a grandi linee il nuovo progetto di ricerca DIPNA, e cioè capire come le nanopolveri inorganiche riescano ad entrare nel nucleo della cellula umana facendo correre grossi rischi al DNA.

Compendium of Projects in the European NanoSafety Cluster

Come tutti sanno anche gli inceneritori a recupero energetico di rifiuti, ingannevolmente chiamati solo in Italia termovalorizzatori, sono enormi produttori di nanopolveri, PM 1 e PM 0,1. In genere le nanopolveri sono prodotte da ogni processo di combustione della materia a determinate temperature, maggiore è la temperatura di esercizio dei forni e più fini diventano le polveri, causate proprio dalla trasformazione della materia.

Nella letteratura medica internazionale digitando le parole incenerator waste (inceneritore rifiuti) risultano presenti 745 documenti che aumentano col trascorrere del tempo.

Le combustioni pericolose poiché fonti di rischi sanitari da controllare, monitorare e ridurre sono anche quelle dei cementifici, delle acciaierie e fonderie.

Caso fonderie Pisano, Salerno

art. 50 comma 5. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunita’ locale

art. 54 comma 2. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumita’ dei cittadini; per l’esecuzione dei relativi ordini puo’ richiedere al prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza pubblica.

inoltre

Legge 23 dicembre 1978, n. 833(Pubblicata in G. U. 28 dicembre 1978, n. 360, S.O.)

art. 13. (Attribuzione dei comuni). – Sono attribuite ai comuni tutte le funzioni amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera che non siano espressamente riservate allo Stato ed alle regioni.

I comuni esercitano le funzioni di cui alla presente legge in forma singola o associata mediante le unità sanitarie locali, ferme restando le attribuzioni di ciascun sindaco quale autorità sanitaria locale.

il Sindaco, legittimamente, può ordinare, dove esistano specifici pericoli per la salute pubblica che impongono interventi immediati, la cessazione di attività lavorative nocive e dannose per la salute pubblica

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