Energia: conoscere per deliberare.


Leggere il report annuale del 2007 dell’autorità pubblica dell’energia e del gas chiarisce meglio le idee su cosa bisogna fare in tema di energia. Dopo averlo letto, e riletto a pagina 63, ci verrà da sorridere sui “piani energetici” o meglio sulle intenzioni energetiche del Governo italiano.

Il problema non è fare nuove centrali e l’Italia non ha bisogno di nuove centrali per produrre nuova energia. Chiunque dica di voler fare nuove centrali significa che non conosce il problema o che intendere regalare e sprecare danaro pubblico facendo costruire centrali a qualche amico. Il vero problema è l’efficienza energetica. La domanda energetica è ben nota ed eliminando gli elevatissimi sprechi energetici i cittadini risparmieranno tanti soldi. Questa è la ragionevole indicazione che perviene dopo aver letto il documento dell’autorità pubblica.

dal documento a pagina 63

Elettricità

Domanda di punta nel 2006 e previsioni per il 2007-2012

Nel 2006 la domanda alla punta sia invernale che estiva ha registrato nuovi massimi storici. La richiesta di potenza alla punta invernale, verificata il 25 gennaio, è stata pari a 55.539 MW, leggermente superiore al valore di 55.400 previsto da TERNA per un inverno medio. La richiesta alla punta estiva, registrata il 27 giugno, è stata pari a 55.619 MW, alquanto inferiore alle previsioni nell’ipotesi di estate torrida. Si è tuttavia confermata la tendenza verso un picco estivo superiore rispetto a quello invernale, anche se la differenza tra i due picchi è ancora molto piccola.

Le previsioni di TERNA per gli anni successivi, riportate nella tavola 5.1, indicano una crescente differenza a favore del picco estivo, che dovrebbe raggiungere circa 1,5 GW nel 2010 e 2,2 GW nell’orizzonte del 2012. A tale riguardo, va tuttavia notato che le previsioni relative ai picchi (sia invernali sia estivi) hanno teso a ridursi negli ultimi anni in relazione alla crescente evidenza di una migliore modulazione della domanda resa possibile dalle riforme attuate nel mercato elettrico. Nelle ultime due previsioni, la crescita media annua nel periodo 2005-2011 è calata dal 2,6 al 2,3% per il picco di inverno medio e dal 3,3 al 3,1% per il picco di estate torrida.

Capacità di generazione nel 2006

Nel 2006 è continuata la fase di forte potenziamento della capacità di generazione iniziata nel 2004-2005. Secondo i dati provvisori di TERNA, la potenza netta installata a fine 2006 ammontava a 89,8 GW, con la struttura per tipologia di generazione riportata nella tavola 5.2. L’incremento è stato significativamente maggiore nel 2006 rispetto al 2005 (4,3 contro 4,0 GW) e garantisce oramai un’apprezzabile riserva di potenza a fronte dei picchi di domanda. Oltre l’85% della crescita tra il 2004 e il 2006 è attribuibile a impianti termoelettrici, in prevalenza cicli combinati a gas.

Ed adesso ascoltate le dichiarazioni deliranti dell’ignorante o in mala fede Silvio Berlusconi, più volte presidente del Consiglio dei Ministri (delle due l’una, non c’è verso)

secondo lui la sinistra non ha voluto il nucleare, la comunicazione è chiara, inventarsi un nemico che non c’è, egli grazie alla sinistra di Craxi e la P2 è al potere, egli nega spudoratamente, e cioè che in realtà il popolo sovrano non ha voluto più le centrali grazie ad uno strumento di democrazia diretta: il referendum (8/11/1987 con tre quesiti abrogativi 1 80,6% SI, 2 79,7% SI, 3 71,9% SI); che a molti partiti non piaccia la democrazia questo ormai è acclarato. Berlusconi con tre sciocchezze accusa un nemico che non esiste, nega la storia, e disinforma sull’energia nucleare, ovviamente nessuno lo contraddice, il gioco è fatto.

Dal 1997 le corporations SpA che controllano tutti i media italiani, hanno demolito la malata democrazia italiana, manipolando l’informazione, sostenendo l’astensione dal voto e quindi facendo fallire tutti i referendum, ben 21, dal 1997 al 2005 facendo leva su una regola antidemocratica esclusiva italiana, e cioè il quorum di partecipazione al 50%, necessario per la validità dello stesso. Cioè chi non vota decide, chi non partecipa decide, contraddizione della regola democratica e palese violazione del principio di sovranità popolare.

In un paese democratico un editore, un banchiere, non possono sedersi in un Parlamento, figuriamoci al Governo. In una dittatura è possibile.

Casini e le mega balle sull’energia, sarà solo un problema di ignoranza?

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4 pensieri riguardo “Energia: conoscere per deliberare.”

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