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Archive for giugno 2008

segnalato sul forum sostenibilità e decrescita il 2 novembre 2007

Il testo si intitola “Ore-Uomo e Distribuzione – Una quantità declinante” di M. King Hubbert, pubblicato in Technocracy Series A, n° 8, agosto 1936 ed è disponibile integralmente sul sito di Aspo-Italia:

<www.aspoitalia.it/images/aspoitalia1/traduzioni/manhoursanddistribution.pdf >

Ecco uno stralcio significativo del testo:

“il pubblico americano ha visto sia il governo che le aziende partecipare alla diminuzione della produzione di alimenti, distrutti in grandi quantità nel momento di maggior bisogno nella storia americana. Hanno visto le loro fabbriche chiuse nel momento in cui una grande frazione della popolazione desiderava i prodotti
dell’industria, e quando milioni erano disponibili ed ansiosi di lavorare. – Che c’è di così difficile in questo problema? Che cosa si deve fare per risolverlo? Semplicemente basta che la tutto il nostro continente sia messo in funzione ad un massimo di efficienza, con una massima conservazione delle risorse per la
massima produzione e distribuzione di ricchezza fisica ? col risultato di un livello di vita maggiore di quanto si sia mai ottenuto sul continente nordamericano. Fare questo richiede un meccanismo distributivo capace di trasportare i prodotti industriali al pubblico consumatore alla velocità necessaria.

La ricetta di Hubbert per la sopravvivenza, un’economia di stato stazionario

per maggiori informazini visitate il sito dell’ASPO

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Non ridete, per noi (io e Marco) è stato un dramma: giornata di sabato partenza alle 8:20 in auto, alle 13 eravamo ancora a Bologna bloccati sulla A14. Usciamo dell’autostrada e proviamo la via Emilia, anch’essa bloccata, torniamo a casa poiché Marco aveva impegni alle 17:30.

Ci riproviamo la domenica e prendiamo il treno, partenza 8:20, sbagliamo treno scendiamo a Modena, prendiamo quello di dietro, il controllore dice che il treno non arriva a Gambettola (nonostante prima ci avesse detto il contrario) ed allora scendiamo a Cesena alle 10:30, pensiamo è fatta, invece no. Il primo treno per Gambettola parte alle 12:43 il primo bus alle 12:10, alla stazione non ci sono taxi, ne chiamiamo uno arriva alle 11:20, il taxi compie 9,1 Km costo 20 euro.

So bene che il disagio provato non è stato voluto ma consiglio all’MDF prima di fare un raduno a Frettole verificate che ci siano almeno i mezzi di trasporto pubblici.

Comunque nonostante tutto l’incontro con l’MDF valeva la pena di farlo, abbiamo avuto poco tempo per conoscere le persone. Vale la pena di prendere il libricino presentato al convegno (Maurizio Pallante (a cura di), un programma politico per la decrescita, edizioni per la decrescita felice, Roma 2008) scritto a più mani sulla politica della decrescita, è un piccolo contributo al movimento e raccoglie idee e proposte concrete da praticare.

A pranzo, chiacchierando con Marino Ruzzenenti (autore del libro l’Italia sotto i rifiuti) prima circa il problema delle ex-muncipalizzate e poi con Dario Fo ci siamo fatti consigliare un titolo per l’editore puro. Ci ha consigliato una frase di Voltairese sai, sei“.

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visualizzazione degli appunti su scribd

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rifiuto-riduco-ricicloVi comunico questa storia per farvi capire fino in fondo il reale ostruzionismo di un’amministrazione che non vuole applicare le leggi dello Stato: Prevenzione dei rifiuti.

A gennaio siamo andati al Comune per mostrare l’offerta economica di Ecobimbi (spesa del Comune ridicola, intorno a 1000 euro), nello specifico l’Ente copre parte delle spese d’acquisto del pannolino lavabile per le famiglie numerose (4 figli a carico), ma in realtà è un investimento poiché in questo modo la pubblica amministrazione risparmia i costi di smaltimento dovuti dall’usa e getta. Il Comune di Reggio Emilia (Centro Sinistra) ha già fatto questa sperimentazione e le famiglie sono entusiaste. Chi ha adottato questa politica di prevenzione dei rifiuti è stato l’ass, all’ambiente Pinuccia Montanari (Verdi).

Da gennaio in poi l’ass. Calabrese non ha più risposto alle telefonate, erano in campagna elettorale, ma poi non si è fatto più vivo, si doveva mostrare a palazzo di città, come far risparmiare soldi all’Ente pubblico che noi cittadini sosteniamo.italia-sotto-rifiuti

in questo vecchio video Beppe Grillo spiega la storia di questo ragazzo che è andato in Germania per imparare a fare un prodotto riciclando il cotone delle camice, l’ho conosciuto si chiama Andrea Nervi e produce i pannolini con l’aiuto della famiglia, la moglie e poche persone, la ditta è tutta italiana, si chiama Ecobimbi.

Noi abbiamo cercato di aiutarla, coma fa Beppe, il Comune di Salerno, nello specifico Gerardo Calabrese (Verdi) ha mostrato prima interesse e poi ci ha ignorati totalmente.

Come vedete due amministrazioni di Sinistra e politiche opposte. A Reggio Emilia l’inceneritore è avviato allo smaltimento, il Comune sta facendo il porta a porta. I fatti dimostrano che la politica non è questione di partiti ma di interessi industriali, infatti il Comune di Salerno in tema di rifiuti adotta una politica uguale a quella di Parma (centro destra).

Valerio (meetup Salerno) ci dice: “Pustiamoli”

All’assessore all’ambiente Gerardo Calabrese (Verdi) andrebbe chiesto:

per quale assurda ragione il Comune di Salerno, che si è costituito parte civile nel processo svolto, ed il Sindaco Vincenzo De Luca non ha ancora fatto quantificare e chiesto il risarcimento del danno ambientale causato dall’azienda Pisano, condannata (N.415/2007 R.G., 19 marzo 2007 art. 544 e segg., 549 C.P.P.) dal Tribunale di Salerno?

Per quale assurda ragione, invece il Consiglio Comunale di Salerno nel PUC  (Piano Urbanistico Comunale, molto criticato anche da chi lo conosce bene, Piano Urbanistico Comunale figlio della speculazione edilizia. «Affari e speculazione attireranno la malavita»; «il più grosso attentato perpetrato nei confronti di una città e dei suoi abitanti». Va giù duro il presidente degli architetti salernitani Pasquale Caprio che definisce «fuorilegge» il piano urbanistico comunale approvato ieri a palazzo Guerra.)  approvato ha persino premiato l’azienda condannata cambiando la destinazione d’uso dei suoli privati di Pisano da area industriale ad area edificabile?

Sono semplici domande che nessuno pone ai nostri dipendenti, voi che potete farlo per ragioni geografiche, cortesemente fatevi portatori degli interessi generali di tutti i salernitani, salute ed ambiente non hanno bandiere.

Grazie

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Costituzione cestinata?

Speriamo, perché di speranza si tratta che la Corte Costituzionale ed il Presidente della Repubblica facciano il loro dovere, li paghiamo per questo.

la costituzione spiegata a mia figliaStavo leggendo ieri sera un libricino davvero semplice ed importante allo stesso tempo, di Giangiulio Ambrosini (magistrato di Cassazione), la Costituzione spiegata a mia figlia, Einaudi; quando leggo circa il principio di uguaglianza:

i regimi autoritari ignorano (o meglio calpestano) il principio di uguaglianza. Il fascismo per primo che ha cancellato attraverso le sue leggi quel tanto (o quel poco) che su questo terreno lo stato liberale aveva riconosciuto.
La Costituzione ha inteso realizzare nel modo più ampio il principio di uguaglianza, proclamando in primo luogo una eguaglianza – come dire – “formale” o “giuridica”, secondo cui tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge.

ambrosini-eguaglianza

tema quanto mai odierno visto che Silvio si comporta da Re.
conflitto con il Quirinale e coi pm, tutto come cinque anni fa
via alle norme salva premier
Berlusconi attacca: contro di me toghe di sinistra
Non intendo governare sotto ricatto dei giudici
il cavaliere rispetti la carta costituzionale
siamo tornati al 2001
stop ai procedimenti? Si, ma per tutti
lodo schifani, salva premier

il blocca processi è anticostituzionale

da voglioscendere

Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell’informazione

da l’Italia dall’esterto

Berlusconi sospende il proprio processo (dal Belgio)

da lesoir.be

Sei settimane dopo essere ritornato al potere, Silvio Berlusconi ha ricominciato la propria guerra contro i giudici imponendo la sospensione per un anno di alcuni processi, tra i quali il proprio.

Si tratta di una misura senza precedenti, denunciata dalla sinistra che vede in essa una violazione dei principi dello Stato di diritto a fini personali.

“Berlusconi sospende i processi”, “Giustizia: Berlusconi all’attacco”, annunciava martedì la stampa italiana a proposito dell’emendamento depositato lunedì dalla maggioranza, subito ribattezzato dall’opposizione “Salva Premier”

Berlusconi difende una legge che sospenderebbe il suo processo a Milano (dagli USA)

dall’international Herald Tribune

Il premier Silvio Berlusconi si è scontrato ancora contro nuove accuse di usare il pubblico ufficio per proteggere i propri interessi privati, martedì in una battaglia su una legge che sospenderebbe il suo processo per corruzione. Le critiche hanno soprannominato la legge misura “salva-premier”, ma il sempre combattivo leader italiano ha dichiarato che questa mira al bene di tutti i cittadini e si è scagliato contro i magistrati “di estrema sinistra” che hanno montato “falsi processi” contro di lui per scopi politici.

Ha anche proposto di reintrodurre una controversa legge sull’immunità che impedisce alle massime cariche dello stato di essere perseguite. “Eccolo di nuovo” ha scritto martedì La Stampa, un quotidiano moderato.

Berlusconi ha trascorso la maggior parte del suo ultimo mandato dal 2001 al 2006 a respingere le accuse di dedicarsi ai propri interessi piuttosto che a quelli della nazione.

Nuovo Ordine Mondiale

G. Edward Griffin viene intervistato ad un programma radiofonico americano (Alex Jones Show) e spiega di cosa si discute nella segretissima Conferenza Bilderberg che si tiene annualmente in località top-secret e a cui partecipano i personaggi più potenti del mondo.

J: Di cosa parleranno questi 125 leader mondiali?

G: Hanno due impegni principali. Uno è portare a conclusione il Nuovo Ordine Mondiale il più velocemente possibile. L’altro è impedire a gente come me e te di mettergli i bastoni tra le ruote.

J: Con la rete sta diventando sempre più difficile per loro…

G: Certo. Sapevano che ci sarebbe stata opposizione, ma credo che in passato abbiano sottovalutato le potenzialità della rete. La rete dà la possibilità alla gente di aggirare i principali media che controllano l’informazione…. E’ per questo che stanno tentando di mettere le mani su internet… Vogliono prevenire il dissenso politico, la distribuzione di informazioni e fatti e vogliono farlo “in nome della sicurezza” dicendo di voler proteggere la gente. Così la gente dice: “O bene! Meno male che ci siete voi!”. Ma il vero motivo, lo sappiamo, è quello di controllare il flusso di informazioni in modo da poter controllare internet nello stesso modo in cui controllano la radio e le TV.

J: A loro piace apparire come “i nostri salvatori”. Questa gente trama per distruggere la nostra economia in modo da mettere in atto il Nuovo Ordine Mondiale. Abbiamo gente come Bush, Chaney, Blair, Brown, Kissinger che usano questo termine ambiguo: “governo globale“.

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A luglio dovrebbe entrare in vigore la norma introdotto nella legge finanziaria 2008 e gli industriali che forse non hanno la coscienza molto pulita, già chiedono un rinvio o di modificare la legge, nonostante non sia la VERA class acion.

Marcegaglia (pres. Confindustria) parla per interessi personali, visto che possiede impianti industriali (industrie insalubri di prima categoria come gli inceneritori) e qualcuno potrebbe chiederle qualche risarcimento per danno biologico per milioni e milioni di euro.

Nello specifico Emma Marcegaglia possiede e gestisce tre impianti di incenerimento per “combustibile da rifiuti”(CDR) in fase di realizzazione (Massafra, Manfredonia, Modugno), si è poi aggiudicata “l’affidamento del pubblico servizio di gestione del sistema impiantistico di recupero energetico a servizio dei bacini di utenza Lecce1, 2 e 3 ” e gestisce anche la “Filiera Rifiuti Speciali Oikothen” di Augusta, con autorizzazione peraltro sospesa da Regione Sicilia e Comune di Augusta, ed in altra “colonia” meridionale, a Cutro, in Calabria, ha già in attività una Centrale elettrica “a biomasse”.

CLASS ACTION: MARCEGAGLIA, CHIEDEREMO SLITTAMENTO LEGGE

ASCA) – Milano, 16 giu – ”Chiederemo ancora una volta al ministro Scajola di prorogare l’entrata in vigore della legge sulla class action prevista per il 29 giugno”. Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a margine dell’assemblea di Federchimica a Milano.

”Questa legge – ha detto ancora la Marcegaglia – cosi’ com’e’ fatta non va bene. Crea problemi alle aziende, non porta di fatto vantaggi ai consumatori, arricchisce gli studi legali. Quindi, ha aggiunto, chiediamo che ci sia un po’ di tempo, qualche mese, per ridiscuterla e per mettere a posto alcuni aspetti molto penalizzanti”.

Class Action: Marcegaglia, a Scajola chiedero’ proroga legge

MILANO (MF-DJ)–“Chiedero’ ancora una volta al Ministro Scajola di prorogare l’entrata in vigore della legge sulla class action prevista per il 29 giugno”.

Lo ha affermato a margine dell’assemblea di Federchimica, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, aggiungendo che la legge “cosi’ com’e’ fatta non va bene, crea problemi alle aziende, non porta vantaggi ai consumatori, arricchisce gli studi legali, quindi chiediamo che ci sia un po’ di tempo per poterla ridiscutere e qualche mese per mettere a posto alcuni aspetti molto penalizzanti”. mur/ds

Class Action: Marcegaglia, rinviare entrata in vigore

CLASS ACTION: SCAJOLA, BISOGNA RIVEDERE ALCUNI ASPETTI

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Thank you irish for democrazy and freedom, thanks to write NO for traet Lisbon. Irish penned popular sovereignty for us, for European.

Gli irlandesi votano NO al trattato di Lisbona. Essi hanno difeso la sovranità popolare per tutti gli europei.

Il trattato è un accelerazione verso un maggiore controllo della BCE SpA che già detine “illegalmente” la proprietà della moneta contro ogni principio di sovranità grazie “all’omertà” dei Governi.

Prof. Alessandra Algostino – Università di Torino

Breve commento al Trattato di Lisbona (13 dicembre 2007) alla luce della Costituzione italiana

Il Trattato di Lisbona, che modifica il trattato sull’Unione europea (Maastricht, 1992) e il trattato che istituisce la Comunità europea (Roma, 1957), collide sotto più profili con la Costituzione italiana, come già in precedenza il Trattato che adotta una costituzione per l’Europa, di cui riprende in gran parte il contenuto.

Il principio ordinatore è l’«economia sociale di mercato fortemente competitiva» (art. 2 TUE) e la formula sulla concorrenza [presente nella versione precedente della Costituzione Europea] scompare dagli obiettivi ma riappare, con identico valore giuridico, nei protocolli («il mercato interno comprende un sistema che assicura che la concorrenza non sia falsata»).

L’economia sociale di mercato non è un’economia di mercato con finalità sociali, ma, nella prospettiva dell’ordoliberismo, una società di mercato autosufficiente, dove l’eventuale benessere sociale discende dal funzionamento del mercato.
È evidente la distanza da una Costituzione [=quella italiana] che assume come principio fondamentale l’eguaglianza sostanziale, ovvero una prospettiva nella quale la Repubblica ha il compito di «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese» (art. 3, c. 2, Cost. it.).

Sono vari i punti di tensione fra Costituzione italiana e Trattato di Lisbona; fra i più significativi: il rispetto tout court della democrazia, la tutela dei diritti sociali e le limitazioni alle libertà economiche, il principio di ripudio della guerra.

Democrazia.
La cessione di competenze e sovranità all’Unione europea comporta l’attribuzione di una sfera di decisione ad un governo sottratto sostanzialmente al controllo dei governati, contravvenendo il principio di sovranità popolare e l’essenza della democrazia, consistente nell’identità governanti-governati (art. 1 Cost. it.).

Il Parlamento europeo, organo rappresentativo dei cittadini, è estremamente debole. Il Trattato di Lisbona amplia le ipotesi di codecisione fra Parlamento e Consiglio, ma il potere legislativo, violando il classico principio liberale della separazione dei poteri, resta sempre non solo condiviso con l’esecutivo, ma vede in posizione di preminenza l’esecutivo stesso, come è evidente solo che si consideri come titolare del potere di iniziativa legislativa sia la Commissione.

Viene violato altresì un altro classico principio della democrazia liberale (borghese): no taxation without representation [nessuna tassazione senza rappresentanza], visto la debolezza o l’esautoramento del Parlamento nel controllo sul bilancio e nelle scelte relative all’imposizione fiscale, a favore dell’esecutivo e di una Banca centrale politicamente irresponsabile e con l’obiettivo primario e imprescindibile del «mantenimento della stabilità dei prezzi».

Essenziale poi per la garanzia delle libertà dei cittadini è l’indipendenza del potere giudiziario dall’esecutivo: [invece] nell’Unione i giudici sono nominati dai governi degli Stati membri.

Non è solo la democrazia sociale che manca nell’Unione europea, ma quella liberale, ovvero l’Unione europea non è tout court democratica (come osserva il liberale Dahrendorf: «se l’UE facesse domanda di essere accolta nell’UE, questa domanda dovrebbe essere respinta per insufficienza di democrazia»).

Diritti.
L’art. 6 TUE afferma che l’Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali di Nizza del 2000, con lo stesso valore giuridico dei Trattati – ma non […] inserisce [la Carta di Nizza] nei trattati – e che l’Unione «aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali» del 1950, con la precisazione che né le disposizioni della Carta né l’adesione alla Convenzione estendono le competenze dell’Unione o incidono sull’attribuzione delle sue istituzioni. [Che fine ha fatto] l’idea che «il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo» (già ex art. 2 Dich. francese del 1789 e in nuce nell’art. 2 della Cost. it. laddove si afferma che «la Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo»)?

Quanto all’elenco dei diritti, è evidente la debolezza nella proclamazione dei diritti sociali e dei lavoratori; fra tutti, due esempi.

Il lavoro.
La Carta di Nizza si riferisce al «diritto di lavorare» e alla «libertà di cercare un lavoro»
: ad essere sancito è un mero diritto di libertà negativa, una possibilità dell’individuo. Il nuovo art. 5 bis TFUE [= Trattato di Lisbona] prevede che l’Unione «tiene conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale». Non vi è obbligo o vincolo per le istituzioni: è evidente la distanza con la Repubblica «fondata sul lavoro» della Costituzione italiana e la regressione rispetto ad una Repubblica che «riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto» (art. 4, Cost. it.).

La salute.
La Costituzione italiana, all’art. 32, afferma: «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»; la Carta di Nizza stabilisce che «ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali». La norma costituzionale italiana sancisce un diritto alla tutela della salute e alle cure gratuite in caso di indigenza, la norma “costituzionale” europea prevede un diritto di accesso alle cure mediche se, e nella misura in cui, queste sono previste a livello nazionale. Quale prestazione è vincolata a fornire l’Unione europea? Nessuna. Quale prestazione l’Unione europea vincola gli Stati a fornire? Nessuna. Il diritto è svuotato del suo contenuto.

Non può inoltre non leggersi un contrasto nella proclamazione delle norme cosiddette economiche; si vedano l’art. 41 della Cost. it.: «l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali», [mentre nella] Carta di Nizza [si legge soltanto]: «è riconosciuta la libertà di impresa».

Pace e guerra.
Nel Trattato di Lisbona ricorre il riferimento al «mantenimento della pace», ma in nessun luogo si sancisce il ripudio della guerra (art. 11 Cost. it.), anzi, l’art. 28 A TUE prevede che «l’Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari», da utilizzarsi in «missioni al suo esterno per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale conformemente ai principi [n.d.r.: solo ai principi] della Carta delle Nazioni Unite».

Invece della promozione delle organizzazioni internazionali che siano volte ad assicurare la pace e la giustizia fra le Nazioni (art. 11 Cost. it), si legge l’impegno per gli Stati membri a migliorare progressivamente le loro capacità militari (art. 28 A TUE).

Aggiungo soltanto alcune cose tratte dai miei appunti:

1) Nell’articolo appena citato (28 TUE) vi è una forte insistenza sul mantenimento della “sicurezza”.
Non sfugge a nessuno il fatto che, almeno dall’11 settembre 2001, a livello locale, nazionale e internazionale vi sia stata una crescente enfasi sulla sicurezza, con il diffondersi di norme antiterroristiche che derogano ampiamente ai diritti civili. Di solito vengono introdotte come norme temporanee che poi divengono permanenti, inizialmente sono applicate ai cittadini stranieri e poi a tutti i cittadini. Viene bypassato persino il principio dell’habeas corpus che risale addirittura alla Magna Charta Libertatum concessa dal re inglese Giovanni Senzaterra nel 1215.
Secondo tale principio, come esso è stato riportato nell’art. 9 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’ONU nel 1948 (sessant’anni fa giusti giusti!) “Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato”. Tale principio fondamentale sta venendo sempre più spesso eluso dalle norme antiterroristiche.

2) Il Trattato di Lisbona, come si è detto, è un’edizione pochissimo modificata del Trattato precedente (“Trattato che adotta una Costituzione europea”), ma non fa più riferimento al termine “Costituzione”.
Ciò, in effetti, è corretto, perché non si può chiamare Costituzione un testo che non sarà sottoposto al voto popolare (manca un soggetto costituente democratico: il popolo europeo).
Ciò è anche voluto, perché in questo modo si evita di far votare il testo a tutti i popoli europei (voterà soltanto il popolo irlandese, come si diceva nei primi post di questa discussione).

Purtroppo, però, in caso di conflitto con le norme delle Costituzioni nazionali (ad esempio, con la Costituzione Italiana), il Trattato di Lisbona – una volta approvato da tutti gli Stati membri – prevarrà. Ossia, se la legge italiana è in qualche modo contraria ad una direttiva o a un regolamento comunitari, essa viene automaticamente disapplicata. In caso di conflitto delle norme comunitarie con i principi stessi della Costituzione italiana, l’unica possibilità è quella di recedere dal Trattato di Lisbona e quindi uscire dalla stessa Unione Europea (oppure… modificare la Costituzione adeguandola alle norme europee!)

3) Per capire come si sia arrivati a questa pericolosa situazione, occorre tener conto del fatto che l’Unione Europea è nata per ragioni economiche e non per ragioni politiche. Dal Trattato di Roma (che ha istituito la Comunità Economica Europea) a quello di Maastricht, l’interesse principale è sempre stata l’integrazione economica degli Stati membri. Così il Trattato di Lisbona, che riprende e modifica detti Trattati precedenti, subordina la politica all’economia, il che è esattamente il contrario di quanto la Costituzione Italiana si propone. La nostra Costituzione ha alla sua base un progetto di trasformazione sociale nel senso di una sempre maggiore eguaglianza dei cittadini. Lo sviluppo economico è al servizio di questo progetto.
Viceversa la finalità principale del Trattato di Lisbona è la garanzia di un’economia di mercato fortemente competitiva e il progetto di trasformazione sociale è inesistente. I cittadini, da titolari di diritti, divengono così soggetti con dei bisogni che potranno essere soddisfatti soltanto in ragione delle loro possibilità economiche.

4) Viene poi negata realtà e quindi rappresentanza al conflitto sociale (negazione peraltro portata avanti anche nella campagna elettorale di Veltroni!). Ossia, si postula che gli interessi dei lavoratori coincidano con quelli dei datori di lavoro e si promuove l’idea di concertazione, trascurando completamente la diversa forza delle parti. Questa è un’idea neocorporativista, di derivazione fascista. Il Trattato di Lisbona riconosce il diritto di sciopero, ma anche quello di serrata, non previsto dalla nostra Costituzione.

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