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Archive for aprile 2008

democrazia-cittadiniQuesta è l’intervista che ho rilasciato ad Alicenonlosa

1) Com’è andata, a Parma, la raccolta firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo sul tema dell’Informazione?

Gli italiani hanno risposto con entusiasmo e voglia di cambiamento. Le firme raccolte sono maggiori rispetto al V-Day dell’8 settembre 2007. Il giorno 25 aprile le file erano lunghe ed abbiamo lavorato dalle 8 del mattino fino alle 24, mentre il giorno seguente, 26 aprile, abbiamo avuto qualche momento di pausa. E’ stato un piacevole sforzo fisico partecipare alla volontà democratica del sovrano, cioè del popolo. Vedere negli occhi delle persone l’indignazione verso i partiti ed i media, vedere negli occhi la voglia di cambiamento, veder praticare la democrazia diretta, ecco, vedere tutto questo realizzarsi, ci ha dato l’energia necessaria per continuare, per guardare avanti. In Italia, ci sono ancora persone oneste e pulite, persone che conoscono i propri diritti, persone consapevoli. Il V2-Day mostra la politica fatta “dal basso”, genuina, fatta da giovani ragazzi e persone di mezza età, mostra il significato ed il valore alto della politica, trasparente, libera e partecipativa. Nei momenti di maggiore affollamento, i cittadini “scavalcavano” i tavolini della raccolta firme e si univano ai volontari degli “Amici di Beppe Grillo di Parma”. L’effetto socializzante della democrazia diretta è meraviglioso, perfetti sconosciuti che si riconoscono nel valore della libertà e si uniscono per difenderlo.

L’esperienza del V2-Day è stata qualcosa di unico, non credo si possa descrivere in poche righe ciò che si sente nel cuore, nell’animo proprio, vedere dal vivo la partecipazione vera.

In due giorni abbiamo raccolto 9000 firme; 3000 per ogni richiesta referendaria.

L’unica cosa spiacevole è stata verificare come i nostri dipendenti non rispettino la Costituzione italiana, ed anzi l’Amministrazione comunale abbia messo degli ostacoli di ordine economico e sociale all’esercizio dei diritti umani quali la libertà di espressione di comunicazione. Il giorno 26 aprile, il potere manda una giovane vigile ai banchetti di raccolta con l’intenzione di emettere una multa poiché abbiamo usufruito più dei due metri quadri concessi dal Comune. Noi avevamo chiesto sei metri quadrati. Com’è possibile esercitare un diritto costituzionale come la raccolta di firme per indire referendum in due metri quadrati? Perché a Parma non si può volantinare una libera informazione? Perché a Parma per chiedere l’uso del suolo pubblico volto all’esercizio di un diritto costituzionale bisogna pagare? Come dice il partigiano Paride Allegri, comandate Sirio: « […] sembra che ci sia la libertà, ma questa libertà ti inganna perché ci fanno credere di essere liberi, ma siamo dominati continuamente dalle multinazionali.»

2) Quali i prossimi passi in vista di questi referendum?

Il gruppo di Parma, da tempo, ha avviato un processo culturale e di conoscenza sulla decrescita felice, e sulla politica concreta; il 10 maggio, in via Trento 28 alle 20:45, dovremmo ricevere due ospiti in un dibattito sulla democrazia diretta: Thomas Benedikter che ha scritto democrazia diretta, più potere ai cittadini, e Stefano Grini dell’associazione democratici diretti. In quella occasione, probabilmente continueremo a raccogliere firme e distribuire gadget. Consiglio a tutti di seguire il nostro calendar sul meetup locale, http://beppegrillo.meetup.com/69/boards/

Chiunque può partecipare ai nostri incontri, è sufficiente iscriversi on-line e riceverà comunicazioni circa gli incontri: il tema, dove e quando. Non esiste un leader ma solo moderatori on-line, se si intende cambiare veramente, lasciando le chiacchiere a casa, è necessaria la partecipazione attiva, entusiasmo e spirito d’iniziativa.

3) Che impressione hai avuto in merito alla risposta della gente dal primo V Day 1 al V Day 2?

club-bilderberg-ariannaGli italiani non sopportano più l’arroganza dei partiti, non si riconoscono assolutamente nei rappresentanti nominati, si potrebbe dire che li disprezzano e li detestano. I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio (*) eletti in Parlamento sono settanta. Certo la partecipazione popolare alle ultime elezioni direbbe il contrario, 8 italiani su 10 sono andati alle urne, ma è alto il dato di schede bianche-nulle. Il partito che non c’è; queste le cifre. Camera: italiani aventi diritto di voto: 47.126.326. Voti validi: 36.452.305. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.674.021, il 22,6%. Senato: italiani aventi diritto di voto: 43.133.946. Voti validi: 32.771.227. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.362.719, il 24%. La diminuzione più importante, rispetto alle elezioni del 2006, meno 2.109.734, si è avuta al Senato. Quasi un italiano su quattro ha rifiutato le elezioni incostituzionali. Il terzo partito italiano.

Questa contraddizione può essere giustificata dal fatto che i cittadini non possono scegliere. Insomma, l’idea che mi sono fatto è che da un lato i cittadini vogliono partecipare ma dall’altro non sanno bene con chi schierarsi, poiché disorientati, confusi. Gli italiani vivono male, si lamentano dei loro politici, in maniera accesa, ma non capiscono bene la radice del loro problema. Il V2-Day centra il problema ed apre la mente alle persone. Gli italiani, per mezzo del controllo dei media, vivono in un coma farmacologico, costretti a subire la disinformazione di RAI-Mediaset-La7. I forum “Amici di Beppe Grillo” sono la risposta a questo coma forzato, molti di noi guardano la TV pochissime ore alla settimana, forse quattro o cinque e solo per seguire le “informazioni” che ci interessano. Gli iscritti ai nostri gruppi aumentano col trascorrere del tempo ed aumenta il numero di cittadini liberati dal coma. La rete dei nostri gruppi ci consente di confrontarci con tutti, per mezzo della tecnologia Voip, continuamente conosciamo il parere degli italiani all’estero e degli stranieri. Poiché essi non leggono le schifezze dei nostri giornali, riescono a descrivere la follia italiana con molto distacco e chiarezza, non capiscono perché in Italia da decenni comandano sempre gli stessi, non capiscono come gli elettori italiani non vedano i conflitti di interessi di tutti i politici. In fine, giudicano il movimento dei grilli come una riscatto degli italiani, lo vedono come un valore a tutela della democrazia.

L’anno scorso 11 novembre 2007, al raduno nazionale bolognese promosso da Beppe Grillo, ho proposto la creazione di un editore puro, società cooperativa ad azionariato diffuso.

4) Liste civiche. Anche a Parma state pensando ad un impegno diretto nelle prossime competizioni politiche sotto la bandiera civica col “bollino” di Beppe Grillo?

imparare democraziaInnanzitutto abbiamo compreso che lamentarsi senza fare niente di concreto non serve a nulla e quindi i cittadini devono fare politica, proporre ed usare la democrazia vera per deliberare le proprie scelte, in molti Paesi questo avviene e dobbiamo portare questa conoscenza di metodo in Italia. Stiamo discutendo al nostro interno di questo progetto politico, vogliamo realizzare una Lista Civica vera con i principi della partecipazione, primarie vere, e con l’obiettivo di cambiare lo Statuto comunale per introdurre strumenti di democrazia diretta: tutti i tipi di referendum, elezione diretta del Difensore Civico e bilancio partecipativo deliberativo vincolante. Il vero cambiamento epocale, in Italia, è applicare l’articolo 1 della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo. Una volta introdotti questi strumenti i cittadini avranno la possibilità di decidere direttamente come investire le proprie tasse senza delegare qualcuno e senza il ricatto dei partiti o della lobby di turno. I cittadini avranno il potere reale di controllare direttamente ogni decisione. La democrazia rappresentativa sarà integrata con la democrazia diretta.

Proprio in questi giorni, 19 e 20 aprile, ho partecipato al raduno nazionale, promosso da partecipa.info, delle Liste Civiche in democrazia diretta che ha deliberato importanti decisioni su come costruire una rete per condividere le esperienze locali.

5) Il contrasto alla realizzazione dell’inceneritore di Parma è stato uno dei vostri principali settori di attività in questi ultimi tempi. Però ormai pare proprio che l’inceneritore si farà perché su di esso pare esserci un accordo biparisan… o nutrite ancora qualche speranza?

italia-sotto-rifiutiNoi non nutriamo speranze, applichiamo la Costituzione italiana che tutela il diritto alla vita. Se si dovesse costruire il cancrovalorizzatore la responsabilità civile e penale sarà di chi lo costruisce, e pagherà tutte le sue conseguenze nelle sedi legali. “Scoprire” la lobby ed i responsabili politici è semplicissimo. Invece la responsabilità etica e morale è di tutti quei media locali che hanno fatto il tifo per il mostro industriale, quei media controllati e di proprietà di quelle persone che hanno interessi diretti affinché la “truffa” si compia fino alla fine. Quindi non è una questione di speranza, se i residenti di Parma vogliano passare dallo status di sudditi a quello di cittadini, lo possono fare, è sufficiente usare internet, digitare la sigla CIP6, andare sul sito dell’ISDE, digitare le parole inceneritore, cancro, epidemiologia e ricercare su Wikipedia, solo per essere correttamente informati e decidere o meno se subire l’ennesimo danno alla Food Valley tanto pubblicizzata ed alla salute umana. In fine andando su http://beppegrillo.meetup.com/263/boards/ i cittadini accederanno ad un’informazione libera ed indipendente cliccando sulla biblioteca on-line, tutta da leggere.

Mi rendo conto che siamo stati presi in giro sin da piccoli, basta leggere la storiografia dell’Unità d’Italia, non la storia, cambiare idea è difficile, veniamo toccati nel nostro orgoglio ma messo subito da parte, con un po’ di umiltà possiamo arrivare alla verità.

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italia-sotto-rifiutiil 24 novembre 2007 siamo andati – gruppo di cittadini, da Parma – in visita all’impianto di bioessiccazione di Villafalletto (CN) che gestisce 80.000 tonnellate di rifiuti urbani “tal quale” (indifferenziato) all’anno. L’impianto produce una parte di CDR che vende ad un cementificio ed una parte secca la mette in discarica.

L’impianto di proprietà dell’azienda Amica Villafalletto srl è parte di una rete di società facente capo all’Ecodeco società acquistata al 65% dall’Aem Milano, ultimamente fusa con ASM Brescia in A2A SpA quotata in borsa.

Ecodeco gestisce rifiuti urbani da trent’anni.

Aldo Monge, responsabile dell’impianto di Villafalletto, intervistato da noi dice: “noi in Provincia di Pavia abbiamo una “centrale elettrica”, che se vuoi puoi chiamare “termovalorizzatore”, comunque una “centrale elettrica”un inceneritore, vuol dire?si, è un inceneritore di un monoprodotto però che è il nostro bioessiccato […] noi produciamo 10 MW e forniamo energia all’ENEL[…]quanto prendete dai CIP6?noi prendiamo una bella cifra, se non ci fosse quella, non starebbero in piedi questi impianti. Sono attività che si fanno perché sono sovvenzionatequal è la parte che non starebbe in piedi?la produzione di energia, l’inceneritore o termovalorizzatore è un consumatore di energia, non è un produttore di energia. Tu lo fai ed incassi dei soldi, perché sei sovvenzionato, se non fossi sovvenzionato non lo faresti[…] l’applicazione migliore in assoluto è produrre energia dal biogas, dal bioreattore attivabile.”

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Leggete attentamente di cosa sono capaci i politici italiani ed europei. Si sono inventati un sistema di contabilità ambientale, che di ambientale non ha proprio nulla. Una selva di regolamenti, procedure e norme che quando le vai a leggere, tutto fanno tranne che tutelare il diritto alla vita.

L’intenzione di misurare gli impatti ambientali è giusta, ma gli strumenti e le procedure, o meglio ancora gli indicatori ambientali sono inefficaci, anzi sortiscono l’effetto contrario e cioè giustificano la presenza di tutta una serie di attività nocive e tossiche per l’uomo.

E’ sufficiente leggere circa la qualità dell’aria: massimo valore medio annuale registrato per polveri sottili.

* Il rilevamento della peso e della massa è un truffa, tutti i medici sanno bene che le polveri ultra fini PM 1 e 0,1 sono le più nocive, e queste non vengono prese in considerazione.
* Il monitaraggio delle medie è una vera truffa a danno della salute umana.

In fine la graduatoria viene stilata da un’autocertificazione che i Comuni spediscono ad Ambiente Italia. E chi controlla i dati inviati dal Comune?

Insomma queste classifiche e questi sistemi sembrano più un’operazione di marketing politico per gestire il consenso che una seria pratica scientifica per tutelare il bene comune.

ecosistema urbano

Morire a norma di legge, le normative sull’inquinamento atmosferico non rispettano il principio di precauzione

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Sono stato invitato dall’associazione Porte del Cosmo a tenere una “conferenza” sulla democrazia diretta Il 10 aprile a Cesena.

Pubblico la presentazione che sintetizza alcuni concetti dell’incontro tenutosi presso l’Ass. culturale Officina 49. Sono grato ad Alessandro sia per avermi concesso l’occasione di confrontarmi e di condividere dei punti di vista circa la democrazia, i nostri diritti, la tutela dalle salute, la class action vera e gli strumenti che possiamo usare per cercare di migliorare la nostra società. Lo scopo è far crescere una consapevolezza in noi stessi. I cittadini, se vogliono, possono realmente mutare le decisioni della politica.

La democrazia diretta non è una leva con cui scardinare un sistema politico nei suoi elementi costituivi. In una democrazia liberale i cittadini sono liberi di migliorare alcuni elementi strutturali del sistema politico al fine di estendere e qualificare i diritti democratici

La democrazia diretta crea più legittimità. Per “legittimità” si intende il grado di riconoscimento politico di una decisione o di un organo: più cittadini sono stati coinvolti in una decisione più legittimo ne è considerato l’esito.

Questi strumenti (referendum e iniziativa) permettono a gruppi di cittadini di articolare pubblicamente i loro interessi e sollecitare una decisione della maggioranza anche contro le intenzioni del Parlamento e del Governo.

La democrazia diretta offre grandi opportunità a minoranze sociali e politiche sia di partecipare e articolare interessi sia di porre veti.

La democrazia rafforza il ruolo dei gruppi, dei movimenti della società civile e dell’associazionismo costringendo i partiti al dialogo ed al compromesso.

Con la democrazia diretta la politica è costretta a cercare preventivamente il consenso della popolazione.

Una formazione generale grazie ad un’informazione migliore. L’effetto socializzante della democrazia diretta è più forte dove il confronto politico si svolge in contatto diretto fra cittadini e politici, fra esperti e non esperti.

Una concezione moderna di democrazia si basa su un’idea di cittadino libero, informato e consapevole.

I diritti referendari sono parte dei diritti fondamentali di partecipazione politica, con cui il cittadino sovrano si riappropria della facoltà di decisione immediata.

Se vogliono raggiungere il loro obiettivo, i cittadini devono trovare autonomamente forme collaborative: lanciare un’iniziativa popolare o un referendum richiede la raccolta di un numero elevato di firme e una notevole capacità comunicativa. In questo processo i cittadini sviluppano capacità organizzative, imparano come gestire una campagna, come procurarsi risorse (finanziarie, fisiche e umane), trasmettere informazioni, organizzare dibattiti pubblici, formare alleanze, trovare buoni compromessi e come trattare con il potere politico.

Il quorum partecipativo inutile e dannoso:

In Italia, in base alla Costituzione ed alla legge applicativa dei referendum n.352/70 è previsto in caso di referendum abrogativo (“dal basso”) un quorum del 50% degli aventi diritto al voto, mentre non è previsto nessun quorum per il referendum confermativo facoltativo (calato dall’alto, dal Parlamento) nel caso della modifica della Costituzione secondo l’art. 138 della stessa.

Costituzione
Art. 75.

È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto (da abrogare), e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Nessun quorum

solo chi vota dovrebbe decidere. Il quorum della partecipazione nella storia dei diritti referendari ha sempre finito per provocare campagne di non partecipazione al voto al fine di invalidare il referendum stesso da parte dei suoi oppositori.

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Le ESCO (Energy Service COmpany) sono società che operano nel settore del risparmio energetico.

Le Energy Service Company (anche dette Esco) sono società che operano ristrutturazioni finalizzate ad accrescere l’efficienza energetica, ovvero a ridurre il consumo di energia primaria a parità di servizi finali. I risparmi economici che si riescono a ottenere vengono utilizzati per ammortizzare i costi d’investimento.

La metodologia di intervento si articola in cinque fasi:

1. Diagnosi energetica finalizzata ad individuare sprechi, inefficienze ed usi impropri da cui si ricavano gli elementi per predisporre un progetto di massima degli interventi da realizzare;
2. Definizione del progetto esecutivo;
3. Reperimento dei capitali per l’investimento;
4. Realizzazione dei lavori;
5. Gestione e manutenzione degli impianti per tutto il periodo concordato.

Sarebbe molto interessante creare una ESCO ad azionariato diffuso (public company), di proprietà e gestita dai cittadini.

Un esempio di azionariato diffuso singolare a Peccioli: la gestione di una discarica.

Belvedere in dieci anni di gestione dell’impianto di smaltimento rifiuti ha prodotto un fatturato di circa euro 121.924.663 – ha distribuito utili per euro 6.404.980 ed ha effettuato acquisti di beni e servizi sul nostro territorio per euro 77.416.483 Inoltre grazie agli utili derivanti dalla gestione di Belvedere il Comune di Peccioli solo nell’anno 2006 ha potuto investire per i servizi sociali euro 1.495.362 e per la cultura, attraverso la Fondazione Peccioliper, euro 850.000.

  • Perché continuare a pagare bollette energetiche salate, che aumenteranno sempre più, ad una società che non ha alcuna motivazione a tutelare i nostri interessi ed il bene comune?
  • Perché continuare a vivere in case costruite male, che disperdono energia e ci fanno vivere in ambienti insalubri?

C’è da precisare che Peccioli non è una soluzione ecologica, anzi. La soluzione, in tema di materie prime-seconde (rifiuti) è la strategia rifiuti zero.

E’ interessante il modello societario: azionariato diffuso e con l’obbligo di reinvestire gli utili sul territorio come fanno le cooperative. Quindi, un’interessante soluzione per la gestione dei servizi pubblici è creare una cooperativa ad azionariato diffuso con strumenti di democrazia partecipativa e, non una SpA che ha l’esclusivo interesse di massimizzare i profitti.

Luce e gas: tariffe in aumento da aprile per il caro greggio

Volano i prezzi delle bollette della luce e del gas, spinti dal caro-greggio. Da martedì primo aprile le tariffe – secondo quanto reso noto dall’Autorità per l’Energia – registreranno un rialzo del 4,1% per l’elettricità e del 4,2% per il metano.

Applicando il buon senso e la decrescita è possibile raggiungere i nostri obiettivi: ridurre la domanda di energia, risparmiare soldi, guadagnare risparmiando, vivere in ambienti più sani e migliorare la qualità dei nostri beni immobili.

ESCO (Energy Service COmpany) una società cooperativa (o srl) dei cittadini per ristrutturare il patrimonio edilizio esistenze senza grosse spese, quasi a costo zero.

  • Oggi è possibile autoprodurre energia dalle fonti rinnovabili a costo zero (conto energia) e col mutuo fotovoltaico.
  • Oggi è possibile ristrutturare la propria casa adottando tecnologie di risparmio a costo quasi zero (ESCO).

I cittadini hanno la possibilità, è sufficiente volerlo, attraverso scelte ben precise di migliore la qualità della propria vita, a costi a dir poco ridicoli!

La prima scelta che i cittadini devono fare è cooperare per raggiungere l’obiettivo.

La seconda scelta è di natura strategica, una politica fondamentale, scegliere di chiudere il conto corrente presente nella vecchia banca e portarlo nella banca che finanzia l’obiettivo. Questa semplice scelta è determinante ai fini del risultato.

La banca finanzia ciò che i cittadini vogliono, una banca senza clienti non può esistere.

Un esempio del genere è già stato fatto, in Germania a Schonau, dove i cittadini hanno promesso di lasciare la banca del paese se non avesse finanziato l’acquisto delle rete elettrica. Oggi quei cittadini sono proprietari della rete ed autoproducono energia elettrica con le fonti rinnovabili. Il risultato è stato un riduzione dei consumi ed un sostanziale risparmio economico. I cittadini guadagnano soldi scambiando l’energia autoprodotta e non utilizzata.

Oggi è possibile creare una società dei cittadini, ESCO, che guadagna applicando la decrescita felice tramite il risparmio energetico.

L’altro modello rai report

La nostra economia si basa su un modello di sviluppo che si misura con il Pil cioè produrre, buttare e produrre all’infinito. Ce la fa il pianeta e tutti noi a sopportare questo modello o è possibile progettarne un altro senza diventare più poveri? Davanti non abbiamo un futuro preordinato, ma delle scelte, quindi degli schemi mentali: uno, che non ci sono limiti alle risorse e quindi si andrà al collasso. Due, i limiti ci sono ma ormai è tardi per fare qualunque cosa e pertanto si collasserà. Tre, i limiti ci sono, ma abbiamo ancora tempo, abbiamo denaro, abbiamo risorse, abbiamo intelligenze per cominciare a invertire la tendenza. Non è poi detto che ci si riesca, ma l?unico modo per saperlo è quello di provare a farlo.

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Il tema d’anno di un corso di urbanistica a Parma: una città di 30.000 abitanti.
In questo particolare periodico storico, soprattutto per la scienza urbana, è sicuramente una “richiesta singolare” progettare una nuova città. Ma il tema città è sicuramente interessante e degno di vitale importanza per l’uomo.
Il tema dell’ultima Biennale di Venezia era dedicato proprio alle città. fondamenti di urbanisticaRichard Burdett e Miguel Kanai: «sappiamo che, per la prima volta nella storia dell’umanità, la maggior parte degli abitanti del pianeta conduce una vita urbana. Le proiezioni ci dicono che questa tendenza si protrarrà: secondo le previsioni nel 2050 si sarà concentrato nelle città il 75% della popolazione globale, che risiederà per lo più in megalopoli di svariati milioni di abitanti e in regioni a intensa urbanizzazione che si estendono oltre i confini degli stati e dei continenti»»
Perché affermare questo?
Perché nel periodo in cui viviamo, ottimisticamente parlando, quasi nessuno avrà la possibilità di progettare ex-novo una città. Il nostro territorio è totalmente antropizzato e le città, in Europa, sono già state costruite.
l'arte di curare la cittàCosì scrive Pier Luigi Cervellati: «per chi fa il mio mestiere il desiderio più grande è sempre stato quello di costruire una nuova città […] con il passare dei mesi e degli anni il sogno, non realizzandosi, rischia di diventare un’ossessione.». La domanda del corso potrebbe essere male interpretata, anacronistica, e/o presuntuosa, ma a nostro avviso all’interno di una scuola universitaria, pensare e studiare le basi della tecnica urbana, come dimensionamento, zoning, e standard urbanistici forse rappresentano la maniera più semplice ed ideale per imparare a leggere il territorio, a ri-pensare ed a ri-progettare la città stessa. Dunque progettare un nuovo spazio, per un gruppo di studenti di architettura, partendo dal “foglio bianco” richiede la conoscenza della storia, delle forme, delle leggi e dei metodi compositivi dell’urbanistica. Le lezioni teoriche ed i riferimenti bibliografici a nostra disposizione ci hanno consentito di elaborare una città “nostra” che rispecchia una cultura ed un “pensiero classico”.

Il tema delle nuove città, e/o new towns è stato il cuore dell’intero corso. Sono state trattare numerose “tipologie” di città, della cultura, dello svago, città giardino etc. Il luogo scelto è la periferia del Comune di Salerno, quella che attualmente occupa l’area industriale a sud della città campana, al confine con il Comune di Pontecagnano Faiano. La città da noi immaginata sostituisce l’intera l’area a sviluppo industriale comprendendo anche una porzione del territorio di Pontecagnano.

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