Il furto legalizzato


colletti-sporchiNel nostro immaginario collettivo quando pensiamo ad un furto rappresentiamo nella nostra mente il ladro che entra in casa e poi porta via i valori, pensiamo al furto di un’auto etc. Questi personaggi sono dilettanti allo sbaraglio.

Oggi il furto, quello che incide sull’intera economia e sul mercato italiano, è stato depenalizzato senza neanche cambiare il codice penale. I maestri incappucciati di questa strategia hanno iniziato a lavorare tanti anni fa, nella sede giusta: il parlamento italiano. Ma prima di mettere in atto il piano, parallelamente bisognava “lavorarsi” il popolo, distrarlo. Disinnescare il suo cervello, evitare che il popolo si ponesse delle domande ed isolare quei pochi che riusciranno a capire come rubare sia facile, quando si è al potere. Non è stato difficile, gli italiani sono già storicamente divisi dal teatro destra e sinistra, bisognava concentrare il controllo dei media nelle mani di pochi, fatto. Assecondare gli italiani sui loro svaghi e vizi, il calcio, e l’offerta di programmi televisivi ignobili, vuoti. Per garantirsi un futuro controllo duraturo, bisognava distruggere la formazione scolastica, secondo un’indagine OCSE la preparazione scolastica degli alunni italiani è la più bassa d’Europa, fatto. La maggioranza degli accademici universitari è sempre stata ben controllata, per formare una nuova razza di colletti bianchi per delinquere. Adesso l’applicazione del piano è un gioco da ragazzi. Oggi il potere invisibile sta raccogliendo i frutti della semina. La maggioranza degli italiani continua ad ignorare la politica, con la convinzione che bisogna tenersi lontano da essa e che sia meglio occuparsi solo della propria famiglia.

fratelli d'Italiatratto da Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, BUR Milano 2007, p.83: […] Secondo Di Bernardo, la collusione tra affari, massoneria e politica scoperta dalla Procura di Catanzaro ha radici lontane. “Questa lobby dei fondi pubblici non parte oggi, va indietro nel tempo. Quindi il coinvolgimento di certe figure non stupisce. Alcune voci circolavano già anni fa a Bruxelles e negli organismi europei. E circolavano a ruota libera.” Le conseguenze di questi nuovi scandali sul degrado della politica sono pesanti, secondo l’ex Gran Maestro. “Questi nuovi episodi creano una variabile disturbo sulla situazione politica di oggi. Ciò che più preoccupa è il fatto che cresciuto il cinismo, rispetto alle vicende che io stesso ho vissuto. Oggi c’è un’assuefazione al reato che rende il momento attuale di una pericolosa drammaticità. Il fatto che Prodi abbia ricevuto l’avviso di garanzia nell’ambito di un inchiesta così ampia è finito tra le notizie di seconda, terza o quarta pagina. Questo significa che si vuole indurre la gente a rassegnarsi, a far che dica: “Berlusconi era così, Prodi è così… ne verrà un altro e sarà come questi due”. In termini di senso civico c’è un degrado spaventoso. Io sono in contatto con alcuni “osservatori” all’estero e da lì la situazione italiana viene vista malissimo”.

[…] Con Raffi parliamo ora della massoneria italiana nel contesto dei rapporti di potere con quella internazionale. Nel 1992 si tiene al largo di Civitavecchia il famoso incontro del Britannia, a cui partecipano Prodi, Draghi ed altre figure chiave della finanza. E sembra che lì la massoneria internazionale concordi con i nostri esponenti un’ondata di privatizzazioni. Lì pare decidersi un attacco a molte aziende italiane: molte passano di mano, la cosa si ripeterà dopo con Bnl e Antonveneta, oggi con Telecom; e per tanti alti gruppi che si stanno sfaldando. C’è chi legge questi eventi come un attacco della massoneria internazionale a quella italiana. (Pinotti, Fratelli d’Italia, p.239)

Il potere invisibile citato da Norberto Bobbio, grazie alla rete di internet è sempre meno invisibile, ma grazie al digital divide, gli italiani informati rappresentano una nicchia molto debole.

a proposito della partecipazione, di NORBERTO BOBBIO, tratto da, l’età dei diritti, Einaudi, in ET saggi 478, Torino 1990, preso dal brano, la resistenza all’oppressione, oggi, p.167

A paragone della democrazia d’ispirazione rousseauiana, infatti, la partecipazione popolare negli stati democratici reali è in crisi almeno per tre ragioni: a) la partecipazione si risolve nella migliore delle ipotesi nella formazione della volontà della maggioranza parlamentare; ma il parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove; b) anche se il parlamento fosse ancora l’organo del potere reale, la partecipazione popolare si limita a intervalli più o meno lunghi a dare la propria legittimazione a una classe politica ristretta che tende alla propria autoconservazione, e che è via via sempre meno rappresentativa; c) anche nel ristretto ambito di un’ elezione una tantum senza responsabilità politiche dirette la partecipazione è distorta, o manipolata, dalla propaganda delle potenti organizzazioni religiose, partitiche, sindacali ecc. La partecipazione democratica dovrebbe essere efficace, diretta e libera: la partecipazione popolare nelle democrazie anche più progredite non è né efficace né diretta né libera. Dal sommarsi di questi tre difetti di partecipazione popolare nasce la ragione più grave di crisi, cioè l’apatia politica, il fenomeno tante volte osservato e deprecato della spoliticizzazione delle masse negli stati dominati dai grandi apparati di partito. La democrazia rousseauiana o è partecipante o è nulla.

Il controllo è totale, i maggiori media e network nazionali sono ben asserviti ed allineati. Gli attuali rappresentanti eletti sono i migliori camerieri dei banchieri e delle corporations (società di profitto), essi sono dei bravissimi commedianti che durante le loro apparizioni televisive – tantissime purtroppo – recitano parti teatrali ed hollywoodiane da premio oscar.

Uno degli esempi più evidenti e vicini ai sudditi/cittadini di questo strapotere sono i Comuni. I sudditi difficilmente leggono la nostra Costituzione ed il proprio Statuto. Eppure è sufficiente leggere i poteri assegnati al Sindaco per aprire un po’gli occhi. Poi leggiamo dal vocabolario il significato delle seguenti parole: etica, morale, usurpatore, democrazia e monarchia. Il Sindaco/monarca può fare quello che vuole, favorire tutti gli amici e le persone che crede, per gestire servizi, beni demaniali e fare tanti milioni rubando a norma di legge. Prima non era così facile rubare, bisogna corrompere, versare tangenti, cercare il voto di scambio. Oggi non è più necessario correre questi rischi, gli Statuti modificati negli anni ’90 hanno eliminato le tangenti ed il voto di scambio. Chi vince prende tutti i suoi sostenitori e li fa assumere nelle società SpA, a carico di tutta la comunità, senza violare le regole poiché è consentito. In una comunità normale, tutto questo schifo sarebbe giustamente illegale.

Com’è stato possibile? Con il sostegno di tutti: parlamentari e Sindacati. L’intenzione, forse, era di migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione (P.A.). Ma invece di licenziare le persone che nel pubblico impiego fanno i lavativi, per assumerne migliori, si è deciso di introdurre l’uso del diritto privato nella P.A. Di fatto, gli Enti Locali “esternalizzano” i servizi alle società SpA inventate da Sindaci, Presidenti di Regione e di Provincia. In questo modo il rappresentante eletto non è direttamente responsabile dei loschi affari di queste società poiché non figura da nessuna parte.

A causa di questo sistema di regole immorali, da un decennio a questa, durante le campagne elettorali, si organizzano veri e propri Comitati di Affari per raggiungere i propri scopi o per consolidare le posizioni acquisite. Sono i cittadini stessi che abbandonati i vecchi uffici di collocamento, oggi centri per l’impiego, che chiamano i candidati per elemosinare un lavoro nelle società SpA, questo è umano, ma ha di fatto si è avviato un meccanismo vizioso secondo cui la raccomandazione, il leccare il c..o è la pratica migliore per sperare di arrivare alla fine del mese. Meritocrazia cancellata dal vocabolario.

C: format politici campani

Cosa stiamo aspettando?

Forse i nostri politici, in compagnia dei leader americani “democratici e repubblicani”, sono i peggiori del mondo, certo è tutto da dimostrare, ma i fatti dimostrano come non si deve governare. Da 14 anni, in barba al principio di sovranità i Governi italiani di destra e di sinistra (Berlusconi-Prodi) hanno sperimentato un Commissariato sui rifiuti che ha dato soldi alla FIBE-Impregilo SpA e danneggiato cittadini e territorio. “L’emergenza” creata ad arte, sbattuta su tutti i media, ha coperto adeguatamente lo sversamento dei rifiuti tossici nell’area fra Napoli e Caserta, iniziato circa 20 anni fa, facendo risparmiare miliardi di euro agli amici degli incappucciati. Adesso è stato arrestato l’Udeur, che in Campania vuol dire gestione dell’ARPAC (Agenzia per la protezione dell’ambiente). Votare oggi significherebbe comunque una sconfitta per i liberi ed onesti – ci sono ancora – cittadini campani, poiché vince sempre il Partito Unico destra-sinistra degli incappucciati stile Gelli. Insomma in materia di salute ed ambiente, bravissimi attori – i politici campani – hanno saputo gestire in maniera criminosa ogni struttura possibile. Fra un po’ scopriremo l’acqua calda, e cioè che nessun, o quasi, rappresentante eletto, e dirigente pubblico ha fatto in questi anni il proprio dovere, compresa la sonnacchiosa magistratura.

Per governare incontratati da sempre, c’è bisogno che i controllori – i magistrati – abbiamo tutti e due gli occhi chiusi, compresi i cittadini.

Mentre i cittadini hanno solo l’alibi della disinformazione forzata da più di 50 anni, i magistrati sonnecchiosi hanno la colpa di non fare nulla, e nella peggiore delle ipotesi, molto plausibile, di essere connivente e di perseguire scopi criminosi con i rappresentati eletti.

Ipotesi del genere, giustificherebbero la distruzione dello Stato di diritto a cui stiamo assistendo, dove solo un residuo gruppo di magistrati svolge il proprio lavoro e la maggioranza di essi, si gode i privilegi della casta.

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2 pensieri riguardo “Il furto legalizzato”

  1. Il tuo post è molto interessante. Ci vuole un pò per leggerlo, ma devo dire che ne vale la pena.
    Anche se non credo ai complotti orditi dalla Massoneria (forse solo una parte di essa, quella deviata, che per paradosso, magari oggi sarà la maggioranza dei suoi appartenenti), c’è da dire che mi sento di condividere il tuo discorso sulla “disinformazione instillata” e perpetrata ad arte per distrarre la gente dai diritti, il cui primo è basilare è senza dubbio la conoscenza: senza di essa siamo come “pecore senza campana”, condannati all’oblio di un Vespa o di un TG1 di regime.

    Ma adesso, in questo frangente di tempo, siamo caduti davvero in basso, e tutto va a rovescio. Forse non servirà una rivoluzione violenta, ma io sono convinto che prima o poi qualche cosa accadrà: se sarà bello o brutto non saprei proprio dirlo.

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