Tutela della salute: Assente


32. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti . Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge . La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Con il termine principio di precauzione si intende una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse, in materia di tutela dell’ambiente naturale, difesa della sicurezza alimentare e della salute umana e animale.

Dalle notizie dei quotidiani e sul web, ciò che manca e lascia sconforto sono due parole: cittadini e precauzione. Il nuovo sequestro delle Fonderie Pisano (dal Mattino) sicuramente blocca l’emissione degli inquinanti, ma non ripara il danno causato da anni di cattiva gestione. Non restituisce ai cittadini la dignità di poter vivere sapendo di non dover morire fra trent’anni di cancro, tumore, o spendere soldi per i farmaci, per l’asma, la leucemia, e problemi cardiovascolari.
Intanto la chiusura è durata 24 ore. (dal Mattino)
Siamo a fine 2006, le Fonderie Pisano sono attive dagli anni ’60 (secolo scorso), perchè ci si accorge dell’inquinamento solo da pochi anni? I giudici stabiliranno le eventuali responsabilità degli amministratori dell’azienda. Ma chi doveva controllare è esente da colpe? La protesta dei cittadini non è iniziata ieri. Da una breve ricostruzione, risulta una denuncia fatta nel 2003, ma un’altro cittadino presente all’Assemblea del 3 settembre, ha dichiarato di aver sporto denuncia già dal 1993.
Non si capisce perché nessuno abbia predisposto una seria indagine epidemiologica su tutta l’area della valle dell’Irno. Le indagini giudiziarie sono solo una goccia nel mare di problemi causati dall’irresponsabilità di amministratori e non.
Come al solito i cittadini devono badare a loro stessi senza l’aiuto delle Istituzioni, Asl e politici davanti a tutti. Dov’erano i politici quando si continuava ad inquinare? Dov’erano i medici della Asl, pagati con le nostre tasche?
I grandi assenti e responsabili del controllo della nostra salute hanno un nome ed un cognome. Il magistrato fa il magistrato, il medico dovrebbe fare il medico, il politico dovrebbe controllare. I responsabili politici sono i Sindaci che hanno amministrato, i direttori della Asl, e l’ARPAC. Quindi i cittadini oltre a prendersela con chi inquina direttamente dovrebbero sapere che questi enti pagati dallo Stato, cioè da noi, se avessero fatto semplicemente il loro dovere non ci troveremo in una situazione così grave. Perché gli operai non si rivolgono ai loro sindacati, all’INAIL per farsi controllare il sangue, i polmoni e tutto il resto? E magari vanno da diversi medici, così per paragonare i vari studi, non si sa mai che risultassero sani da una parte e malati dall’altra, sono cose che capitano. E già, perché altri assenti sono proprio i sindacati, io credo che il diritto alla salute sia più importante del lavoro, a cosa serve il lavoro se poi fra vent’anni devi morire per un male che potevi evitare? Magari cercando un lavoro più sano, più cautelato. Il territorio inquinato in maniera irreversibile non tornerà più come prima. I metalli sversati non compatibili col terreno rendono l’area pericolosa per salute, soprattutto le polveri ultrafini depositate e presenti nelle piante circostanti. Piantare, in quell’area, un albero da frutto e cibarsene è pericoloso. Rendersi conto della pericolosità è semplice, basta analizzare un limone, coltivato in zona, e verificare la presenza del particolato (Pm10, Pm2,5. Pm1) e quale origine abbia. La stessa sostanza, il particolato, è sicuramente presente nelle persone che lavorano, nell’impianti, e le persone che vivono nelle zone circostanti. Ma c’è una differenza, chi lavora usa delle precauzioni, i cittadini no. Quindi è probabile che l’operaio attento abbia respirato meno sostanze rispetto al normale cittadino. Le sostanze più inquinanti e pericolose sono quelle che non si vedono ad occhio nudo, poiché più fini, più piccole e quindi riescono a passare meglio nei polmoni e poi nel sangue. Le fonderie che in prevalenza producono ghisa hanno forni che lavorano a temperature relativamente alte. Sono inquinanti, ma possono adottare seri provvedimenti per ridurre questo tipo di sostanze (particolato).

Rischio d’inquinamento da polveri nel comparto della fonderie, Regione Marche, INAIL

dal sito dell’APAT, governo, fonderie di II fusione, strategie di miglioramento, prevenzione e controllo dell’inquinamento

videoconferenza di Stefano Montanari, direttore scientifico della Nanodiagnostics s.r.l.

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