Premessa: partendo da un ragionamento di pura sostenibilità col fine di evitare lo spreco di risorse non rinnovabili garantendo un futuro alle prossime generazioni, per un’analisi in chiave di “decrescita felice” bisogna tener presente i principi di eco-efficienza e di sufficienza energetica previa analisi del reale fabbisogno energetico. Allo stato attuale dei flussi energetici è importante ridurre la domanda di energia da fonte fossile (petrolio e gas) perché esistono sprechi evitabili con l’impiego di diversi “accorgimenti” e l’uso di nuove tecnologie.
Risparmiare energia è così semplice che forse ci lascia davvero perplessi, a volte. Quando siamo andati a scuola il professore nelle ore di fisica parlava anche di trasmissione del calore e delle capacità termofisiche dei materiali, se non lo ricordiamo è sufficiente rileggere i testi, comprarne uno o usare internet cercando le parole giuste.
Anche se in grande ritardo, oggi il risparmio energetico è argomento quotidiano, spesso amici e conoscenti mi pongono quesiti, legittimi, per capire come applicare il risparmio. Mi preme sottolineare che le cose sono molto più semplici e banali di quanto si possa immaginare. Prima di tutto non c’è alcun bisogno di inventarsi tecnici specializzati perché i progettisti sono pagati per risolvere problemi.
Dunque, consiglio banalmente di rispolverare la cultura di base che il liceo ci ha dato. I materiali hanno caratteristiche termofisiche e per farsi un’idea corretta è sufficiente comprendere queste misure. Vediamo se questo ragionamento può aiutare tutti: un edificio che disperde energia termica produce un costo/spreco e questo può rappresentare la base economica per finanziare la ristrutturazione edilizia. E’ il tipico ragionamento economico-finanziario delle ESCo (Energy Service Company) che realizzano profitti tramite progetti finalizzati all’efficienza energetica e l’uso degli incentivi delle fonti alternative. I cittadini potrebbero avviare una ESCo, tramite la banca locale, e finanziare la ristrutturazione edilizia dei volumi esistenti con l’obiettivo di realizzare una “smart grid“. In questo modo diventeranno produttori e consumatori (prosumer) di energia ma soprattutto liberi e indipendenti dalle SpA.
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno provveduto, tramite la Banca degli investimenti europei, a deliberare diverse direttive per incentivare l’efficienza energetica e ridurre l’uso degli idrocarburi (petrolio e gas). Più in generale, oggi i tecnici hanno l’opportunità di puntare all’auto sufficienza energetica, ma per realizzare questo importante obiettivo è determinante una volontà politica popolare, “dal basso”.
Le nostre case devono raggiungere l’obiettivo del comfort, cioè percepire la sensazione soggettiva di non sentire freddo d’inverno e non sentire caldo d’estate: benessere. Il comfort è figlio della progettazione architettonica e dei materiali impiegati. Se la vostra casa è progettata male, senza dubbio, raggiungere il comfort ideale richiede, rispetto agli errori del passato, un consistente esborso economico. Invece, nella maggioranza dei casi è possibile intervenire sulla coibentazione (“cappotto termico” dell’edificio) e sugli infissi, tutti interventi detraibili, e poi se ancora non avete impianti tecnologici adeguati vi sono numerose soluzioni con l’uso di un mix da fonti alternative (solare termico, fotovoltaico, micro eolico, geotermico).

Conducibilità termica di alcuni materiali, fonte: Yunus Cengel, termodinamica e trasmissione del calore, McGraw-Hill, pag.474
Prima di tutto bisogna prendere familiarità con la conducibilità termica λ [W/mk] (capacità di un materiale a condurre calore) e questa caratteristica deve essere ben evidenziata. Più la conducibilità di un materiale è bassa e maggiore sarà il vostro risparmio. La resistenza termica s/λ [m2K/W] e in fine bisogna conoscere la trasmittanza termica U=1/RT [W/m2K]. Ad esempio, le case certificate come CasaClima Oro hanno U < 0,15 W/ m2K sia per la parete esterna, sia per il tetto e Uw ≤ 0,80 W/ m2K per i serramenti. Solitamente, dopo una diagnosi energetica utile a rilevare dispersioni lungo i “ponti termici” (nodi strutturali, finestre …) i progettisti intervengono con materiale coibente e con infissi migliori per ridurre la domanda di energia termica (gas metano) e poi integrano la domanda di energia elettrica con l’impiego di un mix tecnologico rispetto alle risorse locali (sole, vento, acqua, geotermico).
Un buon progettista, considerando attentamente le opportunità del luogo, riesce a far captare la luce solare invernale, utile fonte di calore e conservare un buon equilibrio termoigrometrico estivo evitando di consumare fonti attive di energia (termosifoni o condizionatori). Oggi, vi sono pompe di calore che riescono a scaldare e raffrescare (micro-trigenerazione) usando, l’aria esterna, la temperatura del sottosuolo, o la temperatura dell’acqua di falda.
I committenti dovrebbero sapere che oggi si può vivere in ambienti interni più sani e salubri per mezzo di materiali naturali e controllo dell’aria aumentando la qualità della propria vita, ed essi possono rivalutare il valore del proprio immobile, anche con alcune agevolazioni fiscali o addirittura con l’opportunità di guadagno diventando prosumer: produttore e consumatore di energia.
Ricordiamolo, a scuola si parlava di conduzione, convezione ed irraggiamento. Gli edifici sono sistemi termotecnici e quelli che non disperdono energia (bassa trasmittanza termica) facendoci stare bene anche d’estate sono i migliori. Oggi possiamo far certificare i consumi delle nostre case, come indicano anche le etichette degli elettrodomestici e sapere quanti soldi sprechiamo o risparmiamo.


[...] normale e tecnologicamente intelligente può usufruire delle comodità che la tecnica presenta: uso razionale dell’energia e investire il tempo recuperato in attività umane soddisfacenti in linea con l’etica e coi [...]
[...] e condivisi e informare committenti e popolazioni circa le proprie scelte che implicano consumi energetici e – LCA – analisi del ciclo vita (dalla culla alla culla) degli [...]
Sono molto d’accordo con quanto detto nell’articolo, ma vorrei aggiungere che dal secolo passato, quando l’energia era a basso costo e sembrava illimitata abbiamo ereditato sistemi obsoleti, che consumano molta più energia di quanta necessaria.
Proprio nel campo delle abitazioni, l’uso di caldaie a combustibili fossili obsolete portano ad uno spreco di carburante che può raggiungere anche più del 50%. Passare a sistemi più evoluti come le pompe di calore a gas, rappresenta un buon esempio di sviluppo sostenibile.
Per una discussione più profonda rimando al sito http://www.e-partecipo.it dove ho esposto questo problema ed una possibile soluzione e dove ciascuno di noi può portare il suo contributo di idee.
[...] per le difficoltà che i cittadini stanno subendo, ma solo un’assenza di pianificazione, strategia, organizzazione e soprattutto l’assenza della resilienza [...]
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[...] Energia, basto poco … , 28 marzo 2011 [...]