Le Fonderie Pisano & C. di via dei Greci 44 producono ghisa dal 1961. Fonderie, acciaierie, inceneritori sono impianti insalubri di prima categoria e sono sottoposti a rigide concessioni e controlli.
La Costituzione italiana che tutela la salute (art.32) e l’ambiente (art. 9) assegna al Sindaco, prima di tutto, ed alla Regione rigidi obblighi per applicare tali principi e controllare il territorio.
Ormai da troppi anni i cittadini residenti nelle vicinanze lamentano cattivi odori e gas insalubri provenienti dalle Fonderie Pisano.
I fatti
Le informazioni raccolte per la ricostruzione della spiacevole vicenda iniziano con le prime denunce dal 30 luglio 2003.
Il 22 settembre 2004 dalla copia del verbale redatto dalla Polizia Municipale emergono diverse irregolarità riscontrate presso le Fonderie Pisano come il deposito di scorie, polveri provenienti dall’attività di fusione, all’aria aperta, la mancanza di VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), e sversamento di acque meteoriche di primo dilavamento, che avviene tramite caditoia sifonata, quindi senza pozzi di decantazione, nel fiume Irno.
Nel marzo 2007 il Tribunale di Salerno con la sentenza N.415/2007 condanna le Fonderie Pisano & C. per 1) l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi, 2) per lo scarico di acque industriali nel fiume Irno e senza essere in possesso dell’autorizzazione 3) per superamento dei limiti soglia per piombo, rame e zinco 4) per scarico sul suolo di acque meteoriche miste alle polveri derivanti dall’attività prodotta 5) per la realizzazioni di impianti produttori di fumi in atmosfera senza essere in possesso dell’autorizzazione prevista 6) per emissioni di gas e polveri atti a molestare le persone presenti in zona.
Il Comune di Salerno costituitosi parte civile nel processo conclusosi nel marzo 2007 ad oggi (giugno 2008) non ha ancora chiesto il risarcimento del danno ambientale.
Particolare più unico che raro
Come su citato la Costituzione tutela i diritti fondamentali dell’uomo: la vita, la salute, l’ambiente, la libertà.
Ma il legislatore europeo, riconosciuto dall’Italia, ha individuato dei principi di indirizzo anche per le politiche locali: principio di precauzione e principio chi inquina paga.
Come si è potuto testimoniare la polizia municipale nel 2004 controlla l’azienda Pisano e scopre varie irregolarità molti gravi. Quindi l’Ente Comune non poteva non sapere.
Nel novembre del 2006 il Consiglio Comunale di Salerno approva il nuovo piano regolatore generale (PUC Piano Urbanistico Comunale) e si evince che il Consiglio contraddice il principio dettato dall’Unione Europea chi inquina paga poiché addirittura il piano premia l’azienda Pisano, infatti viene previsto un cambio di destinazione d’uso dei suoli di proprietà di Pisano, da area industriale ad area edificabile.
Questa è la versione aggiornata della relazione/ricerca distribuita ai cittadini durante Assemblea di Zona del settembre 2006.
Sono stati inseriti fatti aggiornati all’anno 2008, stralcio della sentenza di condanna, la carta geochimica ambientale di Salerno, nuove immagini e controlli on-line fatti all’Agenzia Europea dell’Ambiente.
Caso Pisano volantino A4 sintetico fronte/retro
- Per chi ancora non fosse consapevole dei gravissimi rischi sanitari a cui va incontro è bene che si legga gli appunti presi dal Trattato di medicina del lavoro. Le sostanze cancerogene non fanno alcuna distinzione se siete o meno lavoratori.
- Effetti a breve e a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana. Paolo Crosignani (+), Andrea Tittarelli, Alessandro Borgini, Martina Bertoldi. Unità di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori Istituto Nazionale Tumori, Milano (+) membro del Comitato Scientifico Nazionale di Legambiente
Tag: fonderie Pisano, illegalità, inquinamento, rischi sanitari, Salerno
Agosto 29, 2008 alle 6:46 pm |
[...] comuni: monarchie locali opprimono i cittadini, offendono i diritti fondamentali dell’uomo: vita e [...]
Dicembre 20, 2009 alle 1:05 pm |
[...] Caso Fonderie Pisano, “c’è del marcio a Salerno”. [...]