Sono stato invitato dalle porte del Cosmo, di Alessandro Iaria a tenere una “conferenza” sulla democrazia diretta Il 10 aprile a Cesena.
Pubblico la presentazione che sintetizza alcuni concetti dell’incontro tenutosi presso l’Ass. culturale Officina 49. Sono grato ad Alessandro sia per avermi concesso l’occasione di confrontarmi e di condividere dei punti di vista circa la democrazia, i nostri diritti, la tutela dalle salute, la class action vera e gli strumenti che possiamo usare per cercare di migliorare la nostra società. Lo scopo è far crescere una consapevolezza in noi stessi. I cittadini, se vogliono, possono realmente mutare le decisioni della politica.
La democrazia diretta non è una leva con cui scardinare un sistema politico nei suoi elementi costituivi. In una democrazia liberale i cittadini sono liberi di migliorare alcuni elementi strutturali del sistema politico al fine di estendere e qualificare i diritti democratici
La democrazia diretta crea più legittimità. Per “legittimità” si intende il grado di riconoscimento politico di una decisione o di un organo: più cittadini sono stati coinvolti in una decisione più legittimo ne è considerato l’esito.
Questi strumenti (referendum e iniziativa) permettono a gruppi di cittadini di articolare pubblicamente i loro interessi e sollecitare una decisione della maggioranza anche contro le intenzioni del Parlamento e del Governo.
La democrazia diretta offre grandi opportunità a minoranze sociali e politiche sia di partecipare e articolare interessi sia di porre veti.
La democrazia rafforza il ruolo dei gruppi, dei movimenti della società civile e dell’associazionismo costringendo i partiti al dialogo ed al compromesso.
Con la democrazia diretta la politica è costretta a cercare preventivamente il consenso della popolazione.
Una formazione generale grazie ad un’informazione migliore. L’effetto socializzante della democrazia diretta è più forte dove il confronto politico si svolge in contatto diretto fra cittadini e politici, fra esperti e non esperti.
Una concezione moderna di democrazia si basa su un’idea di cittadino libero, informato e consapevole.
I diritti referendari sono parte dei diritti fondamentali di partecipazione politica, con cui il cittadino sovrano si riappropria della facoltà di decisione immediata.
Se vogliono raggiungere il loro obiettivo, i cittadini devono trovare autonomamente forme collaborative: lanciare un’iniziativa popolare o un referendum richiede la raccolta di un numero elevato di firme e una notevole capacità comunicativa. In questo processo i cittadini sviluppano capacità organizzative, imparano come gestire una campagna, come procurarsi risorse (finanziarie, fisiche e umane), trasmettere informazioni, organizzare dibattiti pubblici, formare alleanze, trovare buoni compromessi e come trattare con il potere politico.
Il quorum partecipativo inutile e dannoso:
In Italia, in base alla Costituzione ed alla legge applicativa dei referendum n.352/70 è previsto in caso di referendum abrogativo (”dal basso”) un quorum del 50% degli aventi diritto al voto, mentre non è previsto nessun quorum per il referendum confermativo facoltativo (calato dall’alto, dal Parlamento) nel caso della modifica della Costituzione secondo l’art. 138 della stessa.
Costituzione
Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto (da abrogare), e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Nessun quorum
solo chi vota dovrebbe decidere. Il quorum della partecipazione nella storia dei diritti referendari ha sempre finito per provocare campagne di non partecipazione al voto al fine di invalidare il referendum stesso da parte dei suoi oppositori.
Tag: democrazia diretta
Aprile 17, 2008 alle 2:19 pm |
[...] della politica e per tutelare i propri diritti costituzionali. I temi trattati saranno : 1) La democrazia diretta, con l’introduzione del referendum propositivo e dei bilanci partecipativi deliberativi, [...]