Il tema d’anno di un corso di urbanistica a Parma: una città di 30.000 abitanti.
In questo particolare periodico storico, soprattutto per la scienza urbana, è sicuramente una “richiesta singolare” progettare una nuova città. Ma il tema città è sicuramente interessante e degno di vitale importanza per l’uomo.
Il tema dell’ultima Biennale di Venezia era dedicato proprio alle città.
Richard Burdett e Miguel Kanai: «sappiamo che, per la prima volta nella storia dell’umanità, la maggior parte degli abitanti del pianeta conduce una vita urbana. Le proiezioni ci dicono che questa tendenza si protrarrà: secondo le previsioni nel 2050 si sarà concentrato nelle città il 75% della popolazione globale, che risiederà per lo più in megalopoli di svariati milioni di abitanti e in regioni a intensa urbanizzazione che si estendono oltre i confini degli stati e dei continenti»»
Perché affermare questo?
Perché nel periodo in cui viviamo, ottimisticamente parlando, quasi nessuno avrà la possibilità di progettare ex-novo una città. Il nostro territorio è totalmente antropizzato e le città, in Europa, sono già state costruite.
Così scrive Pier Luigi Cervellati: «per chi fa il mio mestiere il desiderio più grande è sempre stato quello di costruire una nuova città […] con il passare dei mesi e degli anni il sogno, non realizzandosi, rischia di diventare un’ossessione.». La domanda del corso potrebbe essere male interpretata, anacronistica, e/o presuntuosa, ma a nostro avviso all’interno di una scuola universitaria, pensare e studiare le basi della tecnica urbana, come dimensionamento, zoning, e standard urbanistici forse rappresentano la maniera più semplice ed ideale per imparare a leggere il territorio, a ri-pensare ed a ri-progettare la città stessa. Dunque progettare un nuovo spazio, per un gruppo di studenti di architettura, partendo dal “foglio bianco” richiede la conoscenza della storia, delle forme, delle leggi e dei metodi compositivi dell’urbanistica. Le lezioni teoriche ed i riferimenti bibliografici a nostra disposizione ci hanno consentito di elaborare una città “nostra” che rispecchia una cultura ed un “pensiero classico”.
Il tema delle nuove città, e/o new towns è stato il cuore dell’intero corso. Sono state trattare numerose “tipologie” di città, della cultura, dello svago, città giardino etc. Il luogo scelto è la periferia del Comune di Salerno, quella che attualmente occupa l’area industriale a sud della città campana, al confine con il Comune di Pontecagnano Faiano. La città da noi immaginata sostituisce l’intera l’area a sviluppo industriale comprendendo anche una porzione del territorio di Pontecagnano.
Tag: sostenibilità, urbanistica
Gennaio 21, 2009 alle 5:34 pm |
[...] Ridare gli spazi ai leggettimi proprietari: i cittadini, in maniera etica, applicando il governo del popolo ed usando il buon senso umano. [...]
Aprile 8, 2009 alle 8:46 pm |
[...] di Progettazione urbanistica) , ispirato dal tema del corso, ho concentrato la mia attenzione su una proposta di città sostenibile. La letteratura urbana è ricca di esempi utili. L’idea è quella di realizzare una città di [...]