Comitato Class Action, VAS, e Bilancio Partecipativo

By matierno

L’attuale sistema giuridico italiano vede le cause civili per risarcimento del danno durare in media 10 anni, anche perché gli avvocati stessi per guadagnare come i colleghi europei “allungano” i processi. Invece, il meccanismo competitivo e meritocratico della Class Action consente agli avvocati più bravi di guadagnare di più, essi investono i propri capitali di rischio col fine persino di non far partire nessun processo, senza aver nessun giudizio dal Tribunale grazie agli accordi extragiudiziari. Cioè gli avvocati studiato il caso del danno biologico e morale, fanno “un’offerta” alla corporation per non intentare causa, poiché la sentenza del giudice potrebbe essere più dispendiosa ed aprirebbe una catena di ricorsi infiniti nei confronti della corporation stessa.
In un Paese veramente civile, e non è il nostro caso, le leggi dovrebbero consentire ad ogni cittadino di potersi difendere e riuscire a tutelare i propri diritti in maniera semplice, diretta ed efficace, proprio come la Class Action americana consente di fare, compilando un semplice foglio A4, senza problemi.
In questo Paese l’unico diritto garantito è quello delle persone giuridiche, le corporation, che puntualmente con l’unico fine del profitto, aggirano, corrompono, inquinano, dirigono, e comandano persino i dipendenti politici per fare leggi a loro gradite.
In Italia manca una sensibilità diffusa sul tema della prevenzione e del controllo ambientale, manca nei decisori politici e soprattutto nei cittadini. Questa sensibilità è presente solo in una nicchia di popolazione ristretta, come studiosi universitari, e ricercatori.
Ai cittadini manca quella cultura di base necessaria per comprendere e valutare circa i comportamenti da assumere quando un’Istituzione (controllore) deve svolgere opera di prevenzione e governo del territorio, quando deve svolgere controlli veri e seri nei confronti delle aziende (controllati).
Chi prende le decisioni? Come vengono prese queste decisioni?
E’ semplice rispondere a queste domande e per questo motivo che dobbiamo sostenere una politica decisionale diversa da quella odierna.
I tre pilastri del:
Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente e Legalità;
*. Inserire i Bilanci Partecipativi deliberativi, strumenti di democrazia fiscale e diretta, negli Statuti comunali consente di allargare a tutti i cittadini che vogliono partecipare di entrare nel processo decisionale, questa apertura consente a tutti di controllare l’Ente Comune.
*. Rendendo obbligatoria la procedura di ;Valutazione Ambientale Strategica (VAS); si consente ai decisori di evitare di prendere decisioni dannose per l’ambiente e quindi per la salute umana.
*. Introducendo la;Class Action vera; si consente a tutti i cittadini di usare uno strumento di “giustizia diretta”, senza spese.

L’impegno del Comitato sarà quello di informare e parlare alle persone direttamente circa i tre aspetti caratterizzanti la Carta d’Intenti.


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